Maria Consiglia Rasulo

Maria Consiglia Rasulo

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remote sensing JournalFrancesco Soldovieri e Pietro Tizzani, rispettivamente Primo Ricercatore e Ricercatore dell’IREA, sono tra gli editors dello Special Issue "New Frontiers of Multiscale Monitoring, Analysis and Modeling of Environmental Systems via Integration of Remote and Proximal Sensing Measurements" della rivista Remote Sensing.

Scopo di questo special Issue è presentare i risultati recenti e i progressi sugli approcci per l’analisi e la comprensione dei sistemi ambientali, con particolare attenzione allo studio dell'interazione tra i processi ambientali che si verificano a diverse scale. Questi progressi hanno aperto la strada alla progettazione e all'implementazione di sistemi di rilevamento multipiattaforma, da remoto e in situ, e di nuovi e strumenti per la sorveglianza e il monitoraggio. Un'attenzione particolare è dedicata allo sviluppo di nuove tecniche e strumentazioni integrate per il monitoraggio multi-scala di aree soggette a elevati rischi naturali, quali quelle vulcaniche, sismiche o esposte a frane.

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MemexMonitorare il territorio è fondamentale per comprendere meglio le attività vulcaniche, i terremoti e gli altri fenomeni geofisici.

Ne hanno parlato Riccardo Lanari, Mariarosaria Manzo e Francesco Casu, dell’IREA-CNR, nel corso della puntata di Memex - I luoghi della Scienza prodotta da RAI Scuola e dedicata ai Campi Flegrei, il supervulcano campano la cui attività è sottoposta a monitoraggio costante.

Memex - I luoghi della Scienza: Campi Flegrei  

(min. 11:07 - 15:50) 

 


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VincitoriSi è conclusa domenica sera, con proclamazione dei vincitori, la terza edizione napoletana della Space Apps Challenge, il grande hackathon mondiale promosso dalla Nasa e organizzato a Napoli dal Consolato Generale USA per il Sud Italia, dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli Federico IIdall’IREA-CNR.

«I ragazzi sono stati bravissimi, hanno progettato in pochissimo tempo soluzioni molto belle e innovative. Mi auguro che da alcune di queste idee possano venir fuori dei contributi rilevanti», ha commentato Riccardo Lanari, direttore dell’IREA, che ha fatto parte della giuria insieme a Francesco Marulo, ordinario dell’Università Federico II, Shawn Baxter del Consolato degli Stati Uniti in Italia, Francesco Sacerdoti, Apple Academy, Raffaele Savino, Università Federico II e Carlo Noviello, IREA.

Più di 150 quest’anno gli iscritti, 14 i team di studenti e appassionati di scienza e tecnologia che per 36 ore sono stati impegnati alla ricerca di soluzioni innovative alle sfide lanciate dalla NASA per migliorare la vita sulla Terra e nello Spazio, così come è avvenuto in contemporanea in altre 187 città sparse in tutto il mondo tra cui, in Italia, Roma, Milano e Torino.

A vincere sono stati i "Pizza Flyers" con il loro progetto "Sky Tour", un’applicazione che consente a chi viaggia in aereo di visualizzare sul proprio smartphone tutti i luoghi di interesse, bellezze naturali e culturali sorvolate in quel momento, in modalità offline.

BEeSpaceSecondi classificati, i "BEeSpace" che hanno vinto con il loro progetto H.O.M.E. (Hexagonal Open Modular Environment) LAB, un habitat di ricerca costituito da celle esagonali modulari ispirato agli alveari delle api, adatto a qualsiasi ambiente, spaziale o terrestre.

Al terzo posto i "Flying Mice", un gruppo i cui componenti, tranne i due fratelli, non si conoscevano prima. Hanno progettato una unità abitativa adattabile ad ogni tipo di habitat, totalmente ecosostenibile e biodegradabile, prodotta in canapa. Il loro progetto si chiama "Cake House” e consiste in una casa a forma di torta utile in situazioni di disastri ambientali e che si può spostare facilmente, chiudendola come un ombrello.

