Alba L'Astorina

Alba L'Astorina

Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

L'importanza dei droni in agricoltura secondo il MIT

L'importanza dei droni in agricoltura secondo il MITMIT Technology Review ha pubblicato la lista delle dieci tecnologie applicate che diventeranno le pietre miliari dell'innovazione per gli anni a venire. Fra queste spicca l'uso degli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto), in agricoltura, anche noti come droni, e la cui denominazione è UAV secondo l'International Civil Aviation Organization (ICAO).

Secondo MIT, gli agricoltori starebbero iniziando a indirizzarsi verso le tecnologie innovative puntando sui droni per migliorare la qualità delle coltivazioni. Grazie alla grande quantità di tipologie di sensori che possono essere caricate a bordo dei droni, come videocamere, sensori multispettrali, GPS, magnetometri, le potenzialità di questi strumenti sono molteplici. I droni possono oggi essere programmati per eseguire voli e rilievi in completa autonomia, senza il supporto di un pilota a terra. Sono molto più economici delle immagini satellitari e hanno la possibilità di rilievi ad alta risoluzione. Inoltre, per il tipo di uso discontinuo, la spesa può essere condivisa fra più agricoltori. Si possono utilizzare per controllare problemi di irrigazione, infestazioni parassitarie, monitorare il raccolto, le malattie delle piante, ecc. Si possono raccogliere, per esempio, immagini all'infrarosso che consentono di vedere i livelli di clorofilla delle colture. (Fonte della notizia: rivista Geomedia, luglio 2014).

L'analisi delle potenzialità dell'impiego dei droni in agricoltura è una delle attività previste dal progetto Space4Agri nell'ambito AERO a cui è dedicato il WP3 di progetto, di cui è responsabile l'ITIA del CNR, che si propone di sviluppare interfacce utente avanzate basate su contenuti visivi 2D/3D, a supporto dell’operatività delle riprese da piattaforma APR/UAV.

Per saperne di più sulle 10 tecnologie applicate emergenti secondo il MIT

Per saperne di più sull'uso dei droni in agricoltura secondo il MIT

La presente notizia è tratta dal sito di progetto Space4agri. Puoi leggerla per intero a questo link

Agricoltura e clima: una relazione sempre attuale

Agricoltura e clima: una relazione sempre attualeI cambiamenti climatici previsti per i prossimi decenni, quali ad esempio il riscaldamento globale del pianeta, i crescenti rischi di siccità in alcune aree geografiche e una maggiore frequenza di eventi meteorici intensi, sono in maggior parte causati dal rapido aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera. L'ambito di ricerca del progetto Space4Agri, seppur focalizzato sul monitoraggio e sull'analisi dello sviluppo delle colture agricole, si incrocia con studi scientifici, condotti da altri gruppi di ricerca, dedicati all'impatto delle variazioni climatiche sul comparto agronomico.

Un recente articolo, apparso sul sito Scienza in Rete durante il mese di giugno 2014, affronta la relazione tra clima e sistemi agricoli; ne riportiamo una breve sintesi.

L’aumento dell’anidride carbonica atmosferica da un lato determina importanti effetti negativi sul clima, e dall’altro si configura come un intervento fertilizzante per le piante e la produzione agricola. In ogni caso, vista l’entità dei cambiamenti attesi nei prossimi decenni, è più che mai necessario studiare come le piante coltivate si adatteranno alle nuove condizioni atmosferiche e selezionare varietà che meglio di altre siano capaci di crescere e produrre nelle nuove condizioni climatiche. 

Particolari infrastrutture sperimentali note come FACE (Free Air CO2 Enrichment) permettono di studiare l’effetto dell’aumento della CO2 atmosferica sulla crescita delle piante in condizioni agricole reali e consentono pertanto di avere indicazioni molto precise sull’effetto di questo componente dei cambiamenti climatici sulla produzione agricola. Presso il Centro di Ricerca per la Genomica Vegetale del CRA di Fiorenzuola d’Arda (PC) è stato installato un sistema FACE costruito in collaborazione con l’Istituto di Biometeorologia del CNR di Firenze attraverso un progetto finanziato da alcune Fondazioni bancarie tramite il programma Progetto AGER: ricerca agroalimentare”, progetto a cui partecipano anche l’ENEA- Centro di ricerca della Casaccia ed il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura del CRA di Foggia.

Nel corso di due anni di sperimentazione il sistema FACE ha verificato il comportamento di 12 varietà di frumento duro cresciute in condizioni di campo in un’atmosfera contenente circa 570 ppm di CO2 (la concentrazione attesa per il 2050).

Per saperne di più e capire quali sono stati i primi risultati prodotti, trovate qui l'articolo completo dedicato all'analisi del frumento duro, apparso sul sito Scienza in Rete nel mese di giugno 2014

Nell’ambito del Progetto Space4Agri (S4A), i ricercatori di CNR-IREA hanno elaborato le prime mappe che descrivono lo stato delle aree coltivate da quattro aziende agricole lombarde, che collaborano, fin dalle fasi iniziali, con i ricercatori di S4A, ospitando nei propri campi le attività di misura in situ del progetto.

Si tratta di aziende situate in Lombardia, nell'area della Lomellina (provincia di Pavia), che coltivano principalmente mais e riso: Azienda Agricola Carlo Franchino, Società Agricola Costanzo Giovanni&Agostino, entrambe di Rosasco, Azienda Agricola Europa Agricola srl, di Mauro Maregatti presso Castello d'Agogna, infine l’Azienda Agricola di Riccardo Braggio in Zeme.

Le mappe, ad alta risoluzione, sono state elaborate dai ricercatori a partire da dati satellitari, più precisamente usando immagini della zona acquisite dal Satellite Worldview-2 in due momenti della stagione estiva del 2014,  il 16 luglio e il 17 agosto. Fotografano lo stato delle coltivazioni di ciascuna azienda, dando informazioni relative a due differenti indici di  vegetazione: l’indice EVI (Enhanced Vegetation Index), che esprime il livello di vigore e densità della vegetazione, e l’indice CHL (Chlorophyll Index), correlato al contenuto in clorofilla presente nella parte verde della vegetazione, e che ne esprime, in maniera qualitativa, lo stato nutrizionale.

In questa fase sperimentale della ricerca, le mappe sono state messe a disposizione solo delle aziende agricole coinvolte, che possono esplorarle attraverso una versione prototipale del Geoportale di S4A. Quando la fase di test sarà ultimata, sia il Geoportale sia le mappe verranno rese accessibili ad un pubblico più ampio. 

E' possibile leggere l'articolo completo sul sito di progetto di Space4Agri

 

Dino Ienco, ricercatore dell'IRSTEA - TETIS di Montpellier, in visita ad IREA sede di Milano per una settimana,tiene un seminario dal titolo:

Analisi di serie temporali di immagini ottiche telerilevate con tecniche di data mining: caratterizzazione dei cambiamenti e mappatura delle colture

Il seminario si svolge nell'ambito della collaborazione di IDPA nel progetto Space4Agri. Scarica la locandina.

