Maria Consiglia Rasulo

Maria Consiglia Rasulo

Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Il progetto consiste in uno studio finalizzato allo sviluppo di future missioni Spaziali con Radar ad Apertura Sintentica (SAR) operante in banda L. Lo studio è mirato in primo luogo al consolidamento degli scenari applicativi, di medio e lungo periodo, connessi all'impiego di un SAR satellitare operante in banda L. In secondo luogo, alla definizione preliminare dei requisiti tecnici e di missione connessi alla realizzazione di un sistema SAR satellitare operante nella suddetta banda di frequenze. Il CNR, attraverso l’IREA e l’IFAC, è coinvolto in tutte le attività di definizione dei requisiti di utente e di sistema legate alla generazione di prodotti mediante l’impiego di algoritmi di elaborazione e inversione di dati SAR.

Committente: European Space Agency (ESA)

Prime contractore-GEOS S.p.A.

Periodo di attività: 2017 - 2019

Finanziamento IREA:  € 30.000

Responsabile IREA: Stefano Perna


Oggetto dell'attività è lo studio e caratterizzazione degli ambienti delle aree costiere in Cina, e per quanto possibile in Europa, che sono soggetti a gravi rischi di alluvione. Le aree selezionate in Cina sono, in particolare, le due regioni delta del Yangtze River (YR) e del Pearl River (PR). Altre aree costiere in Europa che sono potenzialmente soggette a gravi rischi di innalzamento del livello del mare, come il delta del fiume Po in Italia, saranno prese in considerazione per ulteriori indagini. A questo scopo, saranno utilizzate tecniche interferometriche SAR differenziali avanzate e metodi per la valutazione del rischio causato dall'innalzamento del livello del mare nelle aree costiere. Il lavoro verrà svolto in collaborazione con i partner cinesi coinvolti nel progetto “Integrated analysis of the combined risk of ground subsidence sea level rise, and natural hazards in coastal delta regions”.

Committente: European Space Agency (ESA)

Prime contractor: IREA

Periodo di attività: 2017 - 2020

Finanziamento IREA:  € 65.000

Responsabile IREA: Antonio Pepe

Tematica: Rischio idrogeologico


Il progetto affronta lo studio dei meccanismi biofisici alla base del fenomeno della risposta adattativa indotta da campi elettromagnetici a Radiofrequenza (1.95 GHz) rispetto all’azione danneggiante di agenti chimici mutageni. In particolare, l'attività è focalizzata sull’eventuale coinvolgimento del processo di autofagia nell’induzione dell’effetto protettivo.

La risposta adattativa (RA) è un fenomeno per il quale trattamenti con dosi molto basse di un agente chimico e fisico offrono resistenza nei confronti di un successivo trattamento con dosi elevate di noti agenti danneggianti. Questo fenomeno è stato descritto sia in vitro sia in vivo. Negli ultimi 10 anni sono state accumulate numerose evidenze che esposizioni a radiofrequenza sono in grado di indurre RA e sono stati identificati alcuni dei parametri che inducono adattamento tra cui: frequenza, segnale, tasso di assorbimento specifico, tipo cellulare, durata dell'esposizione, agente danneggiante. Comunque molti questiti sono ancora aperti poichè i) non è noto perchè solo alcune combinazioni di questi parametri sono efficaci nell'indurre adattamento; ii) i meccanismi alla base dalla RA sono ancora sconosciuti e dibattuti.

Il progetto ha lo scopo di studiare i meccanismi alla base del fenomeno della RA indotta da radiofrequenze a livello cellulare e fisiologico. In particolare, si intende confermare ed esplorare nuovi protocolli in colture cellulari derivanti da tessuti sani e tumorali mediante la valutazione dell'induzione di autofagia e di stress ossidativo. In particolare, sarà valutato il coinvolgimento dell'autofagia nell'induzione della protezione da campi elettromagnetici. Inoltre, verrà valutato il ruolo della durata dell'esposizione e delle caratteristiche elettromagnetiche (frequenza, tasso di assorbimento specifico) impiegate. La sperimentazione verrà condotta in due linee cellulari, per determinare se la risposta ottenuta è dipendente dal tipo cellulare esaminato.