Oltre a vincere i premi in denaro messi a disposizione dal Consolato degli Stati Uniti per il Sud Italia, i primi due progetti parteciperanno anche alla selezione mondiale della NASA che individuerà i vincitori per ciascuna challenge. Concorrerà al giudizio globale anche il “People's Choice”, il progetto votato da tutti i partecipanti alla manifestazione, che quest’anno è andato a “Animalife” del team “SpaceCowboys”, un’app che mira ad aumentare la consapevolezza sulle specie animali in via di estinzione. La NASA raccoglierà tutte le segnalazioni locali e determinerà i vincitori per ciascuna delle cinque categorie: “Ideate and Create!”, “Our Ecological Neighborhood”, “Warning! Danger Ahead!”, “Planetary Blues” e “The Earth and Us”. In palio l’opportunità di assistere al lancio di un missile spaziale.

Proprio come è accaduto nel 2013 a Chandrakanta Ojha, il giovane ricercatore indiano che per tre anni ha lavorato all’IREA e che fu il vincitore della Space Apps Challenge a Roma e della competizione globale, vincendo così una visita al Kennedy Space Center. È stato proprio lui a proporre di svolgere per la prima volta la competizione anche a Napoli. Oggi lavora all'Arizona State University, e da lì si è collegato via skype sabato mattina per incoraggiare i partecipanti, spingendoli a credere nelle loro idee e nei loro sogni.

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Nella foto i due 'astronautini' stampati in 3D, tra i gadget realizzati dall'azienda sponsor dell'hackathon partenopeo 3DnA srl

 

«Sono state due giornate molto intense», ha detto Nicola, Leader del team Pizza Flyers che si è classificato al primo posto, «ma ci siamo divertiti moltissimo, E’ stata una bellissima esperienza che vorremo ripetere l’anno prossimo». Anche Arcangelo, 19 anni, studente della Apple Academy a San Giovanni ha espresso la sua soddisfazione per l’esperienza. «Mi sono divertito molto, è stato bello lavorare in gruppo. Conoscere tanti ragazzi con idee diverse ha favorito una crescita professionale e umana. Partecipare a Space Apps Challenge è stata una occasione di crescita.»

È proprio su questi obiettivi che si muove NASA Space Apps Challenge, come ha ricordato Timothy Tawney, rappresentante per la Nasa in Europa, venuto a Napoli per la presentazione dell’hackathon che si è tenuta venerdì mattina presso il nuovo polo di San Giovanni a Teduccio dell’Università Federico II. «L’hackathon è un esercizio di pensiero, un invito alla creatività. Sarà un’occasione per conoscere le proprie potenzialità, lavorare in squadra e proporre soluzioni originali a una delle sfide in palio. Ma è chiaro che l’Agenzia spaziale americana tenga d’occhio ogni progetto proposto e chissà, in base ai budget e alle priorità, magari un giorno potrà decidere di svilupparne uno».

E Mary Ellen Countryman, Console Generale degli Stati Uniti per il Sud Italia, ha aggiunto «Speriamo che questo hackathon possa rappresentare un’opportunità per i giovani al sud Italia per spingerli a considerare l’innovazione e la tecnologia come carriera, elementi chiave per lo sviluppo economico».

foto finale

 


Principale rassegna stampa e web

NASA, sfida a colpi di "app" nel campus della Federico II - Il Mattino - 22 marzo 2017

#SpaceApps, terzo anno consecutivo a a Napoli: Nuova sede all'iOS Academy - Il denaro.it - 21 aprile 2017

Torna a Napoli il "Nasa Space Apps Challenge" - Repubblica.it - 22 aprile 2017 

Space Apps Challenge, a Napoli idee sull'esplorazione spaziale - Pupia Tv -28 apr 2017 

Tre team di risolutori galattici vincono il Nasa Space Apps Challenge - Il Mattino.it - 30 aprile 2017

La Nasa porta Napoli nello spazio con lo Space Apps Challenge - Il Mattino.it - 30 aprile 2017 

Video intervista ai primi classificati: il team "Pizza Flyers" - U.S. Consulate General Naples - 30 aprile 2017

Video intervista ai secondi classificati: il team "BEeSpace" - U.S. Consulate General Naples - 30 aprile 2017

Video intervista ai terzi classificati: il team "Flying Mice" - U.S. Consulate General Naples - 30 aprile 2017

Napoli - Space Apps Challenge 2017. Vince il team “Pizza Flyers" - Aeropolis - 1 maggio 2017 

Nasa Space Apps, vincono i "Pizza Flyers" dell'Apple Academy - Repubblica.it - 1 maggio 2017

Academy sul podio. Ai magnifici 7 l'hackathon NASA - Il Mattino - 3 maggio 2017


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Space Apps 2017

l'International Space Apps Challenge è un hackathon internazionale, una maratona di idee che si svolge nell’arco di 48 ore contemporaneamente in molte città di tutto il mondo, in cui appassionati di scienza e tecnologia collaborano in team per trovare soluzioni innovative per la vita sulla Terra e nello spazio.
 