Riassunto:

Al giorno d'oggi sta diventando sempre più urgente la necessità di trovare metodi nuovi per analizzare la grande quantità di immagini satellitari ad alta risoluzione che verrà prodotta e messa a disposizione della comunità scientifica. La disponibiltà di immagini ad alta risoluzione sia spaziale sia temporale renderà possibile  ai ricercatori nel campo delle scienze ambientali di studiare l'evoluzione temporale dei diversi fenomeni naturali e agricoli a livelli di dettaglio mai visti in precedenza. 

Per effettuare l'analisi in modo efficacie di serie temporali di immagini abbiamo però bisogno di sviluppare nuove tecniche automatiche per estrarre conoscenze interessanti e utili. In questo scenario, Diro Ienco presenterà due applicazioni in cui l'uso di tecniche di data mining consentono di analizzare i grandi volumi della serie storiche di immagini satellitari, considerando le dimensioni spaziale e temporale dei dati.
La prima applicazione riguarda lo studio di modelli evolutivi di habitat naturali e semi- naturali. In questo ambito consideriamo una serie temporale di immagini telerilevate al fine di caratterizzare e sintetizzare i diversi tipi di evoluzione.

La seconda applicazione è dedicata alla classificazione automatica di uso del suolo. In questo studio, le tecniche di data mining sono impiegate  per sfruttare l'aspetto temporale di queste informazioni che i modelli di classificazione standard non considerano  nella loro analisi.

 Per informazioni contattare Gloria Bordogna 0223699295
email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Workshop of Dino Ienco, researcher of IRSTEA – TETIS, Montpellier:

Title: Remote Sensing Time Series analysis under the Data Mining lens: Characterization of Changes and Cropland Mapping

Abstract:
Nowadays, a huge amount of high resolution satellite images are freely available. Such images allow researchers in environmental sciences to study  different natural and agricultural phenomena considering their evolution over time.
Recently, the upcoming technology will lead time series analysis of high resolution optical images into a new level of complexity due to the huge volume of information produced. To deal with these constraints we need to develop new automatic techniques in order to extract interesting and useful knowledge from time series images.
Considering this scenario, I will present two applications in which the use of data mining techniques help to analyze big volumes of time series satellite images considering both the spatial and temporal dimensions of the data.
The first application involves the study of evolution patterns coming from natural and semi-natural habitats. In this task we consider a time series of remote sensing images in order to characterize and summarize the different type of evolutions.
The second application is devoted to the automatic classification of land use. In this study, data mining techniques are employed to correctly exploit temporal information since standard classification models fail to consider this dimension in their analysis.


For more info, please contact Gloria Bordogna 0223699295
email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Dino Ienco, ricercatore presso IRSTEA – TETIS , Montpellier terrà il seminario intitolato Remote Sensing Time Series analysis under the Data Mining lens:
Characterization of Changes and Cropland Mapping o Ienco, ricercatore presso IRSTEA – TETIS , Montpellier
terrà il seminario intitolato
Remote Sensing Time Series analysis under the Data Mining lens:
Characterization of Changes and Cropland Mapping
Abstract:
Nowadays, a huge amount of high resolution satellite images are freely
available. Such images allow researchers in environmental sciences to study
different natural and agricultural phenomena considering their evolution over
time.
Recently, the upcoming technology will lead time series analysis of high
resolution optical images into a new level of complexity due to the huge volume
of information produced. To deal with these constraints we need to develop new
automatic techniques in order to extract interesting and useful knowledge from
time series images.
Considering this scenario, I will present two applications in which the use of
data mining techniques help to analyze big volumes of time series satellite
images considering both the spatial and temporal dimensions of the data.
The first application involves the study of evolution patterns coming from
natural and semi-natural habitats. In this task we consider a time series of
remote sensing images in order to characterize and summarize the different type
of evolutions.
The second application is devoted to the automatic classification of land use.
In this study, data mining techniques are employed to correctly exploit temporal
information since standard classification models fail to consider this dimension
in their analysis.
Per

space4agriIl Progetto mira a usare le tecniche di Osservazione della Terra (spazio, aereo e in situ) per migliorare le capacità del sistema regionale e dei principali attori del settore nella pianificazione e gestione del settore agricolo lombardo. L’obiettivo è di coniugare in maniera innovativa le osservazioni remote da satellite e in situ, le tecnologie aeronautiche per gli UAV (Unmanned Air Vehicles, velivoli senza equipaggio) e le tecnologie internet 2.0 per la raccolta e lo scambio smart di dati e informazioni. 

 

Committente: Regione LombardiaCNR, nell'ambito dell'Accordo Quadro Regione Lombardia – CNR 

sito web: http://space4agri.irea.cnr.it/it  (leggi la News del CNR)

Periodo di attività: 2013 - 2015

Finanziamento IREA: € 351.000

Responsabile IREA:  Pietro Alessandro Brivio

Personale IREA coinvolto: Paola Carrara, Mirco BoschettiAlba L’Astorina,Anna Basoni, Alberto Crema, Paolo Villa, Alessandro Oggioni, Monica Pepe, Anna Rampini, Daniela Stroppiana, Gloria Bordogna

Attività: 

Telerilevamento ottico

Sistemi per l'informazione geografica

Comunicazione pubblica della scienza

 


DESCRIZIONE DEL PROGETTO

L’agricoltura è uno degli ambiti di applicazione maggiormente studiati dalla ricercatrici e dai ricercatori dell’IREA, che da anni svolgono ricerche sui sistemi agricoli, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, per stimare le produzioni ed individuare eventuali situazioni di criticità a supporto di politiche di intervento. Il monitoraggio delle produzioni di riso nel sud-est Asiatico è, ad esempio, uno dei temi di collaborazione con l’Istituto Internazionale di Ricerche sul Riso (IRRI), nelle Filippine, ma il telerilevamento all’IREA viene usato anche per lo studio dei sistemi di pascolo estensivo dell’Africa Sub-Sahariana dove le produzioni dipendono fortemente dalla variabilità climatica e dall’interazione tra uomo e ambiente.

Si tratta di un argomento di importanza mondiale e su cui a livello europeo si sta investendo molto, facendo affidamento anche sulle tecnologie aerospaziali. Ma l’agricoltura è un tema che interessa fortemente anche l’Italia, e in particolare la Regione Lombardia, la prima regione agricola italiana, che produce  il 42% del latte, il 42% del riso e il 39% dei prodotti suinicoli, con una percentuale di agricoltori del 2% di tutta la popolazione lombarda ma che si prende cura dell’80% del territorio nazionale. Qui le esigenze sono varie e vanno dalla necessità di sviluppare un sistema di conoscenze condiviso a livello regionale in grado di monitorare efficacemente i sistemi agricoli alla necessità di fronteggiare lo stress idrico delle colture, anche a fronte degli impatti dovuti ai cambiamenti cimatici che colpiscono sempre più frequentemente il territorio.

