Maria Consiglia Rasulo

Maria Consiglia Rasulo

Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Evidenziata per la prima volta in Italia, nella zona del Pollino, la presenza di movimenti lenti di faglia durante le sequenze di terremoti di bassa magnitudo che contribuiscono a spiegare perché, rispetto al resto dell’Appennino, in quest’area i terremoti di magnitudo più elevata sono meno frequenti. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports di Nature
 

 

 

 

Durante la lunga sequenza sismica che ha interessato il Pollino dal 2010 al 2014, non si sono verificati solo terremoti ma anche dei lenti e continui scorrimenti di faglie privi di attività sismica. A svelarlo per la prima volta lo studio appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports di Nature di un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IREA-CNR) in collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile. I risultati dello studio gettano una nuova luce sulla sismicità in epoca storica nell’area del Pollino.
“Negli ultimi anni”, spiega Daniele Cheloni Ricercatore INGV e primo autore del lavoro, “è stato evidenziato che le sequenze sismiche di terremoti di bassa magnitudo sono spesso accompagnate da scorrimenti asismici, anche se la mancanza di un numero sufficiente di misure di deformazione del suolo durante tali sequenze ha impedito, finora, la verifica di questa ipotesi nell’area italiana”.
I terremoti, come è noto, sono causati da movimenti di faglie, cioè di fratture della crosta terrestre, che avvengono molto rapidamente (in pochi secondi). In altri casi, le stesse faglie possono muoversi lentamente (nell’arco di settimane o mesi) senza generare terremoti (scorrimento asismico). Per dimostrare la presenza contemporanea di attività sismica e di movimenti asismici, i ricercatori si sono affidati ai dati delle stazioni GPS (costellazione di satelliti del Global Positioning System) della rete RING dell’INGV (http://ring.gm.ingv.it), installate nel 2011 nell’ambito di un progetto INGV di studio della deformazione tettonica nell’area del Pollino, e alle immagini radar raccolte dai satelliti COSMO-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), fornite nell'ambito dell'iniziativa ASI Open Call COSMO-SkyMed.
“I dati satellitari a nostra disposizione”, spiega Eugenio Sansosti Primo Ricercatore dell’IREA-CNR, “hanno garantito un elevato dettaglio nello spazio e nel tempo inimmaginabile con altri sensori, permettendoci di misurare deformazioni del suolo anche molto piccole e lente, come quelle legate agli scorrimenti asismici”. Ciò è stato possibile anche grazie alla intensificazione delle acquisizioni satellitari sull’area del Pollino messa in atto dall’ASI, su indicazione della Protezione Civile, durante la sequenza sismica.
L’enorme mole di dati satellitari disponibile necessita di una accurata e delicata operazione di elaborazione. “Abbiamo utilizzato tecniche innovative, sviluppate presso il nostro Istituto nel corso degli anni, per risalire alle variazioni nel tempo del segnale di deformazione”, precisa Gianfranco Fornaro, Primo Ricercatore delI’IREA-CNR, “e il successivo confronto dei risultati con i dati GPS non ha lasciato alcun dubbio sull’affidabilità delle nostre misure”.
I risultati ottenuti sono importanti per la comprensione della sismicità nell’area del Pollino. Le testimonianze storiche degli ultimi secoli non mostrano evidenze di eventi sismici significativi che invece interessano le aree adiacenti dell’Appenino e della Calabria. “Il movimento asismico contribuisce al rilascio di una parte della deformazione tettonica che verrebbe altrimenti rilasciata dai terremoti. Questo può spiegare perché, rispetto al resto dell’Appennino, i terremoti di magnitudo più elevata sono relativamente meno frequenti nell’area del Pollino. Ulteriori progressi nella comprensione dei fenomeni sismogenetici nell’area italiana non possono prescindere dai sistemi osservativi come la rete GPS RING, la missione COSMO-SkyMed e la Rete Sismica Nazionale”, conclude Nicola D’Agostino, Primo Ricercatore dell’INGV e coordinatore della ricerca.

