Maria Consiglia Rasulo

Maria Consiglia Rasulo

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acm symposium 2020Negli ultimi 35 anni l'ACM Symposium on Applied Computing (SAC) è stato uno dei forum internazionali principali per gli informatici, gli ingegneri informatici e gli sviluppatori di applicazioni per raccogliere, interagire e presentare il loro lavoro. L'ACM Special Interest Group on Applied Computing (SIGAPP) è l'unico sponsor di SAC. Gli atti del convegno sono pubblicati da ACM e sono anche disponibili online attraverso la biblioteca digitale di ACM.

L’Information Access and Retrieval riguarda la teoria, l'implementazione e la valutazione delle tecnologie di accesso alle informazioni in nuove aree di applicazione e in nuovi contesti.

Appuntamenti importanti:

  • 29 settembre 2019: presentazione di articoli regolari e abstract di ricerca SRC
  • 24 novembre 2019: notifica di accettazione / rifiuto
  • 9 dicembre 2019: copie camera-ready di articoli accettati 

Per ulteriori informazioni, scarica la Call for Papers

Premio GTTINell’ambito del Workshop “Radar and Remote Sensing”, promosso dal Gruppo Telecomunicazioni e Tecnologie dell’Informazione (GTTI) e tenutosi a Roma il 30 e 31 maggio 2019, l’ing. Carmen Esposito, assegnista di ricerca presso l'IREA-CNR di Napoli, ha ricevuto il premio riservato ai giovani ricercatori di età inferiore ai 35 anni per la migliore presentazione nella sessione poster.

Nella presentazione, dal titolo "Imaging capabilities of the AXIS Airborne X-band SAR System" (autori: C. Esposito, A. Natale, P. Berardino, G. Palmese, R. Lanari, S. Perna), l’ing. Esposito ha esposto i risultati delle ricerche e degli studi condotti per valutare le capacità di imaging del nuovissimo sistema civile italiano interferometrico Radar ad Apertura Sintetica (SAR) da aereo, operante in banda X. Il sistema, denominato AXISAXIS airborne, (acronimo di Airborne X-band Interferometric SAR) è stato sviluppato dalla società Elettra Microwave s.r.l. nell’ambito di un accordo di collaborazione siglato con l’IREA-CNR nel 2016 con la finalità di svolgere attività di ricerca congiunte.

I sistemi SAR possono essere montati a bordo di piattaforme aeree e satellitari. I sistemi SAR satellitari, contrariamente a quelli aviotrasportati, sono in grado di mappare vaste aree della superficie terrestre. Tuttavia, tali sistemi sono vincolati a seguire orbite rigide e scarsamente riconfigurabili e pertanto possono essere inadeguati per il monitoraggio di eventi caratterizzati da un’elevata variabilità temporale. Questo limite, può essere superato utilizzando sistemi SAR aviotrasportati, i quali garantiscono un’elevata flessibilità operativa e consentono di raggiungere migliori risoluzioni spaziali. Va evidenziato che, nel caso di sensori aviotrasportati, il processo di elaborazione dati è più complesso rispetto al caso satellitare a causa delle instabilità di volo della piattaforma. Queste instabilità, indotte dalle turbolenze atmosferiche, determinano sul dato radar registrato a bordo effetti indesiderati, detti errori di moto, che richiedono un’opportuna compensazione, sia in fase di focalizzazione sia in fase di elaborazione interferometrica del dato stesso. In tale ambito, gli autori del lavoro, afferenti all' IREA-CNR e all' Università di Napoli "Parthenope", hanno realizzato una catena di elaborazione interferometrica di dati SAR d'aereo che è stata testata con successo su dati acquisiti da differenti sensori aviotrasportati operanti a diverse frequenze, ivi compreso il sensore sviluppato da Elettra Microwave s.r.l.