In questo quadro l’IREA ha appena avviato un progetto di ricerca dal titolo significativo, Space4Agri - Sviluppo di Metodologie Aerospaziali Innovative di Osservazione della Terra a Supporto del Settore Agricolo in Lombardia, finanziato da Regione Lombardia nell’ambito dall’Accordo Quadro Regione LombardiaCNR. 

In particolare, il Progetto mira a usare le tecniche di Osservazione della Terra (spazio, aereo e in situ) per migliorare le capacità del sistema regionale e dei principali attori del settore nella pianificazione e gestione del settore agricolo lombardo. Tre gli istituti di ricerca del CNR coinvolti, tra cui l’IREA, che coordina il progetto, l’ITIA e l’IDPA, e decine i ricercatori impegnati in questo progetto per 2 anni (2013-2015) intorno all’obiettivo di coniugare in maniera innovativa le osservazioni remote da satellite e in situ, le tecnologie aeronautiche per gli UAV (Unmanned Air Vehicles, velivoli senza equipaggio) e le tecnologie internet 2.0 per la raccolta e lo scambio smart di dati e informazioni.

L’area di studio dove verranno sperimentate e sviluppate le metodologie di Space4Agri è naturalmente individuata nella pianura padana lombarda, dove sono attive 54.333 aziende agricole che rappresentano il 3,3% del totale nazionale ma con una Superficie Agricola Utilizzata (SAU) pari a 986.853 ettari, il 7,7 % di quella nazionale (dati ISTAT).

Ricercatori e ricercatrici CNR coinvolti nel progetto e loro ruoli nei diversi WP (Workpackage):

Pietro Alessandro Brivio, IREA CNR, coordinatore Progetto Space4Agri, responsabile WP0 Gestione e controllo qualità del progetto

Paola Carrara, IREA CNR, responsabile WP1 Analisi dello stato dell’arte, dei bisogni degli utenti e definizione dei requisiti

Mirco Boschetti, IREA CNR, responsabile WP2 SPACE: estrazione di informazioni sullo stato delle colture da dati satellitari

Marco Sacco, ITIA CNR, responsabile WP3 AERO: progettazione e sviluppo di ambienti a supporto delle riprese da piattaforme UAV

Gloria Bordogna, Simone Sterlacchini, IDPA CNR, responsabile WP4 IN SITU: sviluppo di sistemi 2.0 per acquisizione dati e interscambio informazioni

Mirco Boschetti, IREA CNR, responsabile WP5, Test delle metodologie sviluppate per il monitoraggio agricolo lombardo

Paola Carrara, IREA CNR, responsabile WP6 Valutazione dell'impatto delle tecnologie sviluppate sul territorio lombardo

Alba L’Astorina, IREA CNR, Gruppo di ricerca CNR Comunicazione della Scienza ed Educazione, responsabile WP 7, Diffusione dei risultati ed azioni di capacity building

altro personale coinvolto: Anna Basoni, Alberto Crema, Alessandro Oggioni, Monica Pepe, Anna Rampini, Daniela Stroppiana, IREA CNR; Mauro Todeschini, Giampaolo Viganò, Enrica Romano, ITIA CNR

supporto amministrativo e gestionale: Elena Recchia, Enrica Viscardi, IREA CNR

il logo di Space4Agri è stato ideato da Nicola Colosio, ITIA CNR

Dopo il drammatico bilancio delle vittime nelle Filippine, si cominciano a valutare anche i danni causati all’agricoltura dal tifone Haiyan, il più violento che abbia mai colpito il paese. Particolarmente a rischio è la coltura di riso, l’alimento più importante di tutti i paesi del sud-est asiatico.
Alcune immagini satellitari pubblicate in un articolo diffuso dallIstituto Internazionale di Ricerche sul Riso (IRRI), il più importante Ente per la ricerca in ambito risicolo, che ha sede a Los Baños, mostrano gli allagamenti e i danni che il tifone Haiyan (che nella lingua locale si chiama Yolanda) ha causato alle aree agricole coltivate a riso e alle strutture situate nella parte nord-orientale della Provincia di Leyte[1].

map of philippines

Le mappe satellitari, elaborate dall’IRRI in collaborazione con la Compagnia svizzera SARMAP e il Philippine Rice Research Institute del Dipartimento dell'Agricoltura filippino, mostrano che le inondazioni hanno colpito nell’isola di Leyte circa 1.800 ettari di coltura interessando 15 comuni e che il tifone ha gravemente danneggiato gli edifici in cui potrebbe essere stato immagazzinato il riso raccolto. Il fattore tempo potrebbe giocare un ruolo importante negli sforzi che il governo sta facendo per ricostruire il paese dopo l’uragano. La disponibilità di queste informazioni in tempi rapidi potrebbe permettere, ad esempio, al Dipartimento dell'Agricoltura filippino di valutare meglio gli effetti di questa calamità sulle zone risicole colpite dal tifone e quindi meglio pianificare il proprio intervento.
Ne è convinto il sottosegretario del Dipartimento, Dante Delima, coordinatore del National Rice Program, che afferma anche di nutrire grandi aspettative verso le opportunità offerte dalle ricerche sul Telerilevamento (in inglese, Remote Sensing) per un migliore monitoraggio e valutazione della produzione risicola nazionale.
E in effetti le immagini parlano chiaro, soprattutto a chi sa leggerle: una mappa che mostra alcuni campi di riso inondati rivela anche informazioni sulle condizioni delle colture e lo stato di gestione dei campi, palesando come in molti di quei terreni il riso era già stato raccolto prima che il tifone li colpisse; una seconda mappa, dove sono evidenti ingenti danni agli edifici e ad altre infrastrutture, mostra invece come  il riso stoccato possa essere stato danneggiato anche da altri agenti, come vento, pioggia e mareggiate.
Ulteriori dati pubblicati la settimana scorsa dal Dipartimento dell'Agricoltura e dall’IRRI mostrano che la raccolta nella regione, che di solito va da settembre a ottobre, quest'anno era avvenuta poco prima che il tifone colpisse la zona l'8 novembre 2013.
Tuttavia, sempre secondo i dati diffusi dall’IRRI, danni ingenti alle infrastrutture avrebbero colpito anche il riso già raccolto e conservato nei magazzini, gli impianti di irrigazione, le attrezzature agricole e si presume che avranno forte impatto sulla pianificazione e sulla preparazione della prossima stagione agricola.
Le mappe presentate sono state prodotte da SARMAP elaborando immagini radar ad apertura sintetica (SAR) nei giorni immediatamente successivi al tifone, e sono il frutto di una collaborazione internazionale, in cui anche l’Italia gioca un ruolo importante. I dati sono stati forniti infatti dai satelliti Italiani COSMO-SkyMed  di eGEOS, un’azienda del settore partecipata al 20% dall’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana e all’80% da Telespazio, e dai satelliti tedeschi TerraSAR-X di InfoTerra.

