Eventi

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Postazione IREA alla XXVI edizione di Futuro Remoto
Cosa fare
Seleziona sulla mappa il sito di interesse cliccando su uno dei pallini rossi (es. area di Napoli); puoi zoomare utilizzando la barra in alto a sinistra della mappa.
Continua a zoomare finché non vedi più pallini ma cerchi colorati.
Posiziona il puntatore al centro di un cerchio colorato e fai clic col tasto sinistro del mouse
 
Nota che:
uno zoom insoddisfacente o un clic errato all'esterno dei cerchi produrrà il seguente messaggio di avviso: "Area senza dati InSAR disponibili"
i popups devono essere sbloccati per visualizzare il grafico
per visualizzare / nascondere-i pixel colorati basta fare clic sul pulsante “maschera InSAR”
 
Cosa notare
I cerchi colorati sono rappresentativi delle velocità medie di spostamento rilevate dai satelliti. I punti verdi rappresentano le zone stabili, mentre quelli che vanno verso il rosso o verso il viola indicano le zone che si deformano.
Cliccando su ogni puntino colorato si può vedere un grafico che mostra l’andamento storico della deformazione in quella zona. Nell'area di Pozzuoli, ad esempio, è possibile visualizzare un abbassamento della zona fino a 25 cm. nel 2005 e un successivo sollevamento dovuto a una nuova fase del bradisismo.
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Giovedì, 16 Ottobre 2014 16:12

L'IREA a Futuro Remoto 2014

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Anche quest’anno l’IREA partecipa a Futuro Remoto, una delle più importanti e consolidate manifestazioni europee di divulgazione della cultura scientifica e tecnologica. Il tema di questa XXVIII edizione, intorno alla quale si articoleranno eventi, conferenze, incontri con scienziati, visite a laboratori scientifici e a musei, è “Il Mare”. 

L’IREA contribuirà a questo grande evento di scienza e cultura con un incontro con gli studenti sul tema Tecnologie radar per il monitoraggio dell’ambiente e del mare, che si terrà il 7 novembre alle ore 10.00 presso la sede dell’Istituto in via Diocleziano 328, Napoli.

Durante la visita gli studenti potranno conoscere il principio di funzionamento di alcuni sistemi radar non convenzionali, ovvero diversi da quelli comunemente usati per la gestione del traffico aereo e marittimo. In particolare, sarà loro illustrato come è possibile usare un sistema radar per ottenere informazioni sullo stato del mare, ovvero sulle correnti superficiali e sulla batimetria del fondale marino, e verrà mostrato come funziona il georadar, un sistema radar progettato per localizzare oggetti in mezzi diversi dall'aria come sabbia, cemento, terreno. Inoltre, gli studenti potranno verificare, grazie ad una esperienza di misura in laboratorio, come è possibile ottenere immagini ad alta risoluzione delle caratteristiche geometriche di oggetti non direttamente visibili utilizzando essi stessi un radar olografico.

 



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open lab 2014

Anche quest’anno l’IREA ha voluto dare il suo contributo a Futuro Remoto, la manifestazione di divulgazione della cultura scientifica e tecnologica promossa da Città della Scienza di Napoli, aderendo al festival diffuso in città. Questa XXVIII edizione, che si è svolta dal 31 ottobre al 9 novembre, ha previsto infatti l’apertura dei più importanti Istituti di ricerca e delle Università di Napoli ad una classe delle scuole napoletane e campane.

Nell’ambito della manifestazione l’IREA ha ospitato una 3° classe del Liceo Scientifico Statale "Renato Caccioppoli" di Napoli sul tema Tecnologie radar per il monitoraggio dell’ambiente e del mare. Nel corso della visita gli studenti sono stati coinvolti in attività che li hanno entusiasmati e divertiti. I ragazzi hanno prima appreso i principi base di funzionamento di alcuni sistemi radar non convenzionali, ovvero diversi da quelli comunemente usati per la gestione del traffico aereo e marittimo. In particolare, è stato loro illustrato come è possibile usare un sistema radar per ottenere informazioni sullo stato del mare, ovvero sulle correnti superficiali e sulla batimetria del fondale marino, e come funziona il georadar, un sistema radar progettato per localizzare oggetti in mezzi diversi dall'aria come sabbia, cemento, terreno.

