Maria Consiglia Rasulo

Maria Consiglia Rasulo

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BordognaNel corso del Congresso mondiale della "International Fuzzy Systems Association" (IFSA) tenutosi dal 27 al 30 Giugno a Otsu, Gloria Bordogna, Primo ricercatore dell’IREA, è stata nominata IFSA Fellow. Il titolo, riservato a coloro che hanno contribuito in modo rilevante e hanno avuto un impatto significativo sulla ricerca connessa alla logica fuzzy, le è stato consegnato alla Conferenza dell'associazione europea EUSFLAT (European Society for Fuzzy Logic and Technology), tenutasi a Varsavia l'11-15 settembre 2017.

Gloria Bordogna lavora da molti anni nel campo degli sviluppi applicativi della teoria dei Fuzzy Set che consente la modellazione dell’incertezza e dell’imprecisione dell’informazione nei sistemi di information retrieval, nelle basi di dati e nei sistemi informativi geografici con metodi di soft computing, con applicazioni riguardanti la rappresentazione di contenuti testuali, i linguaggi di interrogazione flessibili, i metodi di analisi di informazioni testuali e geografiche su Web e nelle reti sociali.

 

 


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Copertina Sensing the past Matera ridMercoledì 13 settembre alle ore 17:00 a Matera, presso l'ex Ospedale San Rocco (Chiesa di Cristo Flagellato) si terrà la presentazione del volume Sensing the Past. From artifact to historical site curato da Nicola Masini dell'Ibam Cnr e Francesco Soldovieri dell'Irea Cnr.

Sensing the Past. From artifact to historical site presenta un survey delle tecnologie e metodologie scientifiche, dalla diagnostica al telerilevamento, dalla geofisica all'Ict, per le diverse applicazioni nel campo dei beni culturali: dalla ricerca archeologica all'analisi e monitoraggio dei rischi, dalla conservazione alla fruizione valorizzazione.

Il volume è anche il risultato di un dibattito decennale animato dagli stessi curatori attraverso sessioni di convegno, workshops e numeri speciali di riviste internazionali, sulle diverse questioni inerenti le "sensing technologies" quali il grado di operatività, l'interpretazione dei dati, la capacità delle tecnologie nel fornire risposte adeguate alle molteplici domande che la storia, l'archeologia e la conservazione dell'eredità culturale pongono.

Alla presentazione del libro saranno presenti, oltre ai curatori del volume, Aurelia Sole, magnifica rettrice dell'Università della Basilicata, Daniele Malfitana, direttore dell'Ibam Cnr, Riccardo Lanari, direttore dell’Irea Cnr, Gisella Capponi, direttrice dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro – Mibact e Antonio Sgamellotti, accademico dei Lincei. A moderare l’incontro Antonella Guida, direttrice della scuola di architettura dell’Università della Basilicata.

Organizzato da: Cnr - Istituto per i beni archeologici e monumentali e CNR - Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente In collaborazione con Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggistica (Sabap) della Basilicata e Università degli studi della Basilicata

Referente organizzativo: Nicola Masini C.da S. Loja - 85050 Tito Scalo (PZ) Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. 0971 427 321

Modalità di accesso: ingresso libero

Vedi anche:

Il programma della presentazione

Il comunicato con focus sul volume

 


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A seguito del terremoto di Ischia del 21 agosto 2017, i ricercatori del CNR-IREA hanno misurato i movimenti permanenti del terreno grazie ai satelliti europei Sentinel-1 e italiani COSMO-SkyMed. È stato evidenziato un abbassamento del suolo con un valore massimo di circa 4 centimetri localizzato in un’area a ridosso di Casamicciola Terme.

Nell’emergenza post terremoto il Dipartimento della Protezione Civile (DPC), fin dalle primissime ore dopo il sisma, ha attivato il Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (CNR-IREA) di Napoli, in qualità di centro di competenza nel settore dell’elaborazione dei dati radar satellitari, per un’analisi volta alla misura dei movimenti del suolo conseguenti al sisma.