La prima edizione ha avuto luogo nel 2012 in 25 città di tutto il mondo. L'evento ha riunito 2000 partecipanti di età compresa tra 16-70 anni per sviluppare soluzioni per le 71 sfide proposte. Nel corso degli anni la manifestazione ha coinvolto un numero sempre crescente di Paesi e di partecipanti. L’ultima edizione, nel 2016, ha contato 15000 partecipanti e 160 città nei 6 continenti, diventando il più grande hackathon mai realizzato.
 
Per due giorni, il 29 e 30 aprile, contemporaneamente a quanto accadrà in molte altre città nel mondo, tanti giovani napoletani avranno l’opportunità di partecipare a una competizione globale di grande prestigio e portare il proprio progetto ad una delle più grandi istituzioni mondiali quale la NASA.
 
Per il terzo anno consecutivo, infatti, Napoli farà parte delle città che ospiteranno questo grande evento promosso dalla NASA grazie all’organizzazione del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, del Consolato Generale USA per il Sud Italia e dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del CNR.
 
Tra tutti i team partecipanti saranno selezionati da una giuria locale i vincitori di Space Apps Challenge 2017 Napoli che riceveranno i premi speciali messi in palio dal Consolato degli Stati Uniti per il Sud Italia. Insieme ai progetti scelti dalla giuria ci sarà poi il “People’s Choice Award” votato dai partecipanti alla manifestazione. Tra tutti i vincitori locali, la NASA sceglierà poi i vincitori in ciascuna delle categorie proposte.
 
L’evento sarà preceduto da una conferenza stampa di presentazione che si terrà nella mattinata venerdì 28 aprile alle 11.00 sempre presso l'Università di Napoli Federico II - Scuola Politecnica e delle Scienze di Base - Complesso Napoli Est di San Giovanni a Teduccio.
 
Per partecipare all’evento e per maggiori informazioni: https://2017.spaceappschallenge.org/locations/space-apps-challenge-naples  
 
Scarica qui la brochure 
Evidenziata per la prima volta in Italia, nella zona del Pollino, la presenza di movimenti lenti di faglia durante le sequenze di terremoti di bassa magnitudo che contribuiscono a spiegare perché, rispetto al resto dell’Appennino, in quest’area i terremoti di magnitudo più elevata sono meno frequenti. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports di Nature
 

 

 

 