I ragazzi hanno poi potuto direttamente verificare, grazie ad una esperienza di misura in laboratorio, come è possibile ottenere immagini ad alta risoluzione delle caratteristiche geometriche di oggetti non direttamente visibili utilizzando essi stessi un radar olografico. Infine gli studenti hanno potuto partecipare ad un esperimento per la rilevazione della frequenza del respiro mediante un prototipo di bioradar, un particolare radar progettato per monitorare alcuni parametri fisiologici quali respirazione e battito cardiaco.

 

logo pdfScarica la presentazione

 

  

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Lunedì, 15 Ottobre 2012 11:26

XXVI edizione di Futuro Remoto

FR 2012L'IREA partecipa alla XXVI edizione di Futuro Remoto in programma a Città della Scienza di Napoli dal 4 ottobre al 4 novembre 2012. Quest’anno la manifestazione, dal titolo “Le fabbriche del cielo”, è interamente dedicata allo spazio, un tema caro ai ricercatori dell’IREA che lavorano nell’ambito del Telerilevamento che studiano metodologie e tecniche innovative di acquisizione, elaborazione e interpretazione dei dati telerilevati. Se è vero, infatti, che l’osservazione della Terra dallo spazio ha esteso incredibilmente la capacità di analisi ambientale permettendo di osservare fenomeni non direttamente accessibili all’esperienza umana e ottenendo risultati impossibili con tecniche tradizionali, tuttavia i dati ricevuti dai satelliti possono essere utilizzati e resi disponibili a tutti, ed in particolare ai responsabili della gestione del territorio (Ministeri e organi di governo come la Protezione Civile, amministrazioni pubbliche ed enti locali, ecc.), soltanto a valle di una complessa fase di elaborazione ed interpretazione. Ed è proprio su questo che lavorano i ricercatori dell’IREA impegnati in questa tematica, sviluppando tecniche innovative che permettono di misurare piccolissime deformazioni del suolo, anche dell’ordine del centimetro, e di seguirne l’evoluzione temporale.

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Mercoledì 31 ottobre conferenza per le scuole 

ing. Gianfranco Fornaro         

 

 

 

Visita la postazione IREA nell'Isola 5 "Lo spazio al servizio dei cittadini"

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Gli incendi: un fenomeno globale
 

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Telerilevamento Attivo
 

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Giovedì, 10 Novembre 2011 14:14

Futuro Remoto

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L'IREA partecipa alla edizione 2011 di Futuro Remoto, una manifestazione di divulgazione della cultura scientifica e tecnologica, dove i visitatori potranno scoprire i segreti più “intimi” della Terra lungo un viaggio che parte dallo Spazio, da dove il nostro Pianeta è monitorato costantemente grazie ai satelliti.

Terremoti, frane, eruzioni vulcaniche o anche impercettibili deformazioni della superficie terrestre possono infatti essere monitorati dallo spazio, a poche ore dall’evento e in luoghi di difficile accesso, grazie alle immagini ottenute dal SAR, un sofisticato radar montato a bordo di satelliti orbitanti intorno alla Terra, e alle tecniche di elaborazione dati spaziali frutto di anni di attività di ricerca.

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Il monitoraggio in situ, invece, grazie dallo sviluppo di sensori e metodologie per la diagnostica elettromagnetica, consente di verificare in modo non invasivo l’integrità strutturale di edifici o infrastrutture, identificare oggetti nascosti o sepolti, quali ordigni ed esplosivi, e rilevare a distanza i segni vitali, fondamentali per la localizzazione di vittime di crolli o valanghe.

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Tecnologie sofisticate, utili per tenere sotto controllo la Terra e il complesso sistema dinamico costituito dalla crosta terrestre, per vivere così più sicuri.