Le tecnologie aerospaziali per l’agricoltura

L’esempio delle Filippine mostra in maniera chiara quanto i dati satellitari di osservazione della terra possano essere uno strumento prezioso per il monitoraggio delle colture e delle pratiche agricole a scala territoriale. “La ripresa continua di immagini acquisite da sensori ottici e radar, afferma Mirco Boschetti dell’Istituto per il Rilevamento dell’Ambiente (IREA)[2] del CNR di Milano, consente di localizzare le differenti colture, di monitorarne lo sviluppo durante la stagione di crescita, di valutare in maniera precoce lo stato delle produzioni, identificando eventuali situazioni critiche,  e di stabilire eventuali  potenziali perdite. Si tratta di informazioni che potrebbero essere di grande utilità anche per i politici e per tutti coloro che hanno la responsabilità della gestione e della tutela di un territorio.”
Fondamentale per le applicazioni del telerilevamento in ambito agricolo è la disponibilità di dati satellitari idonei e acquisiti nei momenti più opportuni. “In ambito tropicale, come in Asia, e in caso di eventi meteorologici estremi, continua Boschetti, i dati SAR rappresentano la miglior soluzione grazie alla loro capacità di fornire informazioni sui territori osservati anche in presenza di una fitta copertura nuvolosa. Un altro elemento importante però è la stretta cooperazione tra le varie agenzie spaziali e i fornitori di dati; nel caso del tifone Haynn, è stata questa collaborazione che ha permesso ai ricercatori di IRRI e SARMAP di disporre di immagini SAR immediatamente dopo l’evento.”
L’agricoltura è uno degli ambiti di applicazione maggiormente studiati dall’IREA, che da anni svolge ricerche sui sistemi agricoli, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, per stimare le produzioni ed individuare eventuali situazioni di criticità a supporto di politiche di intervento. Il monitoraggio delle produzioni di riso nel sud-est Asiatico è proprio uno dei temi di collaborazione proprio con l’IRRI e SARMAP, ma il telerilevamento all’IREA viene usato anche per lo studio dei sistemi pascolivi estensivi dell’Africa Sub-Sahariana dove le produzioni dipendono fortemente dalla variabilità climatica e dall’interazione tra uomo e ambiente[3].
Si tratta di un tema di importanza mondiale[4] e su cui a livello europeo si sta investendo molto, facendo affidamento anche sulle tecnologie aerospaziali: il riso è oggetto del  progetto europeo ERMES (An Earth obseRvation Model based RicE information Service) finanziato nell’ambito dell’EU FP7- SPACE 2014-2016, coordinato dal l’IREA, che mira alla realizzazione di servizi per il monitoraggio delle produzioni risicole. In particolare, con la collaborazione di altri partner europei, ERMES intende realizzare un prototipo di servizi cosiddetti downstream dedicati al settore agricolo delle produzioni risicole basato sull’uso integrato di dati da Osservazione della Terra, osservazioni di campo e modellistica agronomica. Obiettivo di lungo termine di ERMES è di estendere ed adattare il servizio al contesto dei paesi asiatici e africani per contribuire con soluzioni innovative agli obiettivi di uno sviluppo sostenibile.
Ma l’agricoltura è un tema che interessa fortemente anche l’Italia, e in particolare la Regione Lombardia, la prima regione agricola italiana, che produce  il 42% del latte, il 42% del riso e il 39% dei prodotti suinicoli, con una percentuale di agricoltori del 2% di tutta la popolazione lombarda ma che si prende cura dell’80% del territorio nazionale.
Qui le esigenze sono varie, e vanno dalla necessità di sviluppare un sistema di conoscenze condiviso a livello regionale in grado di monitorare efficacemente i sistemi agricoli lombardi  alla necessità di fronteggiare lo stress idrico delle colture, anche a fronte degli impatti dovuti ai cambiamenti climatici che colpiscono sempre più frequentemente il territorio.
In questo quadro l’IREA coordina oggi un progetto, Space4Agri - Sviluppo di Metodologie Aerospaziali Innovative di Osservazione della Terra a Supporto del Settore Agricolo in Lombardia - finanziato da Regione Lombardia nell’ambito dall’Accordo Quadro Regione LombardiaCNR, le cui finalità sono di contribuire allo sviluppo di strumenti adeguati coniugando in maniera innovativa le osservazioni remote da satellite, le tecnologie aeronautiche per gli UAV e le tecnologie internet 2.0 per l’interscambio smart di dati – informazioni.

Alba L'Astorina  (leggi l'articolo direttamente sul sito Scienzainrete)

Anno 2019
 
Rinnovo Avviso n. 1/2019  Codice: 2019/1571 | Data di scadenza: 18/06/2019

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 2 anni

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

- Laurea vecchio ordinamento o Laurea Specialistica o Laurea Magistrale in Fisica, Ingegneria Elettronica o Ingegneria delle Telecomunicazioni e equipollenti, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia; 

- comprovata esperienza e conoscenza dei programmi nazionali ed europei nell’ambito dell’Osservazione della Terra, nella definizione di prodotti e servizi legati a piattaforme tecnologiche, cluster nazionali, network di ricerca;

- buona conoscenza della lingua inglese; 

- conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri).

Oggetto:

Attività di ricerca e sviluppo per l'individuazione di prodotti e servizi basati su dati di Osservazione della Terra, maturi per strategie di sfruttamento sostenibile che siano orientate al mercato e rispondano alle esigenze di potenziali utenti finali, con particolare riferimento alliniziativa della Space Economy

Provvedimento individuazione contraente   prot. 1297  del 25/06/2019

Provvedimento conferimento incarico  prot. 1330  del 27/06/2019

 


Rinnovo Avviso n. 2/2019 Codice: 2019/1572 | Data di scadenza: 18/06/2019

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 18 mesi

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

- Laurea vecchio ordinamento o Laurea Specialistica o Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica e equipollenti, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia;

- comprovata esperienza nell’utilizzo di tecniche di programmazione e sviluppo di software concorrente per il trattamento di dati satellitari. Conoscenza dell’ambiente Linux, dei linguaggi di programmazione IDL, Python, Perl, PHP, C/C++ e della libreria CUDA, delle tecnologie web tipo Ajax e JavaScript e degli strumenti per l’utilizzo di sistemi di cloud computing; 

- buona conoscenza della lingua inglese; 

- conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri).