 

pollino1 small
Mappa della velocità di deformazione del suolo nella zona del Pollino tra il 2012 e il 2014.
I punti colorati rappresentano le misure radar effettuate dal satellite. Le zone in verde
sono ferme; quelle in rosso si allontanano dal satellite con una velocità media di circa 2.5 cm
all’anno; le zone in azzurro si avvicinano al satellite con velocità media di circa 1.5 cm all’anno.
 

gruppo

Lo scorso 6 marzo un gruppo di studenti del IV anno del Liceo Scientifico Statale “A. Nobel” di Torre del Greco ha visitato la sede di Napoli dell'Irea. 
 
Nel corso della visita gli studenti hanno potuto comprendere come è possibile misurare anche piccolissime deformazioni della superficie terrestre grazie alle tecniche per l’elaborazione di dati radar da satellite frutto dell’attività di ricerca nell’ambito del telerilevamento a microonde e come i risultati di tali misure, e la successiva modellazione geofisica delle sorgenti causa delle deformazioni, possano fornire informazioni fondamentali per la valutazione del rischio vulcanico e sismico.
 
Gli studenti hanno poi appreso il principio di funzionamento di sistemi diagnostici operanti con segnali a Microonde e TeraHertz sviluppati nell'ambito della tematica di ricerca Diagnostica elettromagnetica.
 
Infine, nel laboratorio di bioelettromagnetismo, dove si studia l’interazione tra campi elettromagnetici non ionizzanti e sistemi biologici per valutarne i possibili rischi per la salute della popolazione ma anche le applicazioni in ambito medicale, gli studenti hanno osservato la strumentazione utilizzata per esposizioni di colture cellulari a campi elettromagnetici di bassa e alta frequenza e a campi elettrici pulsati. Inoltre hanno avuto l’opportunità di osservare direttamente al microscopio le colture cellule di origine umana e animale che vengono utilizzate per le sperimentazioni.
 
Con questa visita i ragazzi hanno “toccato con mano” cosa si fa in un Istituto di ricerca. Accogliere nella propria struttura giovani studenti, incoraggiando e stimolando la loro curiosità, è un’esperienza importante non solo per i giovani, in vista anche delle loro scelte future, ma anche perché è un occasione per diffondere la cultura scientifica, nel senso di orientamento verso un indirizzo scientifico di studio e lavoro e di sensibilizzazione nei confronti della scienza e della ricerca, per capirne l’impatto rilevante che essa ha nella vita di tutti i giorni.  
 

  

osservazione della Terra gruppo2 Bioelettromagnetismo diagnostica elettromagnetica

  



getitinterface

Riconosciuto come strumento utile per realizzare “operativamente” la direttiva INSPIRE, il software GET-IT è stato revisionato e registrato all’interno del catalogo di INSPIRE in Practice.

INSPIRE in Practice è una piattaforma ufficiale di INSPIRE che si rivolge a tutti coloro che, operando nell’ambito dell’informazione geografica, intendono adottare strumenti e pratiche “sostenibili”, che si accordino cioè non solo alle esigenze specifiche, ma anche a quelle di una comunità europea che coopera per rendere condivisibili e integrabili fra loro dati territoriali provenienti da sorgenti e nazioni diverse. Si tratta di un luogo accessibile online e collaborativo, che facilita lo scambio di expertise e know-how tra diverse tipologie di utenti.

GET-IT, il software sviluppato da CNR-IREA e CNR-ISMAR in RITMARE, che permette di pubblicare in rete e attraverso servizi standard OGC non solo mappe ma anche osservazioni acquisite da sensori, trova piena cittadinanza in INSPIRE in Practice. Infatti è al momento l’unico software in grado di offrire una gestione unificata per queste due categorie di dati e può essere adottato da un ampio spettro di utilizzatori per rendere esecutiva - e quindi più efficace - la direttiva INSPIRE. Semplice da utilizzare, Il software include l’editor EDI, che guida e assiste nella metadatazione delle risorse secondo gli standard INSPIRE.