Domenica 13 novembre ore 12.30 Sala Galileo

"La Terra sotto Controllo. Nuove tecnologie per il monitoraggio ambientale"

Ne parlano Ilaria Catapano e Eugenio Sansosti 

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Pronti al via per la ventinovesima edizione di Futuro Remoto, la grande manifestazione italiana di diffusione della cultura scientifica e dell’innovazione tecnologica. Ideata da Città della Scienza, quest’anno la manifestazione è stata organizzata insieme all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e alla direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Campania e vedrà il coinvolgimento di centri di ricerca, università, istituzioni e associazioni culturali e artistiche, tutti impegnati a promuovere la scienza, la tecnologia, la conoscenza verso il grande pubblico.

Dedicata al tema delle frontiere, siano esse scientifiche, culturali, geografiche o di genere, la prossima edizione di Futuro Remoto si svolgerà dal 16 al 19 ottobre straordinariamente a Piazza del Plebiscito per raggiungere con ancor più incisività cittadini e turisti a mostrare un’altra faccia di Napoli, quella innovativa, moderna e laboriosa. La piazza simbolo della nostra città per 4 giorni verrà trasformata in un Villaggio della Scienza costituito da 9 tensostrutture in cui si tratteranno diversi temi: il cibo e alimentazione, il mare, il viaggio, il corpo e la mente, lo spazio, la terra, la fabbrica, la città, i segni, simboli e segnali.

rsz futuro remoto2L’IREA sarà presente nel padiglione TERRA, dove mostrerà ai visitatori un volo virtuale su diverse aree del nostro pianeta che sono state interessate negli ultimi anni da fenomeni naturali quali terremoti, eruzioni o dissesti franosi. Si vedrà come l’Etna e l’area vulcanica napoletana (Campi Flegrei e Vesuvio) si sono deformati negli ultimi 20 anni; si osserverà l’entità delle deformazioni legate agli eventi sismici avvenuti in Emilia (2012) e quello più recentemente accaduto in Nepal; si darà uno sguardo dall’alto al dissesto franoso che interessa il versante del Monte Subasio nei pressi dell’abitato di Ivancich (Assisi). Il viaggio si chiuderà sorvolando lo stadio San Paolo di Napoli per osservare come sia possibile effettuare ricostruzioni 3D con elevato dettaglio e monitorare dallo spazio persino singoli edifici e infrastrutture.

Grazie all’elaborazione di dati ottenuti da un sofisticato sistema radar (SAR) montato a bordo di satelliti in orbita intorno alla Terra, terremoti, frane, eruzioni vulcaniche o anche impercettibili deformazioni della superficie terrestre possono essere costantemente monitorati dallo spazio a poche ore dall’evento e in luoghi di difficile accesso. Ma è anche possibile seguire l’evoluzione temporale delle deformazioni grazie ad una tecnica innovativa sviluppata presso l’IREA-CNR con la quale vengono elaborati una serie di dati acquisiti nel corso del tempo sulla stessa area a terra. Ciò ha importanti ricadute nell’ambito della prevenzione del rischio e per il supporto alle decisioni in momenti di crisi. Ad esempio, la misura delle deformazioni del suolo in aree vulcaniche è di estrema importanza perché la deformazione è spesso un segnale precursore di possibili eruzioni, o comunque è un indice di un incremento dell’attività vulcanica. Tutto questo senza avere alcuna necessità di accedere al vulcano, un ulteriore vantaggio, in caso di crisi eruttiva, rispetto a tecniche più tradizionali.

 


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rsz eruzione-etnaIl nostro incontro è un viaggio entusiasmante nel mondo dei vulcani e delle dinamiche eruttive che caratterizzano i loro numerosi fenomeni: il racconto avverrà attraverso un breve seminario dove verranno proiettati numerosi filmati originali o ricostruzioni virtuali dei fenomeni associati alle eruzioni vulcaniche.