Carmen Esposito si è laureata con lodenel 2012 in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso l'Università degli Studi di Napoli "Parthenope". Nel 2015 è stata Visiting Scientist presso la Bradar Indústria S/A,in Brasile, occupandosi dell’elaborazione di dati interferometrici SAR acquisiti da diversi sistemi aviotrasportati e nel 2016 ha conseguito il dottorato di ricerca in Ingegneria dell'Informazione presso l'Università degli Studi del Sannio, discutendo una tesi dal titolo: “Advanced Airborne SAR Interferometry Techniques” . I suoi principali interessi di ricerca riguardano lo studio e lo sviluppo di tecniche avanzate di elaborazione di dati interferometrici SAR acquisiti da piattaforme aviotrasportate e, più recentemente, di calibrazione di antenne radar in camera anecoica.

 


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Individuate le relazioni causa-effetto che hanno determinato lo sciame simico durante l’eruzione laterale dell’Etna del dicembre 2018, culminato con il forte sisma (ML 4.8) del 26 dicembre, grazie ad un approccio multidisciplinare che ha integrato i dati radar satellitari con i dati sismologici e di terreno. Lo studio, condotto da Cnr e Ingv, in collaborazione con Dpc, è stato pubblicato su Geophysical Research Letters.

1fig1La risalita di magma profondo potrebbe essere la causa dello sciame sismico che ha accompagnato l’eruzione laterale dell’Etna del 24-27 dicembre 2018, culminato con il forte terremoto di magnitudo ML 4.8 che il 26 dicembre ha interessato la faglia di Fiandaca nel fianco sud-orientale del vulcano (Figura 1 al lato). A formulare questa ipotesi è uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea, Napoli) e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv, Catania e Roma), in collaborazione con il Dipartimento di protezione civile (Dpc, Roma). I risultati della ricerca, "DInSAR analysis and analytical modelling of Mt. Etna displacements: the December 2018 volcano-tectonic crisis", sono stati pubblicati su Geophysical Research Letters (https://doi.org/10.1029/2019GL082467).

“La disponibilità dei dati radar satellitari della costellazione Sentinel-1, del programma europeo Copernicus, e della costellazione COSMO-SkyMed, dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) e del Ministero della Difesa", evidenzia Riccardo Lanari, direttore Cnr-Irea, "ha permesso di rilevare, con precisione centimetrica, i movimenti del suolo che hanno interessato l’apparato vulcanico etneo nel corso dell’eruzione del 24-27 dicembre 2018. L’individuazione sia delle sorgenti magmatiche, sia di quelle sismogenetiche, che hanno causato le deformazioni rilevate dai satelliti, è stata possibile grazie ad un approccio multidisciplinare che ha integrato i dati sismologici e di terreno con i dati radar satellitari elaborati da Cnr-Irea” (Figura 2).       

Grazie all’utilizzo di modelli matematici sono state ricostruite le sorgenti vulcaniche e sismiche che hanno generato le deformazioni, riuscendo a mostrare il nesso causale fra eruzione e terremoti. “La modellazione applicata”, afferma Vincenzo De Novellis, ricercatore Cnr-Irea, “ha consentito di distinguere due differenti sorgenti deformative connesse con l’intrusione di magma: una molto superficiale, che ha causato l’apertura delle fessure osservate al suolo da cui è fuoriuscita la colata lavica, ed un’altra molto più profonda (da 3 a 8.5 km) che ha esercitato una tensione sui fianchi del vulcano, innescando il movimento delle faglie e quindi generando i numerosi terremoti registrati dalla rete di monitoraggio dell’Ingv” (Figura 3). 

Che il forte abbassamento del suolo dell’area a ridosso de La Montagnola (circa 3 km a sud della zona dei crateri sommitali dell’Etna) fosse un effetto secondario dell’intrusione magmatica profonda lo si è capito solo grazie alla modellazione. “Con lo stesso approccio”, aggiunge Simone Atzori, ricercatore Ingv, “abbiamo analizzato e quantificato le interazioni avvenute tra la risalita dei magmi e le faglie circostanti, fra cui le strutture di Fiandaca, della Pernicana e di Ragalna”. La comprensione delle relazioni tra intrusioni magmatiche e terremoti rappresenta da sempre una sfida scientifica di estremo interesse, soprattutto per i risvolti che questi studi hanno sulla valutazione della pericolosità sismica e vulcanica.