Committente: Agence Nationale de Securitè, Sanitaire de l’Alimentation, Environment, Travail (ANSES, Francia)

Prime contractorCNRS - France

Periodo di attività: 2017 - 2020

Finanziamento IREA:  € 41.600

Responsabile IREA: Maria Rosaria Scarfì

Linea di ricerca: Valutazione degli effetti biologici di campi elettromagnetici


A seguito dell’eruzione del vulcano Etna iniziata il 24 dicembre 2018 e dello sciame sismico che ha accompagnato questo evento e perdura tuttora, nel quadro delle attività coordinate dal Dipartimento della Protezione Civile, i ricercatori del CNR-IREA e delle Sezioni dell’INGV di Catania-Osservatorio Etneo e Osservatorio Nazionale Terremoti di Roma hanno misurato i movimenti permanenti del terreno grazie ai radar satellitari italiani COSMO-SkyMed ed europei Sentinel-1. Sono stati evidenziati valori massimi di spostamento che superano i 30 cm verso Ovest e i 50 cm verso Est sulla sommità dell’Etna e, nell’area attivata dal terremoto di Mw 4.9, uno spostamento massimo verso Est di circa 13 cm, ed uno verso Ovest di circa 16 cm.

 
A seguito dell’eruzione laterale del vulcano Etna iniziata il 24 dicembre 2018 e dell’evento sismico di magnitudo Mw 4.9 localizzato dall’INGV nella zona di Viagrande (CT), il Dipartimento della Protezione Civile (DPC) ha attivato il Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (CNR-IREA) di Napoli, in qualità di centro di competenza nel settore dell’elaborazione dei dati radar satellitari, per un’analisi volta alla misura dei movimenti del suolo conseguenti.

L'eruzione e la sequenza sismica con il mainshock finora registrato di Mw 4.9 sono stati monitorati fin dall'inizio dall'INGV di Catania e Roma e vengono tenuti costantemente sotto controllo h24 mediante le reti sismica e geodetica. Nell’ambito delle proprie attività di monitoraggio del vulcano Etna effettuate anche tramite reti gravimetriche e magnetiche, geochimiche (flussi dei gas nel pennacchio, dal suolo e dalle fumarole), telecamere termiche e “nel campo del visibile” e con sopralluoghi sul terreno, la sede dell’INGV di Catania – Osservatorio Etneo, in collaborazione con la sede di Roma – Osservatorio Nazionale Terremoti, hanno inoltre effettuato un’analisi preliminare dei dati radar satellitari relativi alla eruzione iniziata il 24 dicembre 2018 e allo sciame sismico associato, da integrare con le informazioni fornite dagli altri sistemi di monitoraggio.

Utilizzando i dati radar dei satelliti europei Sentinel-1 (S1), del programma europeo Copernicus, e quelli della costellazione italiana COSMO-SkyMed (CSK), dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) - centro di competenza per le acquisizioni ed utilizzo dei dati satellitari - e del Ministero della Difesa, un team di ricercatori del CNR-IREA e dell’INGV, ha rilevato la frattura che ha alimentato la colata lavica causata dall’eruzione e misurato con alta precisione i movimenti permanenti del suolo, utilizzando la tecnica dell'Interferometria SAR Differenziale. Tale tecnica consente, confrontando immagini radar acquisite prima e dopo gli eventi sismici, di misurare, lungo la linea di vista (LOS, Line of Sight) del sensore, lo spostamento del suolo avvenuto nell’intervallo temporale intercorso fra le due acquisizioni, con accuratezza centimetrica. Inoltre, disponendo dei passaggi da orbite differenti (ascendenti e discendenti) è possibile ricostruire anche la componente Orizzontale (in direzione Est-Ovest) e Verticale del campo di deformazione rilevato. In Tabella 1 sono riportate le coppie interferometriche di immagini radar i cui risultati vengono mostrati di seguito.