Utilizzando i dati radar dei satelliti europei Sentinel-1 (S1), del programma europeo Copernicus, e quelli della costellazione italiana COSMO-SkyMed (CSK), dellAgenzia Spaziale Italiana (ASI) - centro di competenza per le acquisizioni ed utilizzo dei dati satellitari - e del Ministero della Difesa, un team di ricercatori del CNR-IREA ha misurato con alta precisione i movimenti permanenti del suolo originati durante il terremoto, utilizzando la tecnica dell'Interferometria SAR Differenziale. Tale tecnica consente, confrontando immagini radar acquisite prima dell’evento con immagini successive al sisma, di misurare, lungo la linea di vista (LOS, Line of Sight) del sensore, lo spostamento del suolo avvenuto nell’intervallo temporale intercorso fra le due acquisizioni, con accuratezza centimetrica. Inoltre, disponendo dei passaggi da orbite differenti (ascendenti e discendenti) è possibile ricostruire anche la componente Verticale del campo di deformazione rilevato.

In Tabella 1 sono riportate le coppie interferometriche di immagini radar i cui risultati vengono mostrati di seguito. Si noti però che le coppie riportate in Tabella 1 sono solo una parte di quelle effettivamente elaborate dal CNR-IREA.

 

 Tabella 1: Coppie interferometriche co-sismiche relative al terremoto di Ischia

           Sensore                       Coppia interferometrica                      Lunghezza d’onda [cm]             Baseline perpendicolare [m]            Orbita     
S1 16082017 – 22082017 5.5 7 DISC
S1 16082017 – 22082017 5.5 55 ASC
S1 17082017 – 23082017 5.5 108 ASC
CSK 19082017 – 23082017 3.1 67 DISC

 

 

In Figura 1 sono mostrate le mappe di spostamento co-sismico in LOS ottenute a partire dalle coppie di dati S1 e CSK riportati in Tabella 1, calcolate nei pixel caratterizzati da una migliore qualità del segnale interferometrico (denominati pixel coerenti). Sebbene siano presenti nelle quattro mappe di spostamento alcuni effetti legati ad artefatti atmosferici, in tutte risulta evidente una zona caratterizzata da un effetto di allontanamento dal radar (rappresentata in colore rosso), a circa un chilometro a sud-ovest dell’area di Casamicciola Terme.

 

Fig.1 piccola

Figura 1 – Mappe di deformazione (in LOS) ottenute a partire dai dati SAR Sentinel-1 (S1) e COSMO-SkyMed (CSK). (a) mappa ottenuta dalla coppia interferometrica S1 ascendente relativa all’intervallo 16082017 – 22082017; (b) mappa ottenuta dalla coppia interferometrica S1 discendente relativa all’intervallo 16082017 – 22082017; (c) mappa ottenuta dalla coppia interferometrica S1 ascendente relativa all’intervallo 17082017 – 23082017; (d) mappa ottenuta dalla coppia interferometrica CSK discendente relativa all’intervallo 19082017 – 23082017.
I dati S1 sono copyright di Copernicus (2017). I dati CSK sono copyright di ASI (2017).

 

 

Grazie all’utilizzo congiunto delle mappe di deformazione di Figura 1 ottenute da orbite ascendenti (per le quali i satelliti si spostano da Sud a Nord) e discendenti (da Nord a Sud), è stato poi possibile stimare la componente Verticale degli spostamenti del suolo rilevati. Essa viene mostrata in Figura 2, rappresentandola sia con una vista in pianta, sia con una vista 3D. In particolare, è stato rilevato un abbassamento del suolo fino ad un massimo di 4 centimenti in un’area (rappresentata in colore rosso) a ridosso di Casamicciola Terme, la più colpita dai crolli.
Tali risultati confermano quanto già riscontrato a seguito delle prime rilevazioni satellitari effettuate dal CNR-IREA, e sono stati condivisi anche con lIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in uno scenario di fattiva e proficua collaborazione. Inoltre, le deformazioni rilevate sono consistenti con la localizzazione del terremoto presentata dall’INGV il 25 agosto 2017.