“E non è detto che sia finita qui”, conclude Marco Neri, primo ricercatore Ingv. “Confrontando le grandi deformazioni del suolo intervenute negli ultimi mesi e la piccola eruzione di dicembre, c’è da pensare che il vulcano abbia ancora energia da spendere, come dimostra la ripresa dell’attività eruttiva del 30 maggio 2019. Si tratta di valutazioni importanti, soprattutto per un territorio densamente urbanizzato come quello etneo, dove quasi un milione di persone vive a stretto contatto con uno dei vulcani più attivi al mondo”.

Tali risultati costituiranno un punto di riferimento per migliorare le stime del rischio in un’area a così alta densità abitativa. 

 

Figura 1. In alto: vista tridimensionale dell’Etna in cui sono rappresentati le fessure eruttive (linee bianche) da dove è fuoriuscita la colata di lava del 24 dicembre (in rosso), i principali lineamenti strutturali del vulcano (linee nere) e il terremoto del 26 dicembre (stella). I cerchi grigi rappresentano gli epicentri dei terremoti avvenuti dal 24 al 27 dicembre. In basso: fotografia acquisita da elicottero da ovest verso est, nella quale è possibile riconoscere le fessure eruttive (linee bianche a tratteggio) e i principali flussi lavici emersi dalle fessure (frecce rosse). SEC: Cratere di Sud-Est; NSEC: Nuovo Cratere di Sud-Est; NEC: Cratere di Nord-Est.

1fig2

 

 

Figura 2. Vista tridimensionale della componente orizzontale (in direzione Est-Ovest) degli spostamenti del suolo ricostruiti attraverso l’analisi delle immagini radar dei satelliti Sentinel-1 appartenenti alla costellazione del programma europeo Copernicus. Le due frecce bianche indicano la direzione degli spostamenti i cui valori massimi superano i 30 cm verso Ovest e i 50 cm verso Est sulla sommità del vulcano. Nell’area prossima all’epicentro del terremoto del 26 dicembre (indicato con la stella bianca), il massimo spostamento del suolo verso Est è di 14 cm, mentre il corrispondente spostamento verso Ovest è di 17 cm.      

    

 fig3     

Figura 3. Vista tridimensionale dell’Etna che sintetizza i risultati del modello relativo agli eventi vulcano-tettonici del dicembre 2018. Nello spaccato sono stati rappresentati i due corpi magmatici (dicchi) modellati: uno più superficiale, che ha causato l’apertura delle fessure da cui è fuoriuscita la colata lavica, ed un secondo più profondo, che ha esercitato la tensione sui fianchi del vulcano. I quadratini che compongono i dicchi modellati indicano la maggiore presenza (in rosso) o minore (in rosa chiaro) del magma. Le linee viola rappresentano i piani di faglia calcolati dal modello, mentre quelle nere rappresentano le strutture tettoniche effettivamente affioranti in superficie. Infine, le frecce verdi schematizzano le pressioni esercitate dalle intrusioni magmatiche, che sembrano avere “innescato” il movimento delle faglie, tra cui la faglia di Fiandaca lungo la quale si è verificato il terremoto del 26 dicembre 2018 (l’epicentro è indicato con la stella bianca).