Oggetto:

Attività di ricerca e sviluppo per la creazione di un prototipo software per l’elaborazione tramite piattaforma remota di dati SAR satellitari interferometrici, con particolare riferimento alle iniziative DIAS e European Open Science Cloud della Commissione Europea

Provvedimento individuazione contraente   prot. 1296  del 25/06/2019

Provvedimento conferimento incarico  prot. 1329  del 27/06/2019

 


Avviso n. 1/2019  prot. 997 del 20/05/2019 Codice: 2019/1343 | Data di scadenza: 03/06/2019

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 2 anni

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

- Laurea vecchio ordinamento o Laurea Specialistica o Laurea Magistrale in Fisica, Ingegneria Elettronica o Ingegneria delle Telecomunicazioni e equipollenti, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia; 

- comprovata esperienza e conoscenza dei programmi nazionali ed europei nell’ambito dell’Osservazione della Terra, nella definizione di prodotti e servizi legati a piattaforme tecnologiche, cluster nazionali, network di ricerca;

- buona conoscenza della lingua inglese; 

- conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri).

Oggetto:

Attività di ricerca e sviluppo per l'individuazione di prodotti e servizi basati su dati di Osservazione della Terra, maturi per strategie di sfruttamento sostenibile che siano orientate al mercato e rispondano alle esigenze di potenziali utenti finali, con particolare riferimento alliniziativa della Space Economy

  

 

Avviso n. 2/2019  prot. 998 del 20/05/2019 Codice: 2019/1344 | Data di scadenza: 03/06/2019

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 18 mesi

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

- Laurea vecchio ordinamento o Laurea Specialistica o Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica e equipollenti, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia;

- comprovata esperienza nell’utilizzo di tecniche di programmazione e sviluppo di software concorrente per il trattamento di dati satellitari. Conoscenza dell’ambiente Linux, dei linguaggi di programmazione IDL, Python, Perl, PHP, C/C++ e della libreria CUDA, delle tecnologie web tipo Ajax e JavaScript e degli strumenti per l’utilizzo di sistemi di cloud computing; 

- buona conoscenza della lingua inglese; 

- conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri).

Oggetto:

Attività di ricerca e sviluppo per la creazione di un prototipo software per l’elaborazione tramite piattaforma remota di dati SAR satellitari interferometrici, con particolare riferimento alle iniziative DIAS e European Open Science Cloud della Commissione Europea

 

 

Anno 2018
 
 
Avviso n. 1/2018  prot. 1042 del 30/05/2018 Codice: 2018/1468 | Data di scadenza: 13/06/2018

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 2 anni

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

- Laurea vecchio ordinamento o Laurea Specialistica o Laurea Magistrale in Ingegneria Mineraria e equipollenti, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia;

- comprovata esperienza nel settore della prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi, con particolare riferimento in materia di sicurezza anche ambientale delle piattaforme offshore;

- buona conoscenza della lingua inglese;

- conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri).

Oggetto:

Attività di ricerca e sviluppo di protocolli di monitoraggio di fenomeni di subsidenza legati alle attività di produzione, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi

Provvedimento individuazione contraente   prot. 1315  del 17/07/2018
 
 
Anno 2017
 

Avviso n. 1/2017  prot. 2166 del 22/12/2017 Codice: 2017/3261 | Data di scadenza: 05/01/2018

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 12 mesi

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

- Laurea vecchio ordinamento o Laurea Specialistica o Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica e equipollenti, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia; 

- Comprovata esperienza nell’utilizzo di tecniche di programmazione e sviluppo di software concorrente per il trattamento di dati geodetici e/o satellitari. Conoscenza dei linguaggi di programmazione IDL, C/C++ e della libreria CUDA, Python, Perl, e degli strumenti per la progettazione e la gestione di Geo-DataBase;

- buona conoscenza della lingua inglese; 

- conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri)

Oggetto:

Attività di ricerca e sviluppo di un prototipo software per l’inversione in automatico di dati geodetici e satellitari

Provvedimento individuazione contraente   prot. 550  del 13/03/2018
 
 
 
Anno 2016

 

Codice: 2016/3362 | Data di pubblicazione: 14/12/2016 | Data di scadenza: 28/12/2016

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE, sede secondaria di Milano, via Bassini, 15, Milano

Durata: 20 (venti) giorni

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

a) Laurea in Economia e Commercio vecchio ordinamento o equiparate, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia;

b) Iscrizione all’Albo dei Dottori Commercialisti e iscrizione al Registro dei Revisori Contabili da almeno un triennio;

c) Esperienza nella revisione contabile e certificazione audit di progetti europei.

Oggetto:

Revisione contabile del rendiconto economico relativo al periodo di rendicontazione 1/3/2014–28/2/2017 nell’ambito del progetto ERMES del VII Programma Quadro della Unione Europea (Grant Agreement n. 606983) 

Provvedimento individuazione contraente   Prot. 171 del 26/01/2017

 

Codice: 2016/3210 | Data di pubblicazione: 30/11/2016 | Data di scadenza: 14/12/2016

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 40 (quaranta) giorni

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

- Laurea vecchio ordinamento o Laurea Specialistica o Laurea Magistrale in Ingegneria dell’Informazione e equipollenti, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia;

- Comprovata esperienza nell’utilizzo di approcci di ricostruzione, basati su modellistica elettromagnetica, per l’analisi di dati radar a bassa frequenza acquisiti da orbiter per l’esplorazione del sottosuolo;

- buona conoscenza della lingua inglese;

- conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri)

Oggetto:

Analisi e inversione dei dati radar acquisiti da sonde radar a bassa frequenza su satellite per l’esplorazione planetaria

Provvedimento individuazione contraente 

 
 
Anno 2015

 

Codice: 2015/2237 | Data di pubblicazione: 03/06/2015 | Data di scadenza: 15/07/2015

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 30 (trenta) giorni

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

  • Laurea Specialistica/Magistrale (D.M. 5 maggio 2004) in Scienze Geologiche o Geofisiche e equipollenti, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia;
  • comprovata esperienza nell'utilizzo di software per la modellistica del flusso polifasico-policomponente-reattivo nei mezzi porosi e in analisi strutturali dei processi gravitativi nei diversi contesti geodinamici; 
  • buona conoscenza della lingua inglese;
  • conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri).

Oggetto:

Modellazione del flusso polifasico-policomponente-reattivo nei mezzi porosi e fratturati. Valutazione impatto ambientale (VIA). Relazioni funzionali acqua-roccia e processi di dissoluzione.

Rinnovato con avviso 2/2015

Provvedimento individuazione contraente

 

Anno 2014

 

Codice: 2014/001 | Data di pubblicazione: 07/01/2014 | Data di scadenza: 21/01/2014

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 2(due) anni

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

  • Laurea Specialistica/Magistrale (D.M. 5 maggio 2004) in Fisica, Ingegneria Elettronica o Ingegneria delle Telecomunicazioni, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia;
  • esperienza e competenza nella preparazione e nel coordinamento di progetti nazionali ed europei, partecipazione e coordinamento di attività legate a piattaforme tecnologiche, cluster nazionali, network di ricerca; 
  • ottima conoscenza della lingua inglese;
  • conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri).