Fig 2 piccola

Figura 2 – Componente verticale degli spostamenti del suolo stimata a partire dai risultati mostrati in Figura 1.: a) vista in pianta; b) vista in 3D. La stella bianca indica la posizione dell’epicentro a seguito della localizzazione del terremoto presentata il 25 agosto 2017. I dati S1 sono copyright di Copernicus (2017). I dati CSK sono copyright di ASI (2017).

Si segnala che ottenere in tempi brevi un quadro sinottico delle deformazioni e degli spostamenti del suolo causati da un sisma nell’area epicentrale rappresenta uno degli obiettivi del Dipartimento della Protezione Civile, durante un’emergenza sismica. In questo caso specifico i risultati ottenuti sono frutto della lunga e consolidata collaborazione fra il Dipartimento e i propri Centri di Competenza – in questo caso CNR-IREA e ASI. Sulla base delle loro competenze, questi centri supportano il DPC nell’utilizzo dei dati e delle informazioni satellitari e nella loro integrazione con i dati in situ forniti dagli altri Centri di Competenza. Quest’attività ha permesso lo sviluppo di prodotti, metodi e procedure che hanno migliorato le capacità del Servizio Nazionale della Protezione Civile nella risposta all’emergenza.


Al link seguente 
IREA_video_deformazioni_Ischia.zip è possibile scaricare un video preparato dall'Irea-Cnr e un file di  descrizione.

  


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EuroptrodeL’IREA, in collaborazione con l’Istituto di Fisica Applicata Nello Carrara (IFAC-CNR) e la Società Italiana di Ottica e Fotonica (SIOF), sta organizzando a Napoli la XIV edizione di Europt(r)ode, una delle più importanti conferenze a livello mondiale nel campo dei sensori ottici per applicazioni chimiche e biologiche.

E’ aperta la sottomissione dei contributi. Per maggiori informazioni vai al sito di Europtrode XIV

 


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DIAGNOSTIC AND THERAPEUTIC ELECTROMAGNETIC APPLICATIONSTra l’11 e il 15 settembre prossimo si terrà il Corso “Diagnostic and Therapeutic Electromagnetic Applications”, organizzato a Napoli dall’IREA-CNR, dall’Università di Napoli Federico II e dal Politecnico di Torino nell’ambito della “European School of Antennas”.

Scopo del corso, concepito principalmente per studenti di dottorato e ricercatori con un background di ingegneria o fisica, è far comprendere le problematiche e le sfide delle applicazioni mediche dei campi elettromagnetici.

I campi elettromagnetici sono già parte di svariate applicazioni cliniche, tra cui la Risonanza Magnetica, ma un'ampia gamma di nuove applicazioni stanno emergendo nel campo sanitario, quali l’imaging a microonde o l’ipertermia elettromagnetica. Inoltre, l'avvento delle nanotecnologie, con la possibilità di produrre componenti biocompatibili di dimensioni nanometriche in grado di interagire efficacemente con i campi elettromagnetici, può aprire scenari completamente nuovi, tra cui il controllo da remoto di processi biologici. Questa evoluzione apre un'ampia gamma di nuove opportunità di ricerca ed applicazioni.

Dopo un'introduzione al Bioelettromagnetismo, con particolare attenzione agli aspetti della sicurezza, saranno presentate le principali attuali applicazioni diagnostiche e terapeutiche dei campi elettromagnetici. Saranno poi analizzate in modo più dettagliato alcune applicazioni emergenti e saranno presentati alcuni sviluppi previsti. Un focus particolare sarà sui campi elettromagnetici per il trattamento del cancro. Il prof. Gerard C. van Rhoon, dell’Erasmus MC Cancer Institute di Rotterdam (Paesi Bassi) e Presidente della Società Europea per l’Ipertermia Oncologica, tratterà degli aspetti clinici e ingegneristici dell'ipertermia basata sui campi elettromagnetici.