 

Vedi la presentazione dei risultati a questo link 

 

Rassegna stampa

La repubblica - Scienze: L'Etna cambia forma durante l'eruzione. E il satellite lo fotografa, 31 maggio 2019

Le Scienze: Etna: svelata la causa dello sciame sismico durante l'eruzione laterale dell'Etna del dicembre 201831 maggio 2019

lasiciliaweb: La risalita del magma ha provocato il terremoto del 26 dicembre31 maggio 2019

Sky Tg24: Etna, svelata l’origine del terremoto del 26 dicembre1 giugno 2019

 


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Il progetto Fire_cci ha lo scopo di produrre informazioni sulle aree percorse dal fuoco (Burned Areas – BA) da dati acquisiti dai sensori delle missioni ESA Sentinel (Sentinel-1, 2 and 3) a scala globale e regionale/continentale e da dati MODIS e AVHRR-LTDR. I prodotti BA sono principalmente destinati alla modellistica dell’atmosfera e delle dinamiche della vegetazione nel contesto della ESA Climate Change Initiative (CCI). Il progetto vuole rispondere ai requisiti GCOS per derivare serie accurate e di lungo termine di prodotti di aree bruciate e informazioni relative agli incendi della vegetazione. Si tratta infatti di un’estensione dei precedenti progetti Fire cci al periodo 2017-2019, per i sensori già disponibili, e con l’integrazione di prodotti derivati da dati acquisiti dalle missioni più recenti (Sentinel-3). Il progetto è coordinato dall’Università di Alacalà, Spagna, e coinvolge istituti di ricerca e partner tecnologici. All’interno del progetto, IREA è responsabile del WP 4200 - BA Product Validation and intercomparison per la validazione dei prodotti ed il confronto con prodotti BA esistenti ed operativi a scala globale.

Committente: ESA (European Space Agency)

Prime contractor: Università di Alcala (UAH), Spagna

Periodo di attività: 2019 - 2021

Finanziamento IREA:  

Responsabile IREA: Daniela Stroppiana

Tematica: Rischio da incendi

ENVRI-FAIR è la connessione del Cluster ESFRI di Infrastrutture di Ricerca Ambientale (ENVRI) all'European Open Science Cloud (EOSC). Le infrastrutture di ricerca partecipanti (RI) del settore ambientale coprono i sottodomini Atmosfera, Marina, Terra solida e Biodiversità / Ecosistemi e quindi il sistema Terra nella sua piena complessità. L'obiettivo generale è la creazione, da parte di tutte le RI partecipanti, di una serie di servizi dati FAIR che migliorano l'efficienza e la produttività dei ricercatori, supportano l'innovazione, consentono decisioni basate su dati e conoscenze e collegano il Cluster ENVRI a EOSC. Il ruolo dell’IREA nel progetto attiene al settore della Terra Solida dove partecipa all’interno dell’infrastruttura EPOS. In particolare, le attività dell’IREA riguardano l’integrazione della componente satellitare di EPOS, l’infrastruttura europea sulla Terra Solida, con i servizi di EOSC.

Sito web: http://envri.eu/envri-fair/

Committente: Unione Europea – H2020

Prime contractor: FORSCHUNGSZENTRUM JULICH GMBH (FZJ)

Periodo di attività: 2019 - 2022

Finanziamento IREA:  

Responsabile IREA: Michele Manunta

Tematica: Rischio vulcanico, sismico e idrogeologico


IREA mostra Foodcode Maggio 2019

Contaminazioni, contraffazioni, sostituzioni e frodi sono rilevanti in parecchi settori della produzione agraria e alimentare, dai mangimi per animali ai pesci, dalle carni lavorate alle farine, ai prodotti da forno e in tanti altri settori. La certificazione e la tracciabilità degli alimenti rappresentano perciò un problema particolarmente sentito, che richiede un metodo riproducibile, rapido, accurato e comprensibile dal consumatore per verificare la presenza o l'assenza di specie animali e vegetali, contaminanti, ingredienti non dichiarati o allergeni.

Individuare sequenze di DNA rappresenta una strategia efficiente: il DNA è presente in tutti gli organismi viventi e di conseguenza in tutti i prodotti alimentari derivati; non è suscettibile ai cambiamenti climatici o dietetici ed è più stabile delle proteine a pH, variazioni di temperatura o pressione che le materie prime possono subire durante il ciclo di produzione.