Oggetto:

Individuazione di idee progettuali e preparazione di progetti europei relativi alle sfide sociali del programma HORIZON 2020 ed al Multi-Annual Financial Framework e loro ricadute in ambito nazionale

Provvedimento individuazione contraente

 

Anno 2013

 

Avviso: 2013/004 | Data di pubblicazione: 09/12/2013 | Data di scadenza: 23/12/2013

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 2(due) anni

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

  • Laurea Specialistica/Magistrale (D.M. 5 maggio 2004) in Fisica, Ingegneria Elettronica o Ingegneria delle Telecomunicazioni, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia;
  • esperienza e competenza nella: preparazione e nel coordinamento di progetti nazionali ed europei, partecipazione e coordinamento di attività legate a piattaforme tecnologiche, cluster nazionali, network di ricerca; 
  • ottima conoscenza della lingua inglese;
  • conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri).

Oggetto:

Individuazione di idee progettuali e preparazione di progetti europei relativi alle sfide sociali del programma HORIZON 2020 ed al Multi-Annual Financial Framework e loro ricadute in ambito nazionale

Rinnovato con Avviso 2014/001

-----------------------------

Avviso: 2013/003 | Data di pubblicazione: 19/04/2013 | Data di scadenza: 3/05/2013

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 7(sette) mesi

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

  • Laurea Specialistica/Magistrale (D.M. 5 maggio 2004) in Biologia, Scienze Biologiche o Biotecnologie, conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia;
  • conoscenza delle tecnologie relative alla biochimica delle proteine ed alla biologia cellulare. In particolare, sono richieste conoscenza e pratica sperimentale su tecniche di coltura cellulare, elettroforesi, immunorivelazione, spettrometria e microscopia.
  • buona conoscenza della lingua inglese e capacità di esplorare autonomamente la letteratura scientifica;
  • conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri).

Oggetto:

Quantificazione dell’incorporazione di nano particelle magnetiche funzionalizzate in culture di linee cellulari tumorali

Provvedimento individuazione contraente

-----------------------------

Avviso: 2013/002 | Data di pubblicazione: 27/02/2013 | Data di scadenza: 13/03/2013

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 18 (diciotto) mesi

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

  • Laurea in materie Economiche o Giuridiche vecchio ordinamento oppure Laurea Specialistica/Magistrale equiparata ai sensi del DM 5/05/2004 e del DM 9/07/2009, conseguita presso Università italiane o  titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia
  • documentata esperienza almeno biennale in attività amministrativo-contabili
  • ottima conoscenza dei programmi di office automation
  • buona conoscenza dell’inglese scritto e parlato
  • conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri)

Oggetto:

Gestione amministrativa di supporto alla preparazione e alla stesura dei rendiconti finanziari di progetti europei del Settimo Progamma Quadro della U.E. Inserimento ed elaborazione dati, analisi dei costi sostenuti per la realizzazione dei progetti, verifica e gestione della documentazione contabile garantendone coerenza e compatibilità con le procedure informatizzate dell’Ente. Supporto alla stesura di report di progetto e/o contratti in lingua italiana ed inglese.

 Provvedimento di annullamento

-----------------------------

Avviso2013/001 | Data di pubblicazione: 16/01/2013 | Data di scadenza: 30/01/2013

Sede di lavoro: ISTITUTO PER IL RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO DELL'AMBIENTE - Via Diocleziano, 328, NAPOLI

Durata: 2(due) mesi

Numero contratti da assegnare: 1

Requisiti richiesti:

  • Laurea vecchio ordinamento in Scienze Nautiche o Ingegneria Elettronica o Ingegneria delle Telecomunicazioni oppure Laurea Specialistica/Magistrale (D.M. 5 maggio 2004) conseguita presso Università italiane o titolo analogo conseguito presso Università straniere dichiarato “equivalente” secondo la vigente normativa in materia;
  • esperienza triennale nel settore delle misure di campo elettromagnetico in camera anecoica;
  • ottima conoscenza del software Labview, con particolare riferimento all'automazione di sistemi di misura;
  • buona conoscenza della lingua inglese;
  • conoscenza della lingua italiana (solo per i candidati stranieri).

Oggetto:

Analisi dei metodi per la misura del centro di fase di antenne radar e valutazione di limiti e prestazioni in un caso di interesse

Provvedimento individuazione contraente

Screenshot 2012

Comunicare è considerato sempre più importante per una struttura scientifica, non solo nel momento in cui decide di valorizzare i risultati delle proprie ricerchee studi, ma anche durante la produzione stessa di conoscenza. Si può dire che ancora prima che utile, comunicare sia diventato indispensabile. Lo è per le leggi che governano l’impresa scientifica e per i numerosi fili che oggi legano scienza, tecnologia e società. I  ricercatori devono interagire con amministratori locali, politici, mondo produttivo, giornalisti, studenti, ma anche con gruppi di opinione e  semplici cittadini.

Sempre più spesso, infatti, è la stessa società a chiedere di partecipare al dibattito con gli esperti su temi complessi che per le loro caratteristiche e implicazioni (etiche, sociali, economiche, politiche) lacoinvolgono direttamente.

I cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nella scienza e l’impatto che essa ha in molti ambiti della vita sociale lanciano nuove sfide per tutti coloro che si occupano dicomunicazione scientifica. A tutto ciò sembrano voler dare una risposta i percorsi diformazione, spesso organizzati dalle stesse istituzioni scientifiche, che mirano a dotarei ricercatori di strumenti utili per una comunicazione della scienza più efficace e adatta ai vari tipi di pubblico.

In questo contesto diventa importante chiedersi come in questi anni la  scienza è stata comunicata, quali i pubblici privilegiati e i canali maggiormente usati dalla comunità scientifica, quali i valori sociali e culturali di riferimento, quali i modelli di relazione con il pubblico.

I ricercatori ritengono che il pubblico debba essere informato, stupito, educato, persuaso, o che possa avere pari dignità nel processo di produzione di conoscenza? Sono disponibili ad un maggior dialogo con la società o dubitano del giudizio dei “non esperti” quando si tratta di prendere decisioni in merito al futuro della scienza?

A partire dai risultati di alcune recenti indagini su questi temi il Gruppo di ricerca "Comunicazione della scienza ed educazione" (COMeSE) del CNR organizza una giornata di confronto pubblico presso l'Area di ricerca di Milano per discuterne con ricercatori, studiosi, esperti di comunicazione.

La giornata rientra tra le iniziative che il Gruppo di ricerca organizza da alcuni anni per portare il dibattito sulla comunicazione pubblica della scienza al di fuori della cerchia di addetti ai lavori; per riflettere insieme ai ricercatori sul modo con cui è cambiata la scienza, sul loro ruolo di esperti e sul rapporto con la società; per contribuire ad accorciare il distacco tra chi “fa” scienza e chi “riflette” su essa.