Durante la lunga sequenza sismica che ha interessato il Pollino dal 2010 al 2014, non si sono verificati solo terremoti ma anche dei lenti e continui scorrimenti di faglie privi di attività sismica. A svelarlo per la prima volta lo studio appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports di Nature di un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IREA-CNR) in collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile. I risultati dello studio gettano una nuova luce sulla sismicità in epoca storica nell’area del Pollino.
“Negli ultimi anni”, spiega Daniele Cheloni Ricercatore INGV e primo autore del lavoro, “è stato evidenziato che le sequenze sismiche di terremoti di bassa magnitudo sono spesso accompagnate da scorrimenti asismici, anche se la mancanza di un numero sufficiente di misure di deformazione del suolo durante tali sequenze ha impedito, finora, la verifica di questa ipotesi nell’area italiana”.
I terremoti, come è noto, sono causati da movimenti di faglie, cioè di fratture della crosta terrestre, che avvengono molto rapidamente (in pochi secondi). In altri casi, le stesse faglie possono muoversi lentamente (nell’arco di settimane o mesi) senza generare terremoti (scorrimento asismico). Per dimostrare la presenza contemporanea di attività sismica e di movimenti asismici, i ricercatori si sono affidati ai dati delle stazioni GPS (costellazione di satelliti del Global Positioning System) della rete RING dell’INGV (http://ring.gm.ingv.it), installate nel 2011 nell’ambito di un progetto INGV di studio della deformazione tettonica nell’area del Pollino, e alle immagini radar raccolte dai satelliti COSMO-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), fornite nell'ambito dell'iniziativa ASI Open Call COSMO-SkyMed.
“I dati satellitari a nostra disposizione”, spiega Eugenio Sansosti Primo Ricercatore dell’IREA-CNR, “hanno garantito un elevato dettaglio nello spazio e nel tempo inimmaginabile con altri sensori, permettendoci di misurare deformazioni del suolo anche molto piccole e lente, come quelle legate agli scorrimenti asismici”. Ciò è stato possibile anche grazie alla intensificazione delle acquisizioni satellitari sull’area del Pollino messa in atto dall’ASI, su indicazione della Protezione Civile, durante la sequenza sismica.
L’enorme mole di dati satellitari disponibile necessita di una accurata e delicata operazione di elaborazione. “Abbiamo utilizzato tecniche innovative, sviluppate presso il nostro Istituto nel corso degli anni, per risalire alle variazioni nel tempo del segnale di deformazione”, precisa Gianfranco Fornaro, Primo Ricercatore delI’IREA-CNR, “e il successivo confronto dei risultati con i dati GPS non ha lasciato alcun dubbio sull’affidabilità delle nostre misure”.
I risultati ottenuti sono importanti per la comprensione della sismicità nell’area del Pollino. Le testimonianze storiche degli ultimi secoli non mostrano evidenze di eventi sismici significativi che invece interessano le aree adiacenti dell’Appenino e della Calabria. “Il movimento asismico contribuisce al rilascio di una parte della deformazione tettonica che verrebbe altrimenti rilasciata dai terremoti. Questo può spiegare perché, rispetto al resto dell’Appennino, i terremoti di magnitudo più elevata sono relativamente meno frequenti nell’area del Pollino. Ulteriori progressi nella comprensione dei fenomeni sismogenetici nell’area italiana non possono prescindere dai sistemi osservativi come la rete GPS RING, la missione COSMO-SkyMed e la Rete Sismica Nazionale”, conclude Nicola D’Agostino, Primo Ricercatore dell’INGV e coordinatore della ricerca.

 

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Mappa della velocità di deformazione del suolo nella zona del Pollino tra il 2012 e il 2014.
I punti colorati rappresentano le misure radar effettuate dal satellite. Le zone in verde
sono ferme; quelle in rosso si allontanano dal satellite con una velocità media di circa 2.5 cm
all’anno; le zone in azzurro si avvicinano al satellite con velocità media di circa 1.5 cm all’anno.
 

gruppo

Lo scorso 6 marzo un gruppo di studenti del IV anno del Liceo Scientifico Statale “A. Nobel” di Torre del Greco ha visitato la sede di Napoli dell'Irea. 
 
Nel corso della visita gli studenti hanno potuto comprendere come è possibile misurare anche piccolissime deformazioni della superficie terrestre grazie alle tecniche per l’elaborazione di dati radar da satellite frutto dell’attività di ricerca nell’ambito del telerilevamento a microonde e come i risultati di tali misure, e la successiva modellazione geofisica delle sorgenti causa delle deformazioni, possano fornire informazioni fondamentali per la valutazione del rischio vulcanico e sismico.
 
Gli studenti hanno poi appreso il principio di funzionamento di sistemi diagnostici operanti con segnali a Microonde e TeraHertz sviluppati nell'ambito della tematica di ricerca Diagnostica elettromagnetica.
 
Infine, nel laboratorio di bioelettromagnetismo, dove si studia l’interazione tra campi elettromagnetici non ionizzanti e sistemi biologici per valutarne i possibili rischi per la salute della popolazione ma anche le applicazioni in ambito medicale, gli studenti hanno osservato la strumentazione utilizzata per esposizioni di colture cellulari a campi elettromagnetici di bassa e alta frequenza e a campi elettrici pulsati. Inoltre hanno avuto l’opportunità di osservare direttamente al microscopio le colture cellule di origine umana e animale che vengono utilizzate per le sperimentazioni.
 