Strumento completo e open-source, GET-IT è rilasciato gratuitamente con licenza GNU GPL v3 e può prestarsi a diversi ambiti applicativi. Informazioni per l’acquisizione e sugli use-case sono disponibili all’indirizzo: http://www.get-it.it/

 


Vai alle altre notizie in evidenza

Nonostante la copiosa copertura nevosa e le condizioni meteorologiche avverse, i satelliti Sentinel-1 and ALOS-2 hanno consentito a un gruppo di ricercatori dell’IREA-CNR di rilevare la deformazione della superficie terrestre indotta dalla recente sequenza sismica dell’Italia centrale, la cui scossa principale ha raggiunto la magnitudo di 5.5 il 18 gennaio 2017.

Grazie alla elaborazione congiunta di due immagini radar acquisite a cavallo dell'evento principale dalla costellazione Sentinel-1 del programma europeo Copernicus, è stato possibile generare l’interferogramma co-sismico (Figura 1a), una mappa che permette ai ricercatori di collegare direttamente il segnale radar allo spostamento del suolo.

Sfruttando i dati di ALOS-2 dell'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), è stata effettuata un'analisi simile che conferma i risultati ottenuti tramite i dati di Sentinel-1 (vedi figura 1b).

A partire dagli interferogrammi generati, sono state poi derivate le corrispondenti mappe di deformazione che mostrano (vedi figure 1c e 1d) l’allontanamento della superficie terrestre dal satellite fino a un massimo di circa 10 cm in un’area a sud di Amatrice. Uno zoom dell'area affetta dalle deformazioni co-sismiche  (rappresentate in rosso) è mostrato in figura 2. 

Queste mappe sono state successivamente fornite all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) per consentire di modellare la sorgente che ha causato l'evento sismico.

Un'analisi più dettagliata è fornita al seguente link:

https://doi.org/10.5281/zenodo.266966

L'attività è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e viene eseguita da un gruppo di ricerca dell'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IREA di Napoli) e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che sono Centri di competenza nei settori dell’elaborazione dei dati satellitari e della sismologia, rispettivamente, con il supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il programma Copernicus è diretto dalla Commissione Europea. L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) gestisce i due satelliti Sentinel-1 ed ha anche il compito di sviluppare i satelliti Sentinel. I dati ALOS-2 sono stati forniti dalla JAXA nel quadro di un accordo con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) per lo scambio di dati utili alla gestione delle emergenze. 

L’attività è stata anche supportata dal progetto GEP dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dal progetto "Infrastruttura di Alta tecnologia per il Monitoraggio Integrato Climatico-Ambientale" (I-AMICA) finanziato dal MIUR nell'ambito del Programma Operativo Nazionale (PON).


rsz 1zooms1

 Figura 2 - Zoom dell'area affetta dalle deformazioni co-sismiche ottenuto a partire dalla mappa Sentinel-1 di Figura 1c. 
 Per visualizzare l'immagine su Google Earth clicca qui
      
 rsz figure1Figura 1 - a) Interferogramma co-sismico da dati radar Sentinel-1 relativo alla coppia 12012017-24012017 ascendente (Track 117). b) Interferogramma co-sismico da dati radar ALOS-2 relativo alla coppia 02112016-25012017 ascendente (Track 197). c) Mappa di deformazione co-sismica in LOS relativa all’interferogramma Sentinel-1 mostrato in Figura 1a. d) Mappa di deformazione co-sismica in LOS relativa all’interferogramma ALOS-2 mostrato in Figura 1b. La stella nera indica la posizione dell’epicentro Mw 5.5 del 18/1/17. Le principali strutture nella regione sono indicate in nero. I dati Sentinel-1 sono copyright di Copernicus (2017). I dati ALOS-2 sono copyright di JAXA (2016-2017).
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Sede istituzionale 
Via Diocleziano 328 - 80124 Napoli
Tel: 081 7620611 - Fax: 081 5705734
Email:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  - Posta Elettronica Certificata (PEC)  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Sede secondaria
Via Bassini, 15 - 20133 Milano
Tel: 02 23699595 - Fax: 02 23699300
Email:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  - Posta Elettronica Certificata (PEC)  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Stazione Sperimentale di Sirmione "E. Zilioli"
Sirmione Punta Staffalo n. 15 - 25010 Sirmione del Garda (BS)
Tel: 030916556 - Fax: 030916556 