       Sensore

Coppia interferometrica

Lunghezza d’onda [cm]

Baseline perpendicolare[m]

 Orbita 

          S1B-S1A

22122018 – 28122018

5.56

65

DISC

          S1A-S1B

16122018 – 28122018

5.56

66

ASC

          S1A-S1B

22122018 – 28122018

5.56

160

ASC

        CSK

23102018 – 26122018

3.12

279

DISC

Tabella 1: Coppie interferometriche co-sismiche utilizzate per l’analisi condotta

 
In Figura 1 è mostrato un confronto tra le immagini di ampiezza (modulo) acquisite dalla costellazione CSK prima e dopo gli eventi vulcanici e sismici analizzati, come riportato in Tabella 1. Grazie all’alta risoluzione dei sensori CSK (dell’ordine di qualche metro), nell’immagine post-eventi si nota chiaramente la formazione della frattura che ha alimentato la colata lavica causata dall’eruzione iniziata il 24 dicembre. Va sottolineato come la costellazione CSK, a seguito della richiesta di intervento per l’emergenza in corso, abbia acquisito la prima immagine a meno di 24 ore dall’evento sismico ed ulteriori acquisizioni sono state effettuate il 30 Dicembre per garantire continuità al monitoraggio della zona di interesse.  

Si noti che in Figura 1 sono state riportate le immagini rappresentate in coordinate radar piuttosto che in coordinate geografiche o cartografiche per evitare di enfatizzare le distorsioni geometriche dovute alla topografia dell’area e alla geometria di acquisizione del sensore radar (angolo di vista 34°).  

 

ETNA

Figura 1 – Confronto tra le immagini di ampiezza CSK, rappresentate in coordinate radar, acquisite prima e dopo gli eventi analizzati; (a) immagine di ampiezza CSK pre-eventi acquisita il 23102018; (b) immagine di ampiezza CSK post-evento acquisita il 26122018 (il box rosso è relativo all’area zoomata nei pannelli (c) e (d)); (c) zoom dell’immagine CSK pre-eventi relativa alla zona interessata dalla frattura e la conseguente colata lavica; (d) zoom dell’immagine CSK post-evento relativa alla zona interessata dalla frattura (evidenziata con le ellissi gialle) e la conseguente colata lavica (evidenziata con le frecce verdi). I dati CSK sono copyright di ASI (2018).

 
In Figura 2(a,b) vengono mostrate le mappe di spostamento del suolo, in LOS, ottenute a partire dalle coppie di dati S1 riportati in Tabella 1, calcolate nei pixel caratterizzati da una buona qualità del segnale interferometrico (detti pixel coerenti). Inoltre, in Figura 2(c,d) vengono mostrate le mappe delle componenti Orizzontale (in direzione Est-Ovest) e Verticale degli spostamenti del suolo misurati, che sono state stimate a partire dall’utilizzo congiunto delle mappe di deformazione LOS di Figura 2(a) e Figura (2b), ottenute rispettivamente da orbite ascendenti (per le quali i satelliti si spostano da Sud a Nord) e discendenti (per le quali i satelliti si spostano da Nord a Sud). L’analisi dei risultati ottenuti evidenzia che la mappa degli spostamenti nella direzione Est-Ovest (Figura 2c) mostra le entità più significative, i cui valori massimi superano i 30 cm verso Ovest e i 50 verso Est sulla sommità del vulcano. Nell’area in corrispondenza del terremoto del 26 dicembre (Mw4.9), il massimo spostamento verso Est è di 12-14 cm, mentre il corrispondente verso Ovest è di 15-17 cm. 

 ETNA2

Figura 2 – Mappe di deformazione in LOS ottenute a partire dai dati SAR Sentinel-1 (a,b) e mappe delle componenti orizzontale (in direzione Est-Ovest) e verticale degli spostamenti del suolo stimate a partire dalle mappe LOS (c,d). Nel dettaglio: (a) mappa ottenuta dalla coppia interferometrica S1 ascendente relativa all’intervallo 16122018 – 28122018; (b) mappa ottenuta dalla coppia interferometrica S1 discendente relativa all’intervallo 22122018 – 28122018; (c) componente orizzontale (Est-Ovest) degli spostamenti del suolo misurati; (d) componente verticale. I dati S1 sono copyright di Copernicus (2018). 