Con questa visita i ragazzi hanno “toccato con mano” cosa si fa in un Istituto di ricerca. Accogliere nella propria struttura giovani studenti, incoraggiando e stimolando la loro curiosità, è un’esperienza importante non solo per i giovani, in vista anche delle loro scelte future, ma anche perché è un occasione per diffondere la cultura scientifica, nel senso di orientamento verso un indirizzo scientifico di studio e lavoro e di sensibilizzazione nei confronti della scienza e della ricerca, per capirne l’impatto rilevante che essa ha nella vita di tutti i giorni.  
 

  

osservazione della Terra gruppo2 Bioelettromagnetismo diagnostica elettromagnetica

  



getitinterface

Riconosciuto come strumento utile per realizzare “operativamente” la direttiva INSPIRE, il software GET-IT è stato revisionato e registrato all’interno del catalogo di INSPIRE in Practice.

INSPIRE in Practice è una piattaforma ufficiale di INSPIRE che si rivolge a tutti coloro che, operando nell’ambito dell’informazione geografica, intendono adottare strumenti e pratiche “sostenibili”, che si accordino cioè non solo alle esigenze specifiche, ma anche a quelle di una comunità europea che coopera per rendere condivisibili e integrabili fra loro dati territoriali provenienti da sorgenti e nazioni diverse. Si tratta di un luogo accessibile online e collaborativo, che facilita lo scambio di expertise e know-how tra diverse tipologie di utenti.

GET-IT, il software sviluppato da CNR-IREA e CNR-ISMAR in RITMARE, che permette di pubblicare in rete e attraverso servizi standard OGC non solo mappe ma anche osservazioni acquisite da sensori, trova piena cittadinanza in INSPIRE in Practice. Infatti è al momento l’unico software in grado di offrire una gestione unificata per queste due categorie di dati e può essere adottato da un ampio spettro di utilizzatori per rendere esecutiva - e quindi più efficace - la direttiva INSPIRE. Semplice da utilizzare, Il software include l’editor EDI, che guida e assiste nella metadatazione delle risorse secondo gli standard INSPIRE.

Strumento completo e open-source, GET-IT è rilasciato gratuitamente con licenza GNU GPL v3 e può prestarsi a diversi ambiti applicativi. Informazioni per l’acquisizione e sugli use-case sono disponibili all’indirizzo: http://www.get-it.it/

 


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Nonostante la copiosa copertura nevosa e le condizioni meteorologiche avverse, i satelliti Sentinel-1 and ALOS-2 hanno consentito a un gruppo di ricercatori dell’IREA-CNR di rilevare la deformazione della superficie terrestre indotta dalla recente sequenza sismica dell’Italia centrale, la cui scossa principale ha raggiunto la magnitudo di 5.5 il 18 gennaio 2017.

Grazie alla elaborazione congiunta di due immagini radar acquisite a cavallo dell'evento principale dalla costellazione Sentinel-1 del programma europeo Copernicus, è stato possibile generare l’interferogramma co-sismico (Figura 1a), una mappa che permette ai ricercatori di collegare direttamente il segnale radar allo spostamento del suolo.

Sfruttando i dati di ALOS-2 dell'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), è stata effettuata un'analisi simile che conferma i risultati ottenuti tramite i dati di Sentinel-1 (vedi figura 1b).

A partire dagli interferogrammi generati, sono state poi derivate le corrispondenti mappe di deformazione che mostrano (vedi figure 1c e 1d) l’allontanamento della superficie terrestre dal satellite fino a un massimo di circa 10 cm in un’area a sud di Amatrice. Uno zoom dell'area affetta dalle deformazioni co-sismiche  (rappresentate in rosso) è mostrato in figura 2. 

Queste mappe sono state successivamente fornite all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) per consentire di modellare la sorgente che ha causato l'evento sismico.

Un'analisi più dettagliata è fornita al seguente link:

https://doi.org/10.5281/zenodo.266966

L'attività è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e viene eseguita da un gruppo di ricerca dell'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IREA di Napoli) e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che sono Centri di competenza nei settori dell’elaborazione dei dati satellitari e della sismologia, rispettivamente, con il supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il programma Copernicus è diretto dalla Commissione Europea. L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) gestisce i due satelliti Sentinel-1 ed ha anche il compito di sviluppare i satelliti Sentinel. I dati ALOS-2 sono stati forniti dalla JAXA nel quadro di un accordo con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) per lo scambio di dati utili alla gestione delle emergenze. 