 

eventi22018

Il 4 ottobre presso l'Area di Ricerca del CNR di Milano, Aperitivo scientifico con i lettori e gli autori di 'Scienziati in affanno?' RRI in teoria e nelle pratiche, edito CNR e curato da Alba L'Astorina e Monica Di Fiore

Il 19 settembre presso l'AHAAA Science Center, a Tartu, in Estonia, il progetto europeo BLUEMED promuove un workshop partecipativo che esplora l’approccio della RRI nel contesto dell’economia e della crescita blu. L'evento è organizzato nell'ambito della Multi-conference Responsible Research and Innovation in Science, Innovation and Society 2018 (RRI – SIS 2018), organizzata dal progetto Marina (Marine Knowledge Sharing Platform for Federating Responsible Research and Innovation Communities) che chiama a raccolta per tre giorni attori di vari ambiti (ricerca, politica, società civile, associazionismo) in una serie di Conferenze dedicate al tema della RRI in un confronto e scambio di conoscenze. Leggi la notizia qui.

20 giugno ore 09.30 - 13.00 presso l'Area della ricerca Milano 1, Sala Expo via Corti 12,  "Giornalismo e ricerca: un dialogo possibile? L'interazione tra media e ricercatori". Interverrà Alba L'Astorina

Il 16 aprile dalle ore 9.00 alle ore 17.00 si terrà presso l'Area della Ricerca del CNR di Milano una giornata di studio dedicata alla presentazione ed analisi di strumenti abilitanti per la creazione di informazione geografica volontaria (VGI). Per scaricare la locandina
19 marzo ore 9.30-13.00, presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca, evento dal titolo: "Favorire una cultura della prevenzione e dell’anticipazione del rischio connesso all’uso dei prodotti fitosanitari, attraverso la condivisione di competenze ed esperienze tra ricerca, aziende e altri attori del settore agricolo in Lombardia: le proposte del progetto regionale TRAINAGRO - TRAsferimento delle conoscenze e dell’INnovazione nell’uso sostenibile dei pesticidi in AGRicOltura. Auditorium G. Martinotti  - via Vizzola, 5.
6 marzo ore 12.00, sala multimediale IREA via Diocleziano 328, Napoli. Seminario del dr. Marcello Caleffi, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione Università Degli Studi di Napoli Federico, dal titolo: "Network Design for Distributed Quantum Computing".
 
 
 
 

Anni precedenti: 2017  2016  2015   2014   2013    2012   2011
 
20-21 e 27-28 febbraio, parte LA SICUREZZA ALIMENTARE E LE RISORSE AMBIENTALI CON IL CNR, un'iniziativa in cui i ricercatori dell'IREA CNR e di altri istituti milanesi incontrano il pubblico al Museo Scienza e Tecnologia L. Da Vinci in laboratori interattivi di alimentazione, biotecnologie, genetica, materiali. Ulteriori informazioni qui.

Mimed Cost

Le applicazioni in ambito clinico rappresentano una delle frontiere più stimolanti per le tecnologie dei campi elettromagnetici, tanto per il loro uso nella terapia, legato alla possibilità di riscaldare selettivamente i tessuti tumorali (ipertermia oncologica), che per la loro applicazione a fini diagnostici, in cui l’imaging a microonde può fornire un valido supporto, o un’alternativa efficiente e sostenibile, alle modalità attualmente utilizzate nella pratica clinica.

In questo contesto, il ricorso ad opportuni nanocompositi quali agenti di contrasto può portare a significativi miglioramenti nelle prestazioni e dunque nell’efficacia delle terapie e nella accuratezza delle diagnosi.