Si comincerà con la conoscenza dei meccanismi che portano alla formazione un vulcano per poi arrivare alla sua deformazione graduale nei secoli, o quella più repentina, proprio attraverso la dinamica eruttiva. L’ultimo argomento trattato sarà l’osservazione delle attività dei vulcani attraverso le tecniche di monitoraggio ponendo maggiore attenzione al telerilevamento satellitare che si realizza attraverso l’uso di sensori Radar, generalmente montati a bordo di aerei o satelliti.

Ne parlano: Susi Pepe e Vincenzo De Novellis

Città della Scienzavia Coroglio Napoli

8 febbraio 2015, 11:30 e 12:30

Durata 30'

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SatelliteGrazie alla grandissima diffusione di strumenti come Google Earth, è oggi noto a molti che immagini della superficie terrestre sono continuamente acquisite dai satelliti. Questi sono provvisti di sensori ottici, non molto diversi, come principio di funzionamento, dalle comuni macchine fotografiche digitali.

Forse è meno noto che esistono altri satelliti che osservano la Terra utilizzando, invece della luce, una radiazione elettromagnetica a microonde. Uno dei vantaggi di tali sistemi è la capacità di acquisire dati sia di giorno sia di notte, anche quando il cielo è coperto da nuvole o dalla cenere emessa da un vulcano in eruzione, visto che in entrambi i casi le microonde riescono ad attraversale. Grazie a sofisticate tecniche di elaborazione, i dati vengono poi convertiti in immagini e informazioni di più facile interpretazione.

Ma la caratteristica più importante di questi sistemi è che permettono di misurare piccolissime deformazioni del suolo, anche dell’ordine del centimetro, e di seguirne l’evoluzione temporale. Ciò è oggi possibile grazie all’utilizzo di una tecnica innovativa sviluppata interamente presso l'IREA del Consiglio Nazionale delle Ricerche ed oramai largamente utilizzata in tutto il mondo.

La misura delle deformazioni del suolo è di estrema importanza per la prevenzione del rischio e a supporto delle decisioni in momenti di crisi: in aree vulcaniche le deformazioni sono spesso segnali precursori di eruzioni, o comunque indice di un incremento dell’attività vulcanica. Sotto la spinta del magma presente al di sotto dei vulcani, infatti, l’edificio vulcanico tende a “gonfiarsi”, sia pure di pochi centimetri, le sue pareti a deformarsi fino a quando il magma non trova una via di uscita.

L’analisi delle deformazioni post-sismiche è poi di grande utilità per geologi e Protezione Civile. Infine, mediante le mappe derivate dall’uso dei dati SAR, si possono identificare anche nelle città aree dove il terreno si è abbassato negli ultimi anni. Ciò consente di far controllare la solidità strutturale di edifici più vecchi al fine di evitare cedimenti improvvisi e disastrosi.

golfo_napoli_smallUna mappa di deformazione satellitare permette di coprire aree molto vaste e con una densità di punti di misura molto elevata. Una sola immagine radar permette di ottenere la mappa di velocità di deformazione del Golfo di Napoli relativa a un’area che si estende da Pozzuoli a Sorrento. La possibilità di avere una copertura spaziale così ampia permette di tenere sotto controllo e analizzare fenomeni anche in zone dove non sono presenti sensori delle reti di sorveglianza perché non sono attesi effetti deformativi.

Le moderne tecnologie informatiche permettono poi un accesso semplice ed intuitivo ai risultati di queste misure. A tale scopo, l’IREA ha sviluppato una piattaforma web molto semplice da utilizzare perché si avvale di una interfaccia derivata da Google Maps e quindi familiare anche ad un pubblico non specialistico. In questo modo è possibile visualizzare, in maniera semplice ed intuitiva, deformazioni del suolo avvenute negli ultimi anni nell’area napoletana ma anche in a svariati altri siti sparsi nel mondo.