La scadenza per la registrazione è il 27 Agosto 2017. Il corso si terrà presso la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Piazzale Vincenzo Tecchio, 80, Napoli.

Per tutte le informaizioni e dettagli sul corso vai a questo link 

Scarica la brochure del corso

 


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remote sensing JournalFrancesco Soldovieri e Pietro Tizzani, rispettivamente Primo Ricercatore e Ricercatore dell’IREA, sono tra gli editors dello Special Issue "New Frontiers of Multiscale Monitoring, Analysis and Modeling of Environmental Systems via Integration of Remote and Proximal Sensing Measurements" della rivista Remote Sensing.

Scopo di questo special Issue è presentare i risultati recenti e i progressi sugli approcci per l’analisi e la comprensione dei sistemi ambientali, con particolare attenzione allo studio dell'interazione tra i processi ambientali che si verificano a diverse scale. Questi progressi hanno aperto la strada alla progettazione e all'implementazione di sistemi di rilevamento multipiattaforma, da remoto e in situ, e di nuovi e strumenti per la sorveglianza e il monitoraggio. Un'attenzione particolare è dedicata allo sviluppo di nuove tecniche e strumentazioni integrate per il monitoraggio multi-scala di aree soggette a elevati rischi naturali, quali quelle vulcaniche, sismiche o esposte a frane.

Per informazioni sulla sottomissione degli articoli vai a questo link 

 


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MemexMonitorare il territorio è fondamentale per comprendere meglio le attività vulcaniche, i terremoti e gli altri fenomeni geofisici.

Ne hanno parlato Riccardo Lanari, Mariarosaria Manzo e Francesco Casu, dell’IREA-CNR, nel corso della puntata di Memex - I luoghi della Scienza prodotta da RAI Scuola e dedicata ai Campi Flegrei, il supervulcano campano la cui attività è sottoposta a monitoraggio costante.

Memex - I luoghi della Scienza: Campi Flegrei  

(min. 11:07 - 15:50) 

 


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VincitoriSi è conclusa domenica sera, con proclamazione dei vincitori, la terza edizione napoletana della Space Apps Challenge, il grande hackathon mondiale promosso dalla Nasa e organizzato a Napoli dal Consolato Generale USA per il Sud Italia, dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli Federico IIdall’IREA-CNR.

«I ragazzi sono stati bravissimi, hanno progettato in pochissimo tempo soluzioni molto belle e innovative. Mi auguro che da alcune di queste idee possano venir fuori dei contributi rilevanti», ha commentato Riccardo Lanari, direttore dell’IREA, che ha fatto parte della giuria insieme a Francesco Marulo, ordinario dell’Università Federico II, Shawn Baxter del Consolato degli Stati Uniti in Italia, Francesco Sacerdoti, Apple Academy, Raffaele Savino, Università Federico II e Carlo Noviello, IREA.

Più di 150 quest’anno gli iscritti, 14 i team di studenti e appassionati di scienza e tecnologia che per 36 ore sono stati impegnati alla ricerca di soluzioni innovative alle sfide lanciate dalla NASA per migliorare la vita sulla Terra e nello Spazio, così come è avvenuto in contemporanea in altre 187 città sparse in tutto il mondo tra cui, in Italia, Roma, Milano e Torino.

A vincere sono stati i "Pizza Flyers" con il loro progetto "Sky Tour", un’applicazione che consente a chi viaggia in aereo di visualizzare sul proprio smartphone tutti i luoghi di interesse, bellezze naturali e culturali sorvolate in quel momento, in modalità offline.

BEeSpaceSecondi classificati, i "BEeSpace" che hanno vinto con il loro progetto H.O.M.E. (Hexagonal Open Modular Environment) LAB, un habitat di ricerca costituito da celle esagonali modulari ispirato agli alveari delle api, adatto a qualsiasi ambiente, spaziale o terrestre.