Il potenziale derivante dall’interazione tra nanocompositi e onde elettromagnetiche costituisce il tema del workshop Synergies between nanocomposites and electromagnetic waves for contrast enhanced microwave imaging, therapy and theranostics” organizzato a Napoli da Lorenzo Crocco, primo ricercatore dell’IREA, nell’ambito della COST Action MiMed “Accelerating the Technological, Clinical and Commercialisation Progress in the Area of Medical Microwave Imaging” (TD1301).

Il workshop intende offrire l’occasione per una riflessione interdisciplinare su queste tematiche, grazie al contributo di relatori provenienti da tutta Europa, espressione di diversi contesti culturali (ingegneria, medicina, chimica, biotecnologie).

Il meeting si terrà a Napoli il 2 e 3 febbraio 2017 presso il Centro Congressi dell’Università Federico II in Via Partenope.

Agenda 


Vai alle altre notizie in evidenza

EDI immagineÈ il Repertorio Nazionale per i Dati Territoriali a segnalare il software EDI come nuovo strumento per tutte le Pubbliche Amministrazioni impegnate a valorizzare il proprio patrimonio di dati territoriali.

EDI, sviluppato da IREA-CNR nell’ambito del progetto RITMARE, risponde in particolare alle sfide legate alla qualità e alla coerenza dell’informazione geografica fornendo una serie di moduli che guidano l’utente alla creazione di metadati in modo semplice ed efficace.

L’editor EDI è attualmente disponibile online e consente una compilazione standard secondo la normativa italiana (RNDT), ma anche seguendo le specifiche europee e internazionali (INSPIRE e SensorML), prestandosi così alle necessità di un’utenza diversa. Gruppi, progetti o istituti di ricerca, ma anche tecnici operanti nella Pubblica Amministrazione, possono usufruire del prodotto beneficiando di alcune funzionalità che rendono meno onerosa la gestione dati. Il software, rilasciato con licenza Free Open Source (FOSS) GNU GPL v3, è completamente personalizzabile.

Aspetti che sono valsi un riconoscimento di EDI nel portale RNDT, oggi registro pubblico di informazioni territoriali nazionali certificate e reperibili proprio grazie alla relativa metadatazione.

Per maggiori informazioni e i dettagli tecnici dello strumento si rimanda al paper: Pavesi, F., A. Basoni, C. Fugazza, S. Menegon, A. Oggioni, M. Pepe, P. Tagliolato, and P. Carrara. “EDI – A Template-Driven Metadata Editor for Research Data.” Journal of Open Research Software - JORS 4 (October 25, 2016). doi: 10.5334/jors.106.

 


Vai alle altre notizie in evidenza

fornaroGianfranco Fornaro, primo ricercatore dell’IREA, è stato onorato del grado di Fellow della IEEE per i suoi contributi di interferometria differenziale e tomografia all’elaborazione dati SAR.

La IEEE, “the Institute of Electrical and Electronics Engineers” è la più grande organizzazione tecnica professionale a livello mondiale dedita a promuovere l'innovazione e l'eccellenza tecnologica a beneficio dell'umanità. Conta circa 420.000 membri in più di 160 paesi e pubblica un terzo della letteratura nel campo dell’ingegneria elettrica, informatica ed elettronica.

Il prestigioso grado di Fellow viene conferito a seguito di una rigorosa procedura di valutazione ed è riservato ai membri che si sono distinti per risultati straordinari di significativo impatto per la società e che hanno contribuito al progresso nel campo dell’ingegneria, della scienza e della tecnologia.

 

 


Vai alle altre notizie in evidenza

La sezione “Amministrazione trasparente” è organizzata secondo quanto indicato dal D.lgs 14 marzo 2013 n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” 

Per informazioni specifiche sull'istituto:

Organizzazione

Personale

Bandi di concorso

Bandi di gara

Incarichi di collaborazione e consulenza

Bilancio e rendimento

 

Per tutto quanto richiesto dal D.lgs 14 marzo 2013 n. 33 si consulti il seguente indirizzo:

http://www.cnr.it/sitocnr/Iservizi/AmministrazioneTrasparente/AmministrazioneTrasparente.html