Ricercatori dell’IREA di Milano (Luca Frigerio, Anna Rampini e Gloria Bordogna) hanno collaborato allo sviluppo del sistema informativo che permette di gestire e fruire in modalità smart le informazioni ricavate dall'applicazione del metodo innovativo ideato da ricercatori di CNR IBBA che consente il riconoscimento genetico di qualunque specie e sottospecie animale, o specie e varietà vegetale, presente negli alimenti.

Il metodo si base su un’unica reazione di PCR che fa sempre uso degli stessi “ingredienti” e che consente la determinazione di esclusivi profili di DNA o DNA barcode che, confrontati con un database in costante ampliamento, consentono di individuare la presenza di qualunque componente animale o vegetale nei prodotti alimentari analizzati e più in generale nelle produzioni agrarie, anche quando non dichiarati. I DNA barcode sono a loro volta traducibili in convenienti etichette QRcode per una lettura immediata della identità genetica, ottenibile da qualunque dispositivo smart (es.. telefono cellulare).

Il brevetto CNR IBBA sulla Tracciabilità degli alimenti tramite DNABarcode sarà presentato a InnoAgorà, un evento dedicato alla promozione dei risultati della ricerca pubblica, in cui saranno presentate a imprese e investitori una selezione di tecnologie selezionate tra i più promettenti risultati di ricerca di 48 atenei italiani e 13 enti di ricerca per favorirne il trasferimento e la valorizzazione presso il tessuto imprenditoriale del Paese.

La manifestazione, promossa dal MIUR, si terrà a Milano dal 6 all'8 Maggio 2019 presso il Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci”.

 


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A 10 anni dalla prima edizione, IREA organizza una nuova giornata di studio su Ricercare e Comunicare. Teorie e buone pratiche negli enti di ricerca, nell'Area della Ricerca del CNR di Milano, il giorno 13 dicembre dalle 10 alle 17. Registrazioni e informazioni sulla pagina dell'evento.

35° ACM Symposium on Applied Computing (SAC), Brno (Repubblica Ceca), 30 marzo - 3 Aprile 2020

Seminari della prof. Mahta Moghaddam, IEEE distinguished lecturer e president elect della IEEE Antennas and Propagation Society. Giovedì 2 Maggio 2019, ore 15:00 Medical Thermal Therapy and Monitoring Using Microwave Inverse Scattering, Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione (DIETI) Aula ex-Softel, 1 piano, Edificio 3 - Via Claudio 21, Napoli;  Venerdì 3 Maggio 2019, ore 11:00 Microwave Sensing Through the Subsurface for Addressing the Water Puzzle, Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (CNR-IREA) Sala Conferenze INGV (piano Terra scala B) - Via Diocleziano 328, Napoli. Per ulteriori informazioni, scarica la locandina 

I ricercatori IREA hanno sviluppato metodologie per l'uso di immagini satellitari, SAR e ottiche, finalizzato alla valutazione degli incendi boschivi. Lunedì 15/04/2019, su questo tema Pasquale Imperatore e Antonio Pepe, ricercatori dell'IREA, interverranno al convegno "Incendi boschivi: (dal) DIRITTO ALLA SCIENZA", che si svolgerà presso l'Università degli Studi di Salerno, Campus di Fisciano. Per ulteriori informazioni, scarica la locandina

 

Anni precedenti:  2018  2017  2016  2015   2014   2013    2012   2011
 
20-21 e 27-28 febbraio, parte LA SICUREZZA ALIMENTARE E LE RISORSE AMBIENTALI CON IL CNR, un'iniziativa in cui i ricercatori dell'IREA CNR e di altri istituti milanesi incontrano il pubblico al Museo Scienza e Tecnologia L. Da Vinci in laboratori interattivi di alimentazione, biotecnologie, genetica, materiali. Ulteriori informazioni qui.
Ricercatori dell'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente (IREA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) presentano a Vienna un nuovo servizio operativo sviluppato per il monitoraggio delle deformazioni nei vulcani attivi
 