Scarica qui il programma della giornata

Comitato scientifico e organizzativo:
Alba L’Astorina, IREA - CNR
Adriana Valente, Valentina Amorese,
IRPPS - CNR
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
tel. 02 23699281/ 333 9858579

Nuova_sede_4_big

    1) Spesso ai ricercatori viene rimproverato di vivere in un mondo separato  e governato da regole e linguaggi non sempre comprensibili alla maggior parte delle persone; le sembra che questa immagine del mondo scientifico rispecchi ciò che accade nell’Istituto di ricerca che oggi dirige?

    Direi proprio di no, l’IREA è un istituto che nelle linee di sviluppo delle sue attività di ricerca invece si confronta quotidianamente con problematiche che sono fortemente legate a fenomeni con i quali l’opinione pubblica e i cittadini si confrontano nella loro vita.

    L’IREA è infatti un istituto che sviluppa attività di ricerca nell’ambito del telerilevamento, vale a dire un ambito che vede l’uso di sensori, su piattaforme satellitari o aerei, con i quali viene osservata la superficie terrestre e vengono monitorati i fenomeni deformativi che la caratterizzano, e in generale i cambiamenti. Inoltre l’IREA è coinvolto in attività di ricerca su tematiche come i sistemi informativi geografici, che sono importanti per la pianificazione del territorio; o in attività come la diagnostica elettromagnetica, dove vengono usate tecnologie basate sull’utilizzo dei campi elettromagnetici per lo studio di fenomeni che possono avere impatto sulla salute dei cittadini. Infine, vengono effettuati studi sofisticati per la valutazione degli effetti degli stessi campi elettromagnetici sulla salute delle persone.

    Quindi direi in sintesi che le attività svolte presso l’IREA sono fortemente legate alle problematiche che l’opinione pubblica vive quotidianamente.

        2) Tra l’altro l’Istituto ha sede in due importanti e complesse regioni italiane, la Campania e Lombardia; esistono dei legami con i soggetti presenti sul territorio in cui operano queste sedi?

      Esistono dei legami importanti a livello istituzionale, difatti ci sono relazioni significative con le amministrazioni pubbliche e in generale con le istituzioni sul territorio, ad esempio in Regione Campania l’IREA partecipa a due Centri di competenza, quello sull’ICT (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) , e a quello dell’Analisi e monitoraggio del rischio ambientale.

      Per la Lombardia, invece, l’IREA è un referente privilegiato nell’ambito dell’iniziativa europea Nereus, che è un network ch rappresenta le regioni europee che sono interessate allo sviluppo delle tecnologie spaziali. In particolare, l’IREA dà un supporto forte alla Regione Lombardia, che in Italia è tra le Regioni che hanno individuato queste tematiche come strategiche per lo sviluppo della Regione.

      Per fare un esempio concreto, mi piace partire dal contributo alle problematiche connesse ai rischi naturali, considerando che in questo momento ci troviamo nella sede di Napoli dell’IREA, che sorge in un’area prossima alla caldera dei Campi Flegrei; l’IREA è coinvolto in attività di ricerca sul’utilizzo dei dati satellitari per misurare le deformazioni del suolo e ha contribuito allo studio dei fenomeni deformativi che hanno caratterizzato negli ultimi trenta anni l’area dei Campi Flegrei, contribuendo, in un rapporto collaborativo con altri enti, come la Protezione Civile, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’ASI, a delle attività molto importanti per la comprensione di questi fenomeni.

      Ma gli ambiti sono tanti e vari, per citarne un altro, ad esempio, mi piace ricordare che la tematica dei sistemi informativi geografici connessa a quella del telerilevamento, che ha dato e dà importanti contributi in Lombardia all’agricoltura locale, allo studio della qualità delle acque dei grandi laghi, al monitoraggio dei grandi ghiacciai dell’arco alpino del nord Italia.

          3) Oltre ai soggetti tradizionali con cui l’Istituto di ricerca ha relazioni, come le amministrazioni pubbliche prima citate, avete relazioni con altri tipi di pubblici o ci sono soggetti che non riuscite a raggiungere e tuttavia vi piacerebbe o ritenete importante coinvolgere di più?

        Il discorso qui è abbastanza ampio; l’istituto ha importanti rapporti con soggetti internazionali, come l’Agenzia Spaziale Europea ESA, ha rapporti con altri soggetti di ricerca pubblici in regioni di altri paesi europei, con cui collabora su progetti finanziati dalla Comunità Europea. Inoltre l’IREA supporta una serie di attori e soggetti pubblici, come il  già citato Dipartimento della Protezione Civile, nell’ambito del suo ruolo nel Centro di competenza della Regione Campania.

        Ma ci sono altri soggetti importanti con cui sarebbe importante entrare in relazioni, non solo pubblici; ad esempio il mondo industriale e imprenditoriale. Rispetto a questo è importante segnalare che si potrebbe fare molto di più. Ad oggi le collaborazioni sono orientate ad aspetti connessi alla messa a punto di progetti integrati, in cui l’IREA, come soggetto di ricerca pubblica, fa parte di un team che concorre insieme ad altri soggetti al fine di acquisire finanziamenti europei e nazionali. Forse manca il collegamento uno a uno con l’impresa, dove un soggetto pubblico come l’IREA possa promuovere e sviluppare la componente di ricerca e l’impresa raccoglierla per provare a convertirla in un prodotto fruibile da parte del mercato. Su questo a mio avviso c’è  molto da fare da ambo le parti.

        Un altro ambito importante cui stiamo dedicando attenzione, è il contatto con l’opinione pubblica, gli studenti, le scuole, un pezzo della popolazione che potrebbe giocare un ruolo importante e rispetto al quale la comunicazione merita uno sforzo.

             4) A tal proposito, secondo l’Eurobarometro del 2010, il Rapporto dell’UE che “misura” lo stato della relazione tra i cittadini e la scienza e la tecnologia, i cittadini europei sarebbero consapevoli dell’importanza della scienza e tuttavia chiedono che gli scienziati spieghino meglio cosa fanno e perché lo fanno. Lei ritiene che tra i compiti di base di una istituzione scientifica debba rientrare anche la comunicazione verso un pubblico generico?

          Assolutamente si, soprattutto in momenti di crisi, come quello attuale, è importante che sia chiaro a una fetta importante dell’opinione pubblica perché sia importante dedicare risorse significative alla ricerca, quindi è importante spiegare, documentare la rilevanza di certe attività nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Anche qui l’IREA è fortemente coinvolto, partecipa a una serie di iniziative di divulgazione, come Futuro Remoto per la Città della scienza di Napoli, e il Festival della Scienza di Genova. Inoltre mi piace ricordare che tra le sue attività di ricerca, l’IREA ha un “modulo”, vale a dire una attività specifica dedicata proprio alle problematiche di comunicazione pubblica della scienza.