Al terzo posto i "Flying Mice", un gruppo i cui componenti, tranne i due fratelli, non si conoscevano prima. Hanno progettato una unità abitativa adattabile ad ogni tipo di habitat, totalmente ecosostenibile e biodegradabile, prodotta in canapa. Il loro progetto si chiama "Cake House” e consiste in una casa a forma di torta utile in situazioni di disastri ambientali e che si può spostare facilmente, chiudendola come un ombrello.

Oltre a vincere i premi in denaro messi a disposizione dal Consolato degli Stati Uniti per il Sud Italia, i primi due progetti parteciperanno anche alla selezione mondiale della NASA che individuerà i vincitori per ciascuna challenge. Concorrerà al giudizio globale anche il “People's Choice”, il progetto votato da tutti i partecipanti alla manifestazione, che quest’anno è andato a “Animalife” del team “SpaceCowboys”, un’app che mira ad aumentare la consapevolezza sulle specie animali in via di estinzione. La NASA raccoglierà tutte le segnalazioni locali e determinerà i vincitori per ciascuna delle cinque categorie: “Ideate and Create!”, “Our Ecological Neighborhood”, “Warning! Danger Ahead!”, “Planetary Blues” e “The Earth and Us”. In palio l’opportunità di assistere al lancio di un missile spaziale.

Proprio come è accaduto nel 2013 a Chandrakanta Ojha, il giovane ricercatore indiano che per tre anni ha lavorato all’IREA e che fu il vincitore della Space Apps Challenge a Roma e della competizione globale, vincendo così una visita al Kennedy Space Center. È stato proprio lui a proporre di svolgere per la prima volta la competizione anche a Napoli. Oggi lavora all'Arizona State University, e da lì si è collegato via skype sabato mattina per incoraggiare i partecipanti, spingendoli a credere nelle loro idee e nei loro sogni.

astronauti 3D

Nella foto i due 'astronautini' stampati in 3D, tra i gadget realizzati dall'azienda sponsor dell'hackathon partenopeo 3DnA srl

 

«Sono state due giornate molto intense», ha detto Nicola, Leader del team Pizza Flyers che si è classificato al primo posto, «ma ci siamo divertiti moltissimo, E’ stata una bellissima esperienza che vorremo ripetere l’anno prossimo». Anche Arcangelo, 19 anni, studente della Apple Academy a San Giovanni ha espresso la sua soddisfazione per l’esperienza. «Mi sono divertito molto, è stato bello lavorare in gruppo. Conoscere tanti ragazzi con idee diverse ha favorito una crescita professionale e umana. Partecipare a Space Apps Challenge è stata una occasione di crescita.»

È proprio su questi obiettivi che si muove NASA Space Apps Challenge, come ha ricordato Timothy Tawney, rappresentante per la Nasa in Europa, venuto a Napoli per la presentazione dell’hackathon che si è tenuta venerdì mattina presso il nuovo polo di San Giovanni a Teduccio dell’Università Federico II. «L’hackathon è un esercizio di pensiero, un invito alla creatività. Sarà un’occasione per conoscere le proprie potenzialità, lavorare in squadra e proporre soluzioni originali a una delle sfide in palio. Ma è chiaro che l’Agenzia spaziale americana tenga d’occhio ogni progetto proposto e chissà, in base ai budget e alle priorità, magari un giorno potrà decidere di svilupparne uno».

E Mary Ellen Countryman, Console Generale degli Stati Uniti per il Sud Italia, ha aggiunto «Speriamo che questo hackathon possa rappresentare un’opportunità per i giovani al sud Italia per spingerli a considerare l’innovazione e la tecnologia come carriera, elementi chiave per lo sviluppo economico».

foto finale

 


Principale rassegna stampa e web

NASA, sfida a colpi di "app" nel campus della Federico II - Il Mattino - 22 marzo 2017

#SpaceApps, terzo anno consecutivo a a Napoli: Nuova sede all'iOS Academy - Il denaro.it - 21 aprile 2017