CF

Monitorare le deformazioni della superficie terrestre in aree vulcaniche attive, in luoghi spesso di difficile accesso, può non essere un compito facile. Il telerilevamento satellitare può fare la differenza rispetto alle tecniche in-situ, grazie alla sua capacità di coprire aree molto vaste, con una densità di punti di misura molto elevata e a costi relativamente bassi. Questi risultati saranno presentati il 9 aprile a Vienna in una conferenza scientifica (Sala M2 alle 9:30) e una conferenza stampa (alle 13:00) nel corso della prossima Assemblea Generale dell'Unione Geofisica Europea (EGU) che si terrà dal 7 al 12 aprile.

L'interferometria SAR differenziale satellitare (DInSAR) permette di misurare le deformazioni del suolo con un'elevata precisione e in qualsiasi condizione atmosferica. La crescente diffusione dell'uso di questa tecnica è dovuta alla recente disponibilità di grandi archivi di dati SAR facilmente accessibili, come quelli forniti, dalla fine del 2014, dalla costellazione Copernicus Sentinel-1. Attualmente Sentinel-1 fornisce dati SAR con una cadenza fino a 6 giorni su tutta la Terra. È quindi chiaro che con una disponibilità di dati così ampia, globale, costante e affidabile è possibile utilizzare la tecnica DInSAR per scopi di monitoraggio, come quelli relativi alle misurazioni del movimento del suolo nelle aree vulcaniche.

In questo campo i ricercatori dell'IREA-CNR hanno sviluppato un servizio operativo per monitorare la deformazione crostale nei vulcani attivi attraverso l'uso della tecnica DInSAR e dei dati Sentinel-1. Il sistema progettato è completamente automatico e il processo è attivato dalla disponibilità, per ogni sito vulcanico monitorato, di nuovi dati Sentinel-1. I dati satellitari vengono acquisiti ed elaborati attraverso la nota tecnica DInSAR P-SBAS (Parallel Small BAseline Subset), completamente sviluppata presso l’IREA-CNR, che permette la generazione delle serie temporali di deformazione dell'area investigata.

In qualità di Centro di Competenza (CdC) del Dipartimento di Protezione Civile (DPC), l’IREA utilizza tale servizio per monitorare la deformazione del suolo dei principali vulcani italiani attivi, come la caldera dei Campi Flegrei, il Vesuvio, Ischia, l’Etna e lo Stromboli, e fornisce aggiornamenti mensili sullo stato di deformazione dei vulcani al Dipartimento e altri Centri di Competenza dedicati al monitoraggio dei vulcani.

Sebbene il servizio sia destinato al DPC, esso è stato realizzato per essere facilmente trasferibile e replicabile per altri vulcani della Terra, beneficiando così pienamente delle funzionalità di monitoraggio DInSAR di Sentinel-1.
 

Figura

 Mappa di velocità media di deformazione verticale dei Campi Flegrei (Italia) generata utilizzando i dati acquisiti dai satelliti Sentinel-1.
Il grafico mostra l'evoluzione temporale della deformazione che, da marzo 2015, ha portato a un sollevamento massimo di circa 25 cm. Contiene dati Copernicus modificati © 2019.
 
 
Ringraziamenti
Questo lavoro è supportato dall'accordo 2019-2021 fra IREA-CNR e Protezione civile italiana, dal progetto H2020 EPOS-IP (GA 676564), dal progetto I-AMICA (PONa3_00363) e dall'accordo IREA-CNR / DGS-UNMIG.

 


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ECOSS cmykL'IREA partecipa al Progetto Interreg Italia-Croazia “ECOSS - ECOlogical observing system in the Adriatic Sea: oceanographic observations for biodiversity”. Oltre ad IREA-CNR nel progetto sono coinvolti 10 Istituzioni italiane e croate, che collaboreranno con l’Istituto per le Scienze Marine del CNR (CNR-ISMAR) leader del progetto per raggiungere l’obiettivo del progetto: definire un sistema osservativo ecologico nel Mare Adriatico.