 
In Figura 3, si mostrano i risultati dell’elaborazione interferometrica in fase e in spostamento lungo la linea di vista delle coppie interferometriche Sentinel 1A/1B 22/12/2018–28/12/2018 acquisite in geometria ascendente e discendente,  effettuata dai laboratori di telerilevamento dell’INGV. Le due figure riportano le misure in linea di vista del sensore, rispettivamente in geometria ascendente e discendente. Il campo di deformazione che si rileva è la somma degli effetti di più sorgenti. Le immagini evidenziano la deformazione determinata dal dicco intruso il 24 dicembre nell’alta Valle del Bove, -dalla faglia di Fiandaca-Pennisi (FPF; basso versante Sud-Est) che si è mossa in occasione dell’evento di Mw 4.9 del 26/12/18, ed altre tre faglie con spostamenti minori, la faglia della Pernicana (PFS; versante Nord-Est) , la faglia di Ragalna (RFS; alto versante Sud-Ovest) e la faglia di Borello-Ognina (BOF; basso versante meridionale). Le faglie di Fiandaca-Pennisi, Pernicana e Ragalna si sono attivate nel corso dello sciame sismico tuttora registrato dalle reti INGV dell’Etna. Oltre a queste deformazioni si registra il movimento generale del fianco orientale, come già noto da numerosi studi precedenti.
 
ETNA3

Figura 3 – Interferogrammi in LOS ottenute dai dati SAR Sentinel-1 e mappe di deformazione in LOS ottenute dagli interferogrammi. Nel dettaglio: (A1) mappa ottenuta dalla coppia interferometrica S1 ascendente relativa all’intervallo 22122018 – 28122018; (A2) mappa ottenuta dalla coppia interferometrica S1 discendente relativa all’intervallo 22122018 – 28122018; (B1) deformazione in LOS corrispondente all’interferogramma A1 e (B2) deformazione in LOS corrispondente all’interferogramma A2. I dati S1 sono copyright di Copernicus (2018)

 
Si segnala che ottenere in tempi brevi un quadro sinottico delle deformazioni e degli spostamenti del suolo causati da eventi vulcanici e/o sismici rappresenta uno degli obiettivi del Dipartimento della Protezione Civile, durante una fase emergenziale. In questo caso specifico, i risultati ottenuti sono frutto della lunga e consolidata collaborazione fra il Dipartimento e i propri Centri di Competenza – in questo caso CNR-IREA, ASI e l’INGV. Sulla base delle loro competenze, questi centri supportano il DPC nell’utilizzo dei dati e delle informazioni satellitari e nella loro integrazione con i dati in situ forniti dagli altri Centri di Competenza. Quest’attività ha permesso lo sviluppo di prodotti, metodi e procedure che hanno migliorato le capacità del Servizio Nazionale della Protezione Civile nella risposta all’emergenza.

 

Il Sistema CSK è il maggior asset spaziale nazionale oggi operativo ed è attualmente costituito da una costellazione di quattro satelliti. E’ pianificato il lancio del primo di una nuova generazione di satelliti tecnologicamente più avanzati (CSG - COSMO-SkyMed Seconda Generazione) entro il 2019 seguito dal lancio di un secondo satellite a distanza di un anno. E’ stata inoltre recentemente approvata a livello governativo la realizzazione di due ulteriori satelliti CSG, a dimostrazione della attuale rilevanza strategica ed applicativa nazionale ed internazionale del sistema italiano, unica costellazione a quattro satelliti oggi operativa nel panorama mondiale.

 

 
Breve rassegna stampa:

Il gazzettino.it     31-12-2018     Etna, dopo terremoti ed eruzione il suolo si è spostato sino a 50 centimetri

Il messaggero.it     31-12-2018     Etna, dopo terremoti ed eruzione il suolo si è spostato sino a 50 centimetri

Il Mattino.it        31-12-2018     Etna, dopo terremoti ed eruzione il suolo si è spostato sino a 50 centimetri

La Repubblica.it     01-01-2019     Eruzione dell'ETNA: il vulcano si è spostato di 50 centimetri

Rainews.it           02-01-2019     ETNA. L'eruzione provoca uno spostamento del vulcano di 50 centimetri 

it.notizie.yahoo.com 02-01-2019     Eruzione Etna, gli esperti: il vulcano si è spostato di 50 centimetri

 


Vai alle altre notizie in evidenza 

 

logo EO4GEOIl progetto EO4GEO (http://www.eo4geo.eu) - Innovative solutions for Earth Observation/Geoinformation training, Soluzioni innovative per la formazione nel contesto dell’Osservazione della Terra e delle Informazioni geospaziali - è finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito di Erasmus+ Sector Skills Alliance, include 26 partners (e inizialmente anche 22 associated partners) molti dei quali facenti parte della Copernicus Academy Network. I partners provengono da 16 Paesi Europei e includono competenze di Università e mondo della ricerca, settori privati e pubblici, operanti nel settore della formazione/training e nei settori spaziale, geospaziale e geomatica. Il progetto è coordinato dall’associazione privata GISIG  ed ha iniziato le attività il primo gennaio 2018, con una durata di 4 anni.