Torna a Napoli il "Nasa Space Apps Challenge" - Repubblica.it - 22 aprile 2017 

Space Apps Challenge, a Napoli idee sull'esplorazione spaziale - Pupia Tv -28 apr 2017 

Tre team di risolutori galattici vincono il Nasa Space Apps Challenge - Il Mattino.it - 30 aprile 2017

La Nasa porta Napoli nello spazio con lo Space Apps Challenge - Il Mattino.it - 30 aprile 2017 

Video intervista ai primi classificati: il team "Pizza Flyers" - U.S. Consulate General Naples - 30 aprile 2017

Video intervista ai secondi classificati: il team "BEeSpace" - U.S. Consulate General Naples - 30 aprile 2017

Video intervista ai terzi classificati: il team "Flying Mice" - U.S. Consulate General Naples - 30 aprile 2017

Napoli - Space Apps Challenge 2017. Vince il team “Pizza Flyers" - Aeropolis - 1 maggio 2017 

Nasa Space Apps, vincono i "Pizza Flyers" dell'Apple Academy - Repubblica.it - 1 maggio 2017

Academy sul podio. Ai magnifici 7 l'hackathon NASA - Il Mattino - 3 maggio 2017


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Space Apps 2017

l'International Space Apps Challenge è un hackathon internazionale, una maratona di idee che si svolge nell’arco di 48 ore contemporaneamente in molte città di tutto il mondo, in cui appassionati di scienza e tecnologia collaborano in team per trovare soluzioni innovative per la vita sulla Terra e nello spazio.
 
La prima edizione ha avuto luogo nel 2012 in 25 città di tutto il mondo. L'evento ha riunito 2000 partecipanti di età compresa tra 16-70 anni per sviluppare soluzioni per le 71 sfide proposte. Nel corso degli anni la manifestazione ha coinvolto un numero sempre crescente di Paesi e di partecipanti. L’ultima edizione, nel 2016, ha contato 15000 partecipanti e 160 città nei 6 continenti, diventando il più grande hackathon mai realizzato.
 
Per due giorni, il 29 e 30 aprile, contemporaneamente a quanto accadrà in molte altre città nel mondo, tanti giovani napoletani avranno l’opportunità di partecipare a una competizione globale di grande prestigio e portare il proprio progetto ad una delle più grandi istituzioni mondiali quale la NASA.
 
Per il terzo anno consecutivo, infatti, Napoli farà parte delle città che ospiteranno questo grande evento promosso dalla NASA grazie all’organizzazione del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, del Consolato Generale USA per il Sud Italia e dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del CNR.
 
Tra tutti i team partecipanti saranno selezionati da una giuria locale i vincitori di Space Apps Challenge 2017 Napoli che riceveranno i premi speciali messi in palio dal Consolato degli Stati Uniti per il Sud Italia. Insieme ai progetti scelti dalla giuria ci sarà poi il “People’s Choice Award” votato dai partecipanti alla manifestazione. Tra tutti i vincitori locali, la NASA sceglierà poi i vincitori in ciascuna delle categorie proposte.
 
L’evento sarà preceduto da una conferenza stampa di presentazione che si terrà nella mattinata venerdì 28 aprile alle 11.00 sempre presso l'Università di Napoli Federico II - Scuola Politecnica e delle Scienze di Base - Complesso Napoli Est di San Giovanni a Teduccio.
 