Nel percorso di costruzione di EcoAdS verranno integrate la ricerca oceanografica ed ecologica, le attività di monitoraggio e le strategie di conservazione, con l’obiettivo di contribuire alla salvaguardia degli habitat e delle specie marine nei siti Natura 2000 in Adriatico.

Il progetto è iniziato l’1 Gennaio 2019 e avrà una durata di 30 mesi. Dal 12 al 14 marzo si terrà il meeting di avvio presso la sede del CNR ISMAR nell’Arsenale di Venezia, durante il quale tutti i partners discuteranno gli obiettivi del progetto e definiranno le prime attività. Entro breve il Programma Italia Croazia metterà online il sito web del progetto, nel quale saranno disponibili maggiori dettagli e tutti gli aggiornamenti. Il budget totale del progetto è di 3.390.551 euro di cui l’85% è finanziato dalla Comunità Europea attraverso il Programma Interreg Italia-Croazia.

Programma finanziamento: INTERREG Italy-Croatia

Prime contractorIstituto per le Scienze Marine del CNR (CNR-ISMAR)

Periodo di attività: 01/01/2019 - 30/06/2021

Finanziamento IREA:  € 100.000

Responsabile IREA: Alessandro Oggioni

Partner:

  1. National Research Council, Institute of Marine Sciences – CNR ISMAR  – Lead Partner (Venice and Bologna)
  2. National Institute of Oceanography and Experimental Geophysics – OGS (Trieste)
  3. Regional Agency for Prevention, Environment and Energy in Emilia Romagna (Bologna)
  4. Institute of  Oceanography  and Fisheries (Split)
  5. Po Delta Veneto Regional Park (Rovigo)
  6. Blue World Institute of Marine Research and Conservation (Lošinj)
  7. Public Institution for the Management of  Protected  Natural Areas of Dubrovnik Neretva County (Dubrovnik)
  8. Public Institution for the Management of Protected Areas in the County of Split and Dalmatia “Sea and Karst (Split)
  9. Shoreline (Trieste)
  10. Department Of Environmental Sciences, Informatics And Statistics, Ca Foscari University Of Venice (Venezia)

 

Lombardia AerospaceLe celebrazioni per i 10 anni del Lombardia Aerospace Cluster si sono tenute il 22 febbraio durante un evento che ha avuto luogo a Milano, al 31esimo piano di Palazzo Pirelli e al quale hanno preso parte, oltre al Presidente Angelo Vallerani, l’Amministratore Delegato di Leonardo, Alessandro Profumo; il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con Delega all’Aerospazio, Giancarlo Giorgetti; il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana; il Vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala; il Presidente di AIAD (Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), Guido Crosetto.

Un appuntamento al quale il settore lombardo dell’aerospazio è arrivato con un export in recupero rispetto ai cali registrati nel 2016 e nel 2017. Nei primi 9 mesi del 2018 (ultimo dato disponibile) le esportazioni aerospaziali lombarde hanno sfiorato il valore di 1,39 miliardi di euro, in crescita del 57% rispetto allo stesso periodo del 2017. Positiva anche la bilancia commerciale per 963,7 milioni di euro. In pratica la Lombardia rappresenta da sola il 33% dell’export nazionale del settore che, sempre tra gennaio e settembre 2018, è ammontato a 4,24 miliardi di euro, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente.Lombardia Aerospace premiazioni.jpg

Tra i momenti salienti della celebrazione i riconoscimenti consegnati ai Past President che si sono susseguiti alla guida del Lombardia Aerospace Cluster, Giorgio Brazzelli, Giuseppe Orsi, Carmelo Cosentino, e la premiazione delle imprese fondatrici del Comitato Promotore del Distretto Aerospaziale Lombardo e delle imprese, delle Università e dei Centri di Ricerca che aderiscono al Cluster in qualità di soci da almeno 10 anni. Tra questi l'IREA che è stata rappresentata nell'occasione da Massimo Antoninetti.

 


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