EO4GEO ha lo scopo di colmare il divario esistente tra la articolata e cospicua offerta derivante dal Sistema Copernicus (in passato definito GMES - Global Monitoring for Environment and Security), ideato e realizzato in congiunzione tra l’Unione Europea (EU) e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), e la domanda di formazione e training nei settori spaziali e geospaziali rafforzando gli strumenti e le conoscenze già esistenti nel campo dell’informazione a beneficio di utilizzatori finali (industrie, agricoltura, servizio commerciali, assicurazioni, ecc.). Tali utilizzatori sono in parte già coscienti dell’importanza degli strumenti e servizi disponibili ma impreparati al loro efficiente ed efficace utilizzo. Molti altri non ne conoscono l’esistenza e le potenzialità e già dal primo anno l’impegno sarà di avvicinare il maggior numero possibile di potenziali utilizzatori a tali sistemi.

EO4GEO lavora in un contest multi- ed inter- disciplinare e applica soluzioni innovative nei campi dell’educazione e del training includendo anche la presentazione di esempi di casi reali e scenari di apprendimento collaborativi incrementando abilità e competenze in molteplici settori. La strategia di EO4GEO è di implementare un articolazione dei messaggi da trasferire che sia comprensibili ai più, per esempio sviluppando un’ontologia basata in modo specifico sul settore spaziale e geospaziale che tenga conto dello stato dell’arte fin qui conosciuta; sviluppando e integrando inoltre una piattaforma dinamica e collaborativa con diversi strumenti ad essa associata; disegnando e sviluppando una serie di curricula ed un completo portfolio di moduli per educazione e training direttamente utilizzabili nel contesto di Copernicus (www.copernicus.eu) ed altri programmi di rilevanza nazionale, europea e internazionale. Questo puo’ essere realizzato conducendo diverse azioni di training costruendo un set di scenari in tre sub-settori: applicazioni integrate tra cui l’ambito agricolo, smart cities, e cambiamenti climatici che sono di utilità per lo studio del territorio.eu flag co funded pos rgb right-300x86

Committente: European Union, Erasmus+ programme

Prime contractorAssociation GISIG

Periodo di attività: 2018 - 2021

Finanziamento IREA:  € 105.000

Responsabile IREA: Mario Angelo Gomarasca


incendi californiaUna serie devastante di incendi hanno colpito la California e, in particolare, la regione di Los Angeles nel mese di novembre 2018. Non è la prima volta che sentiamo parlare di incendi in California ma l’impressione è che stiano diventando sempre più frequenti ed intensi.

Quali sono le cause e/o i fattori determinanti per l’innesco e la propagazione di questi incendi? È un pericolo che sentiamo vicino o lontano da noi? Potrebbe accadere anche in Italia/Europa? Queste sono alcune delle domande a cui cercano di rispondere giornalisti e scienziati soprattutto alla fine della fase di emergenza. Trovare una risposta significa diminuire il rischio che un elemento naturale come il fuoco possa determinare eventi così catastrofici.

Tra i fattori determinanti troviamo i cambiamenti climatici che inasprendo periodi di piovosità, siccità ed alte temperature creano condizioni della vegetazione particolarmente suscettibili al fuoco. Pianificazione e gestione del territorio che non tengano conto del rischio di incendio possono concorrere inoltre a creare condizioni di pericolo per la popolazione, le abitazioni e le attività produttive. Il rischio è esteso a tutte le aree temperate compresa l’Europa meridionale dove, anche recentemente, si sono verificati eventi devastanti come in Portogallo (2017) e Grecia (2018). L’innalzamento delle temperature, inoltre, espone al rischio anche paesi e zone climatiche tipicamente “immuni” o dove gli incendi nel passato sono stati limitati, rendendo queste aree più vulnerabili.