          A conferma di questo interesse vorrei segnalare inoltre che abbiamo fatto uno sforzo notevole realizzando un sito web dove a molte attività di ricerca svolte è data evidenza, cercando di usare un linguaggio semplice e accessibile; in questo ambito si inquadrano anche molte nostre attività di comunicazione della scienza. Sempre in questo ambito prevediamo di svolgere alcune iniziative, questa intervista è una di queste, che dovrebbe in qualche modo fungere da apripista per far sì che, in aggiunta a questa breve chiacchierata, se ne possano aggiungere altre su argomenti affini in grado di ampliare il punto di vista su una tematica che definirei strategica per la penetrazione vera del concetto di scienza e della sua rilevanza nella società.

               5) Nel 2001 la Commissione Europea nel Libro bianco sulla Governance auspicava l’avvio di un processo di democratizzazione nel rapporto tra scienza e società, in cui i cittadini fossero coinvolti nelle decisioni legate ai saperi scientifici. Pensando alle ricerche che conducete nelle vostre sedi, vi sembra auspicabile che i problemi e i risultati della ricerca scientifica vengano discussi anche con i “non esperti”?

            Sì ritengo di sì. Un po’ questo aspetto si riallaccia a quello che dicevo prima. L’aspetto di coinvolgimento è importante. Nel momento in cui il sapere scientifico è oggi alle base di molte decisioni, secondo me è molto importante che ci sia condivisione, coinvolgimento da parte dell’opinione pubblica. Questo però in un rapporto che definirei totalmente fair, nel quale le varie componenti, e nel nostro caso la componente scientifica, siano messe nella condizione di chiarire il proprio punto di vista, cercando di ridurre al minimo le strumentalizzazioni, sia a favore sia contro delle tesi.

            Vorrei anche aggiungere che è chiaro che l’allargamento della discussione è importante; questo però non deve diventare un vincolo. Intendo dire che l’opinione pubblica deve far parte del meccanismo di decisione al quale contribuisce la scienza, ma bisogna consentire ai ricercatori di avere quei margini di autonomia, anche minimi, grazie ai quali anche quelle attività cosiddette curiosity driven, basate sulla curiosità, ma che non hanno una diretta ricaduta applicativa, e quindi possono essere di non immediata comprensione per l’opinione pubblica, possano essere portate avanti, altrimenti si corre il rischio di non fare progredire la scienza.

                 6) Un’ultima domanda. L’IREA è distribuito su due sedi poste al Nord e al Sud d’Italia, in due regioni che vengono spesso contrapposte, anche politicamente, mi piacerebbe capire se questa distribuzione territoriale della comunità scientifica dell’IREA possa essere invece un terreno di scambio, di “integrazione” a livello nazionale.

              La distribuzione sulle due sedi dell’IREA, da un lato è un impegno, perché è ovvio che si tratta di realtà diverse, ma trovo che sia un elemento di grande ricchezza e lo trovo anche qualificante per un istituto. Non sempre la distanza geografia è elemento di allontanamento; può infatti succedere di avere delle sinergie con colleghi molto lontani e non intendersi e non riuscire a interagire con il collega della stanza accanto. E’ chiaro però che le due sedi in cui è distribuito l’Istituto sono in città molto estreme, stiamo parlando di due città, Milano e Napoli, che vengono spesso identificate con il Nord e il Sud per antonomasia. Quindi con due modalità di lavorare, di vivere diversi. Ma per me questo è ricchezza, questo è complementarietà anche scientifica, ad esempio il telerilevamento nell’ottico a Milano e quello a microonde a Napoli, sono molto complementari. Quindi è una diversità che però nel momento in cui diventa sinergia diventa un elemento di grande forza.

              intervista a cura di Alba L’Astorina, IREA CNR,  Comunicazione della Scienza ed Educazione

               

              Tra il 3 e il 17 Maggio 2012 tre istituti di ricerca del CNR, IREAISMAR e ISSIA condivideranno la nave oceanografica del CNR Urania per realizzare alcune campagne di rilievo nel mare Adriatico. 

              Si tratta solo di una delle oltre 300 spedizioni che Urania svolge da 20 anni di attività scientifica nei mari italiani e del Mediterraneo, ma per la prima volta ci sarà la possibilità di seguire alcuni aspetti della campagna via web. I ricercatori sperimenteranno infatti per alcuni giorni un particolare giornale di bordo che documenterà in tempo reale le tappe della spedizione e le attività svolte durante la missione. Collegandosi alla piattaforma online https://uraniaexpedition.crowdmap.com, sarà così possibile leggere le note di bordo, consultare la mappa dinamica, lasciare commenti ed inviare segnalazioni in merito al tema.

              Ma cosa succederà a bordo? Una ventina di persone, tra ricercatori e tecnici di varie istituzioni, eseguiranno misure lungo diversi punti dell’Adriatico da Bari a Venezia, toccando stazioni al largo delle coste del Gargano e del lago di Lesina, campionando numerose stazioni fino alle Isole Tremiti, alla foce del Po, per arrivare alla fine del percorso nel tratto più critico dell’adriatico, Chioggia, Venezia e il Golfo di Trieste.

              Durante la campagna verranno raccolti dati biogeochimici delle acque ed effettuate misure radiometriche/fluorimetriche relative alle proprietà ottiche di sostanze quali clorofilla, solidi sospesi lungo la colonna d’acqua. Le informazioni acquisite permetteranno ai ricercatori di valutare le tendenze a lungo termine della qualità dell’ecosistema marino del tratto adriatico. Le misure serviranno inoltre a creare modelli utili alle future acquisizioni satellitari del sensore iperspettrale PRISMA dell' Agenzia Spaziale Italiana. A tale scopo saranno usate anche le immagini acquisite da sensori con caratteristiche radiometriche equiparabili a quelle di PRISMA nel periodo di svolgimento della campagna.

              Le stazioni che si toccheranno fanno parte della Rete Italiana per le Ricerche Ecologiche di Lungo Termine, inserito nel network internazionale LTER che riunisce 39 Paesi dei 5 continenti con lo scopo di monitorare alcuni ambienti acquatici e terrestri nel lungo periodo.

              Le attività sono svolte nell'ambito del progetto europeo EnvEurope e del progetto nazionale finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana Clam Phym.

              Per informazioni
              Coordinamento del diario di bordo e delle attività di comunicazione: Alba L'Astorina, Laura Criscuolo,
              IREA CNR Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
              Capi missione a bordo di Urania: Mauro Bastianini ISMAR di Venezia (3-10 maggio)
              Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ,; Giovanni Bortoluzzi (11-17 maggio) ISMAR di Bologna
              Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
              Progetto EnvEurope Mariangela Ravaioli, Alessandra Pugnetti, Paola Focaccia ISMAR CNR
              Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
              Progetto Clam Phym Federica Braga, ISMAR CNR, Giacomo De Carolis, IREA CNR
              Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

              «InizioPrec.12345678Succ.Fine»
              Pagina 4 di 8