L’attività è stata anche supportata dal progetto GEP dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dal progetto "Infrastruttura di Alta tecnologia per il Monitoraggio Integrato Climatico-Ambientale" (I-AMICA) finanziato dal MIUR nell'ambito del Programma Operativo Nazionale (PON).


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 Figura 2 - Zoom dell'area affetta dalle deformazioni co-sismiche ottenuto a partire dalla mappa Sentinel-1 di Figura 1c. 
 Per visualizzare l'immagine su Google Earth clicca qui
      
 rsz figure1Figura 1 - a) Interferogramma co-sismico da dati radar Sentinel-1 relativo alla coppia 12012017-24012017 ascendente (Track 117). b) Interferogramma co-sismico da dati radar ALOS-2 relativo alla coppia 02112016-25012017 ascendente (Track 197). c) Mappa di deformazione co-sismica in LOS relativa all’interferogramma Sentinel-1 mostrato in Figura 1a. d) Mappa di deformazione co-sismica in LOS relativa all’interferogramma ALOS-2 mostrato in Figura 1b. La stella nera indica la posizione dell’epicentro Mw 5.5 del 18/1/17. Le principali strutture nella regione sono indicate in nero. I dati Sentinel-1 sono copyright di Copernicus (2017). I dati ALOS-2 sono copyright di JAXA (2016-2017).
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Sede istituzionale 
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Stazione Sperimentale di Sirmione "E. Zilioli"
Sirmione Punta Staffalo n. 15 - 25010 Sirmione del Garda (BS)
Tel: 030916556 - Fax: 030916556 

 

eventi22018

Il 4 ottobre presso l'Area di Ricerca del CNR di Milano, Aperitivo scientifico con i lettori e gli autori di 'Scienziati in affanno?' RRI in teoria e nelle pratiche, edito CNR e curato da Alba L'Astorina e Monica Di Fiore

Il 19 settembre presso l'AHAAA Science Center, a Tartu, in Estonia, il progetto europeo BLUEMED promuove un workshop partecipativo che esplora l’approccio della RRI nel contesto dell’economia e della crescita blu. L'evento è organizzato nell'ambito della Multi-conference Responsible Research and Innovation in Science, Innovation and Society 2018 (RRI – SIS 2018), organizzata dal progetto Marina (Marine Knowledge Sharing Platform for Federating Responsible Research and Innovation Communities) che chiama a raccolta per tre giorni attori di vari ambiti (ricerca, politica, società civile, associazionismo) in una serie di Conferenze dedicate al tema della RRI in un confronto e scambio di conoscenze. Leggi la notizia qui.

20 giugno ore 09.30 - 13.00 presso l'Area della ricerca Milano 1, Sala Expo via Corti 12,  "Giornalismo e ricerca: un dialogo possibile? L'interazione tra media e ricercatori". Interverrà Alba L'Astorina

Il 16 aprile dalle ore 9.00 alle ore 17.00 si terrà presso l'Area della Ricerca del CNR di Milano una giornata di studio dedicata alla presentazione ed analisi di strumenti abilitanti per la creazione di informazione geografica volontaria (VGI). Per scaricare la locandina
19 marzo ore 9.30-13.00, presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca, evento dal titolo: "Favorire una cultura della prevenzione e dell’anticipazione del rischio connesso all’uso dei prodotti fitosanitari, attraverso la condivisione di competenze ed esperienze tra ricerca, aziende e altri attori del settore agricolo in Lombardia: le proposte del progetto regionale TRAINAGRO - TRAsferimento delle conoscenze e dell’INnovazione nell’uso sostenibile dei pesticidi in AGRicOltura. Auditorium G. Martinotti  - via Vizzola, 5.
6 marzo ore 12.00, sala multimediale IREA via Diocleziano 328, Napoli. Seminario del dr. Marcello Caleffi, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione Università Degli Studi di Napoli Federico, dal titolo: "Network Design for Distributed Quantum Computing".
 
 
 
 

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20-21 e 27-28 febbraio, parte LA SICUREZZA ALIMENTARE E LE RISORSE AMBIENTALI CON IL CNR, un'iniziativa in cui i ricercatori dell'IREA CNR e di altri istituti milanesi incontrano il pubblico al Museo Scienza e Tecnologia L. Da Vinci in laboratori interattivi di alimentazione, biotecnologie, genetica, materiali. Ulteriori informazioni qui.
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