Le tecniche di Osservazione della Terra (OT) forniscono dati e misure fondamentali per il monitoraggio del fenomeno degli incendi boschivi e per la stima del danno (e.g. estensione area bruciata, severità dell’incendio, frequenza eventi, perdita di vegetazione, emissioni in atmosfera) soprattutto su aree molto vaste per le quali i soli rilievi in situ potrebbero essere molto onerosi.

In particolare, i ricercatori IREA si occupano dello sviluppo di metodi ed algoritmi per la mappatura delle aree bruciate e della severità dell’incendio (i.e. impatto sulla vegetazione) da dati satellitari ottici e SAR. In questo quadro, la ricerca si concentra soprattutto sull’utilizzo di dati acquisiti dalle missioni ESA Sentinel nell’ambito del programma Copernicus coordinato dalla Commissione Europea.

Su questi temi Daniela Stroppiana, ricercatrice dell'IREA, ha parlato nel corso di una intervista a SkyTG24

 


Vai alle altre notizie in evidenza 

Immagine correlata

RPASinAir figL’IREA partecipa al progetto RPASinAir che, grazie ad un finanziamento di circa 8 milioni di euro da parte del Miur nell’ambito del Pon Ricerca e Innovazione, svilupperà l’impiego di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (droni) e di sensori innovativi per il monitoraggio del territorio al fine di segnalare eventi critici e aiutare la prevenzione dei rischi e la gestione delle emergenze (alluvioni, slavine, terremoti, incidenti industriali).

Nell'ambito di questo progetto, di cui è capofila il Distretto Tecnologico Aerospaziale pugliese, l’IREA-CNR coordinerà tutte le attività relative allo sviluppo di nuove metodologie e applicazioni per analizzare i dati acquisiti dai sensori a bordo dei sistemi aviotrasportai, fondendoli con dati satellitari, in situ o da archivio, per l’analisi e l’individuazione di condizioni di rischio e per il monitoraggio periodico del territorio.

Leggi la notizia sul Corriere del Mezzogiorno

 


Vai alle altre notizie in evidenza 

Accordo IREA-CRIE' stato firmato oggi un accordo fra Croce Rossa Italiana (CRI), Comitato di Napoli, e IREA. L’accordo, firmato da Paolo Monorchio, Presidente della CRI Napoli, e Riccardo Lanari, Direttore dell’IREA, rappresenta il primo protocollo di intesa in Italia tra CRI e CNR.

L’accordo prevede la collaborazione su attività di ricerca volte a sviluppare tecnologie che possano essere di supporto alle attività della CRI che svolge, su tutto il territorio nazionale e anche in scenari internazionali, attività di assistenza socio/sanitaria, soccorso e supporto delle popolazioni colpite da disastri e catastrofi naturali. In particolare, in questa prima fase l’attività di ricerca sarà prevalentemente orientata allo sviluppo e validazione in condizioni pre-operative di tecnologie e metodologie per la ricerca e il soccorso di persone scomparse, sia in scenari ordinari che critici, mediante sensoristica radar allocata su droni.

Tra le priorità di ricerca e sperimentazione individuate vi sono le tecnologie di rilevamento radar da aeromobile ad ala rotante e drone per l’individuazione su mare di relitti aeronavali e per l’individuazione di persone sotto le macerie.

“Le prospettive di questo accordo - ha detto il Dott. Paolo Monorchio, nel corso dell’evento relativo alla firma dell’accordo – sono tante e importanti e permetteranno di ampliare la capacità operativa del Comitato e della Croce Rossa tutta.” 

 


Vai alle altre notizie in evidenza 

Use of CopernicusIl 22 novembre si e' tenuto al Parlamento Europeo, a Brussels, un evento speciale di lancio del volume "The ever growing use of Copernicus across Europe's Regions", voluto dalla Commissione Europea, da ESA e da NEREUS (la rete delle regioni europee che si occupano di spazio).

