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Chile-earthquake-Sentinel-1-Interferogram-CNR-19092015
  Mappa di deformazione superficiale (interferogramma) indotta dal sisma di 
magnitudo 8.3 del 19 settembre 2015 in Cile. L'interferogramma è stato generato
sfruttando due immagini Sentinel-1 acquisite prima e dopo l'evento.
Ogni ciclo di colore corrisponde ad uno spostamento di circa 2,8 cm.
 

Il satellite europeo Sentinel-1, che opera nell'ambito del programma europeo per il monitoraggio ambientale Copernicus, rappresenta un potente sistema per la misura delle deformazioni della superficie terrestre attraverso la tecnica di Interferometria Radar ad Apertura Sintetica (InSAR), grazie in particolare alle sue caratteristiche di acquisizione a scala globale, nonché alla politica di accesso ai dati aperta e libera.

Tuttavia, I dati grezzi acquisiti dal satellite richiedono specifici algoritmi di elaborazione per essere trasformati in prodotti con informazione direttamente fruibile da un utilizzatore scientifico, e questo può scoraggiare coloro che non hanno familiarità con le tecniche InSAR.

A tal proposito, l’IREA ha sviluppato uno strumento che, attraverso una interfaccia web user-friendly, permette agli utenti di generare interferogrammi in modo automatico. Grazie a questo servizio, gli utenti possono selezionare le immagini SAR dall’archivio di dati Sentinel-1, impostare alcuni parametri di elaborazione, ed automaticamente elaborare le immagini così da ottenere l’interferogramma corrispondente. Ciò consentirà di promuovere un uso più ampio dei dati SAR di Sentinel-1, di estendere la ricerca sulle tecniche interferometriche e di rendere più semplice la generazione di misure InSAR accurate.

L’IREA ha sviluppato questo strumento web nell’ambito del progetto Geohazards TEP (Geohazards Thematic Exploitation Platform) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che ha lo scopo di implementare una piattaforma informatica per lo sfruttamento massiccio ed automatico di dati satellitari di Osservazione della Terra. Lo strumento web è disponibile da aprile 2016, per gli utenti scientifici appartenenti alla comunità che ruota intorno al Geo-hazard, come primo prototipo all’interno dell’infrastruttura di elaborazione dell'ESA G-POD (Grid Processing On Demand). Il prototipo diventerà un servizio pre-operativo entro l'inizio del 2017.

La notizia è stata riportata sul sito dell’Agenzia Spaziale Europea.

 


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Use of CopernicusIl 22 novembre si e' tenuto al Parlamento Europeo, a Brussels, un evento speciale di lancio del volume "The ever growing use of Copernicus across Europe's Regions", voluto dalla Commissione Europea, da ESA e da NEREUS (la rete delle regioni europee che si occupano di spazio).

Il volume presenta ben 99 schede che testimoniano ad utenti non specialistici la crescente capacità delle regioni Europee di beneficiare dei dati offerti dal Programma Copernicus e dalla costellazione Sentinel, migliorando le vite quotidiane di tutti. ESA in particolare sponsorizza da alcuni anni questo tipo di pubblicazioni e, come asserisce Josef Aschbacher, Direttore del Programma Earth Observation: “It is very exciting to see how Copernicus Sentinel data are being increasingly used by public authorities to provide better services for European citizens". Il volume si può leggere online nella sua interezza.

Come nelle precedenti edizioni, i ricercatori IREA si sono dimostrati in prima linea anche in questa occasione. Massimo Antoninetti, ricercatore della Sede milanese, fa parte del panel dei revisori del volume. Gli articoli targati IREA che sono stati selezionati dal panel riguardano applicazioni nei settori agro-food, qualità delle acque, gestione del territorio e pianificazione, deformazione dei suoli per usi di protezione civile, nonché la creazione di sistemi amichevoli per l'accesso alle immagini Sentinel. Tutti si svolgono a scale regionali e sub-regionali e confermano la vocazione di IREA all'interlocuzione con operatori locali, grazie alle competenze ad ampio spettro e all'affidabilità dei propri ricercatori.

I lavori pubblicati sono:
- EO-based agro monitoring system to support regional decision-making (pp 72-73);
- Using satellite maps to support variable rate fertilisation (pp 80-81);
- Tracking algal blooms on the Curonian Lagoon (pp 162-163);
- A view of your inland waterways from space (pp 166-167);
- Enabling periodic downstream services via user-friendly data grabbing (pp 190-191);
- The Phlegrean Fields caldera: A hystory of deformation (pp 230-231).

Giova ricordare infine che IREA, Sede di Milano, fa parte dei membri associati di NEREUS, in connessione con Regione Lombardia.

Su questo tema è anche molto attiva la Regione Puglia che ha la presidenza di NEREUS e che ospita la Sede secondaria recentemente confluita nell'IREA dove opera il gruppo di Osservazione della Terra dell'ex ISSIA.

 


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inspireIREA ha una pluriennale esperienza nell'implementazione e utilizzo di geo-servizi sul Web per le infrastrutture di dati spaziali (SDI) nell'ambito della Direttiva Europea INSPIRE (2007), esperienza maturata in passato nel corso di progetti internazionali come AWARE e IDE-Univers.

L'architettura e i geo-servizi sono ormai ben noti, diffusi, codificati e implementati in quanto rispondono ad esigenze di base nel trattamento dell'informazione geografica, principalmente di cartografia e tematismi. La specifica dell'interfaccia dei geoservizi è definita dal Consorzio OpenGeospatial (OGC). Un esempio è Web Map Service (WMS), che abilita la visualizzazione e la sovrapposizione simultanea su Internet di geodati o campi fisici rappresentati da mappe raster* provenienti da più server diversi e distribuiti. WMS è un servizio per geodati; i servizi per geo-operazioni invece non sono associati a dati specifici: essi implementano un certo algoritmo per derivare nuovi dati dagli input forniti e realizzano operazioni di tipo geografico o spaziale, per es. calcolano il centroide di un poligono, l'estensione spaziale di un'immagine digitale, eseguono trasformazioni di coordinate, applicano un modello, ecc.

In questo contesto IREA ha sviluppato geoservizi autonomi che permettono di ospitare e distribuire i geodati prodotti dalla ricerca di Istituto. L'articolo "OGC Web Services in the workflow of a research Institute dealing with Remote Sensing data", presentato alla Int. Conf. on Data flow: from Space to Earth, Venezia (Italy), 21-23 March 2011, descrive la metodologia adottata per creare l'infrastruttura di Istituto.

I servizi sviluppati in IREA seguono gli standard OGC e sono: servizi di catalogo o CSW (Catalogue Service on the Web) che permettono di cercare i dati distribuiti attaverso i loro metadati; servizi di accesso di tipo WMS (Web Map Service), WFS (Web Feature Service) e WCS (Web Coverage Service). Sono stati inoltre sviluppati servizi di elaborazione o WPS (Web Processing Service) e sperimentate catene di servizi di tipologie diverse per permettere l'utilizzo online di modelli idrologici di previsione delle portate di bacini Alpini (progetto AWARE). Per tutti questi servizi sono stati sviluppati clienti che permettono agli utenti di usufruirne le potenzialità sul Web.

* Nel contesto WMS una "mappa" è una immagine raster del dato piuttosto che il dato stesso, nel senso che il dato associa valori ai pixel mentre la "mappa" WMS si limita a visualizzare un colore o tono di grigio

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