Per partecipare all’evento e per maggiori informazioni: https://2017.spaceappschallenge.org/locations/space-apps-challenge-naples  
 
Scarica qui la brochure 
Evidenziata per la prima volta in Italia, nella zona del Pollino, la presenza di movimenti lenti di faglia durante le sequenze di terremoti di bassa magnitudo che contribuiscono a spiegare perché, rispetto al resto dell’Appennino, in quest’area i terremoti di magnitudo più elevata sono meno frequenti. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports di Nature
 

 

 

 

Durante la lunga sequenza sismica che ha interessato il Pollino dal 2010 al 2014, non si sono verificati solo terremoti ma anche dei lenti e continui scorrimenti di faglie privi di attività sismica. A svelarlo per la prima volta lo studio appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports di Nature di un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IREA-CNR) in collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile. I risultati dello studio gettano una nuova luce sulla sismicità in epoca storica nell’area del Pollino.
“Negli ultimi anni”, spiega Daniele Cheloni Ricercatore INGV e primo autore del lavoro, “è stato evidenziato che le sequenze sismiche di terremoti di bassa magnitudo sono spesso accompagnate da scorrimenti asismici, anche se la mancanza di un numero sufficiente di misure di deformazione del suolo durante tali sequenze ha impedito, finora, la verifica di questa ipotesi nell’area italiana”.
I terremoti, come è noto, sono causati da movimenti di faglie, cioè di fratture della crosta terrestre, che avvengono molto rapidamente (in pochi secondi). In altri casi, le stesse faglie possono muoversi lentamente (nell’arco di settimane o mesi) senza generare terremoti (scorrimento asismico). Per dimostrare la presenza contemporanea di attività sismica e di movimenti asismici, i ricercatori si sono affidati ai dati delle stazioni GPS (costellazione di satelliti del Global Positioning System) della rete RING dell’INGV (http://ring.gm.ingv.it), installate nel 2011 nell’ambito di un progetto INGV di studio della deformazione tettonica nell’area del Pollino, e alle immagini radar raccolte dai satelliti COSMO-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), fornite nell'ambito dell'iniziativa ASI Open Call COSMO-SkyMed.
“I dati satellitari a nostra disposizione”, spiega Eugenio Sansosti Primo Ricercatore dell’IREA-CNR, “hanno garantito un elevato dettaglio nello spazio e nel tempo inimmaginabile con altri sensori, permettendoci di misurare deformazioni del suolo anche molto piccole e lente, come quelle legate agli scorrimenti asismici”. Ciò è stato possibile anche grazie alla intensificazione delle acquisizioni satellitari sull’area del Pollino messa in atto dall’ASI, su indicazione della Protezione Civile, durante la sequenza sismica.
L’enorme mole di dati satellitari disponibile necessita di una accurata e delicata operazione di elaborazione. “Abbiamo utilizzato tecniche innovative, sviluppate presso il nostro Istituto nel corso degli anni, per risalire alle variazioni nel tempo del segnale di deformazione”, precisa Gianfranco Fornaro, Primo Ricercatore delI’IREA-CNR, “e il successivo confronto dei risultati con i dati GPS non ha lasciato alcun dubbio sull’affidabilità delle nostre misure”.
I risultati ottenuti sono importanti per la comprensione della sismicità nell’area del Pollino. Le testimonianze storiche degli ultimi secoli non mostrano evidenze di eventi sismici significativi che invece interessano le aree adiacenti dell’Appenino e della Calabria. “Il movimento asismico contribuisce al rilascio di una parte della deformazione tettonica che verrebbe altrimenti rilasciata dai terremoti. Questo può spiegare perché, rispetto al resto dell’Appennino, i terremoti di magnitudo più elevata sono relativamente meno frequenti nell’area del Pollino. Ulteriori progressi nella comprensione dei fenomeni sismogenetici nell’area italiana non possono prescindere dai sistemi osservativi come la rete GPS RING, la missione COSMO-SkyMed e la Rete Sismica Nazionale”, conclude Nicola D’Agostino, Primo Ricercatore dell’INGV e coordinatore della ricerca.

 

pollino1 small
Mappa della velocità di deformazione del suolo nella zona del Pollino tra il 2012 e il 2014.
I punti colorati rappresentano le misure radar effettuate dal satellite. Le zone in verde
sono ferme; quelle in rosso si allontanano dal satellite con una velocità media di circa 2.5 cm
all’anno; le zone in azzurro si avvicinano al satellite con velocità media di circa 1.5 cm all’anno.
 
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