Il volume presenta ben 99 schede che testimoniano ad utenti non specialistici la crescente capacità delle regioni Europee di beneficiare dei dati offerti dal Programma Copernicus e dalla costellazione Sentinel, migliorando le vite quotidiane di tutti. ESA in particolare sponsorizza da alcuni anni questo tipo di pubblicazioni e, come asserisce Josef Aschbacher, Direttore del Programma Earth Observation: “It is very exciting to see how Copernicus Sentinel data are being increasingly used by public authorities to provide better services for European citizens". Il volume si può leggere online nella sua interezza.

Come nelle precedenti edizioni, i ricercatori IREA si sono dimostrati in prima linea anche in questa occasione. Massimo Antoninetti, ricercatore della Sede milanese, fa parte del panel dei revisori del volume. Gli articoli targati IREA che sono stati selezionati dal panel riguardano applicazioni nei settori agro-food, qualità delle acque, gestione del territorio e pianificazione, deformazione dei suoli per usi di protezione civile, nonché la creazione di sistemi amichevoli per l'accesso alle immagini Sentinel. Tutti si svolgono a scale regionali e sub-regionali e confermano la vocazione di IREA all'interlocuzione con operatori locali, grazie alle competenze ad ampio spettro e all'affidabilità dei propri ricercatori.

I lavori pubblicati sono:
- EO-based agro monitoring system to support regional decision-making (pp 72-73);
- Using satellite maps to support variable rate fertilisation (pp 80-81);
- Tracking algal blooms on the Curonian Lagoon (pp 162-163);
- A view of your inland waterways from space (pp 166-167);
- Enabling periodic downstream services via user-friendly data grabbing (pp 190-191);
- The Phlegrean Fields caldera: A hystory of deformation (pp 230-231).

Giova ricordare infine che IREA, Sede di Milano, fa parte dei membri associati di NEREUS, in connessione con Regione Lombardia.

Su questo tema è anche molto attiva la Regione Puglia che ha la presidenza di NEREUS e che ospita la Sede secondaria recentemente confluita nell'IREA dove opera il gruppo di Osservazione della Terra dell'ex ISSIA.

 


Vai alle altre notizie in evidenza 

cammini lterE' stata pubblicata da CNR Edizioni la monografia “I CAMMINI DELLA RETE LTER-ITALIA”, a cura di Caterina Bergami, Alba L'Astorina e Alessandra Pugnetti.

Il volume è dedicato all’omonima iniziativa di comunicazione informale della scienza ideata e realizzata da ricercatrici e ricercatori della Rete di Ricerca Ecologica a Lungo Termine LTER-Italia, di cui anche la Stazione E. Zilioli è parte come sito LTER lacustre, e dell’infrastruttura di ricerca virtuale sulla biodiversità LifeWatch-Italia.

I Cammini LTER sono eventi itineranti che si svolgono in modalità lenta, a piedi, in bicicletta o in canoa, lungo tragitti di durata variabile dai quattro ai dieci giorni che collegano ogni volta due o più siti della Rete, attraverso paesaggi diversi: riserve naturali, siti archeologici, località di rilevanza culturale, piccole e grandi città. Gli itinerari sono aperti al pubblico: appassionati della natura e della ricerca ecologica, cittadini e altri studiosi possono unirsi per osservare insieme la vegetazione e la fauna che si incontrano nei percorsi o collaborare a campagne di studio nei siti della Rete. L’obiettivo è far conoscere le ricerche che la Rete svolge nel territorio italiano e sensibilizzare sull’importanza di studiare gli ecosistemi e la biodiversità in maniera approfondita e continuata nel tempo. 

Nei vari capitoli i protagonisti di ciascun Cammino (nove in tutto, realizzati nelle tre edizioni che si sono svolte dal 2015 al 2017), tra cui anche diversi ricercatori dell'IREA, descrivono i percorsi, le tappe, le attività di comunicazione e di coinvolgimento pubblico e gli attori incontrati. Fuori dai laboratori, ricercatrici e ricercatori sperimentano, attraverso la condivisione “in cammino”, nuove risposte ai cambiamenti in atto nella scienza e nell’ecologia, al mutamento di relazioni tra ambienti naturali ed esseri viventi, alle sfide ambientali e sociali che chiedono a tutti, scienziati compresi, di ridefinire ruoli e responsabilità.

Il volume è accessibile online in modalità “open access” a questo link

 


Vai alle altre notizie in evidenza 

«InizioPrec.12345678910Succ.Fine»
Pagina 5 di 30