Guarda il video 

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musmeciDisporre di tecnologie capaci di investigare e caratterizzare in modo non invasivo regioni fisicamente non accessibili e fornire informazioni sulla presenza di “difetti” che possano compromettere l’integrità di grandi infrastrutture civili (ponti, viadotti e dighe) e/o beni immobili (palazzi, edifici, monumenti, statue, colonne) è essenziale per la pianificazione e la gestione delle operazioni di manutenzione e ristrutturazione. In questo ambito, l’IREA e l’IMAA sono coinvolte, insieme ad altri partner europei, in un progetto FP7 finanziato dalla Comunità Europea volto allo studio e all’integrazione di sistemi diagnostici per il monitoraggio e la sorveglianza di grandi infrastrutture civili e l’individuazione di fattori di rischio che ne possano minare l’integrità strutturale.

Esempi di tecnologie per la diagnostica elettromagnetica in situ sono il georadar, uno dei più versatili sistemi per indagini dello stato interno basato sull’uso di segnali a microonde, i sensori in fibra ottica, ideali per costruire reti di monitoraggio estese capaci di misurare variazioni di temperatura e/o deformazioni di strutture ed aree di grandi dimensioni, ed il gbsar, tecnologia radar per il monitoraggio delle variazioni della superficie terrestre, come frane e smottamenti.

Tali tecnologie sfruttano la capacità dei campi elettromagnetici di penetrare la materia ed interagire con essa e si compongono di accurate e versatili strumentazioni di misura e sofisticate strategie di elaborazioni dati.

Guarda il video 

Il video mostra l'uso integrato di sensori distribuiti e locali per il monitoraggio non invasivo e la sorveglianza di grandi infrastrutture civili e l’individuazione di eventuali fattori di rischio che ne possano minare l’integrità strutturale, applicato al ponte Musmeci presso Potenza.
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Domenica 13 novembre ore 12.30.
Città della Scienza, via Coroglio 104 e 57 Napoli - Sala Galileo

Deformazioni anche impercettibili della superficie terrestre possono essere rilevate e monitorate da satelliti orbitanti intorno alla Terra a 800 Km di altezza grazie alle immagini ottenute da sofisticati radar montati a bordo dei satelliti, con evidenti ricadute per la prevenzione del rischio e il supporto alle decisioni in momenti di crisi.

Nella presentazione verranno illustrate, in maniera semplice e discorsiva, similitudini e differenze tra immagini ottiche e immagini radar. Verranno poi mostrati esempi di applicazione della tecnica alla misura delle deformazioni del suolo, in particolare nell’area flegrea e napoletana, e di deformazioni legate all’intervento dell’uomo, a cedimenti di palazzi e manufatti in genere.

Inoltre, verrà presentata la possibilità di seguire l’evoluzione temporale delle deformazioni grazie all’utilizzo di una tecnica altamente innovativa sviluppata presso l’IREA-CNR ed ormai largamente utilizzata, con evidenti ricadute nell’ambito della per la prevenzione del rischio e del supporto alle decisioni in momenti di crisi.

Infine, verrà illustrata la fruibilità di tali risultati attraverso una piattaforma web molto semplice da utilizzare perché si avvale di una interfaccia derivata da Google Maps e quindi familiare anche ad un pubblico non specialistico. In questo modo, chiunque abbia una connessione internet può consultare, in maniera semplice ed intuitiva, le misure della deformazione del suolo ottenute utilizzando i dati satellitari.

Il monitoraggio in situ, invece, reso possibile dalla tecnologia georadar, consente di ottenere immagini ad alta risoluzione con cui verificare l’integrità strutturale di edifici o infrastrutture.

Nella presentazione verranno illustrati, in modo semplificato e discorsivo, i principi di funzionamento del georadar sottolineandone i vantaggi e le sfide tecnologiche che ancora si presentano per ottenere immagini della scena in esame facilmente interpretabili, anche da operatori non esperti. Verranno poi presentati alcuni esempi volti a mostrare da un lato le potenzialità dei sistemi georadar in diversi campi di applicazione e dall’altro i vantaggi legati all’uso di strategie di elaborazione dati non convenzionali.

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